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Attualità

pubblicato il 13 agosto 2014

Auto rubate, attenzione ai taccheggiatori

Ladri d’auto, un fenomeno che va di pari passo con la disoccupazione

Auto rubate, attenzione ai taccheggiatori

Taccheggiatori in crescita, ladri d’auto che sono un incubo: è la crisi, che morde sempre di più; la disoccupazione, che spinge a comportamenti illeciti. Non stiamo giustificando nessuno, ma semplicemente analizzando la realtà italiana, con la mancanza di lavoro che è sempre più una piaga e uno psicodramma sociale, con le conseguenze sotto gli occhi di tutti. Così, per chi va in vacanza, quando proprio sarebbe il momento di rilassarsi del tutto e di "staccare la spina", ecco che c’è, ancor più rispetto al passato, il problema di dover stare attenti ai malviventi. Anche nelle aree di servizio in autostrada. Stando a una recente ricerca di LoJack (azienda di antifurto), ogni anno sulle strade italiane si perdono le tracce di quasi 66.000 autoveicoli (180 al giorno, 7,5 ogni ora). Mentre il trend dei furti negli anni resta pressoché stabile, è costante il calo dei recuperi delle auto rubate che lo scorso anno hanno raggiunto la soglia minima del 41% sul totale delle vetture sottratte. La diffusione di nuovi dispositivi "hi-tech" per rubare le auto e la loro disponibilità immediata e a buon mercato, attraverso Internet, così come quella di tutorial e di vere e proprie "guide" al furto, hanno contribuito a mutare il profilo del ladro d’auto e i suoi "arnesi del mestiere". Alla tradizionale attività meccanica di scassinamento e sottrazione del veicolo si è sostituita oggi un’attività di intelligence tecnologica che supporta il furto del veicolo e lo proietta nel network dei traffici internazionali di auto rubate e dei pezzi di ricambio.

"Fame" di marmitte

La recessione e la disoccupazione creano anche la "fame" di marmitte fra i ladri. Gianni D’Agata, dello Sportello dei diritti, denuncia: "Oro, platino, palladio e rodio. Sono questi i metalli che sempre più ladri vogliono rubare e che fanno entrare nel mirino le auto perché contenuti nei convertitori catalitici delle marmitte". L'allarme è scattato in altri Stati membri dell’Unione europea (in particolare in Francia, Regno Unito e Spagna) e si è allargato a macchia d'olio anche in Italia, dove comunque il fenomeno resta limitato. I veicoli più a rischio sono le più elevate da terra, come i Suv e i furgoni. Il prezzo minimo per i metalli preziosi contenuti in un convertitore si aggira attorno ai 50 euro sul mercato dell'usato. Viceversa chi si trova a dover sostituire un convertitore catalitico, perché gli è stato rubato, arriva a spendere 1.500/2.500 euro.

Destinazione estero

Al Nord Italia, dopo aver scassinato un'auto in 14 secondi (nel 1993 ci volevano 9 minuti), i ladri (italiani o provenienti dall’Est Europa o Nord Africa e inseriti in organizzazioni strutturate in cui ciascuno occupa un ruolo specifico nel business del traffico internazionale di vetture) smontano pezzo per pezzo le macchine e le trasportano all’interno di container verso i paesi dell'Est Europa. Per evitare il controllo dei Tir da parte della polizia di frontiera, vengono usati sigilli doganali e alle vetture è cambiata l'identità attraverso la contraffazione dei documenti oppure mediante l’utilizzo di documentazione di auto incidentate non più circolanti. I criminali provenienti dall’Est Europa sono centrati soprattutto al Centro Italia. Sono ladri saltuari o braccia operative di organizzazioni con sede in Ucraina e Romania che trasportano le auto rubate sulle rotte dei traffici internazionali (Est Europa, Africa Settentrionale o Paesi Arabi) sfruttando i porti, come quello di Civitavecchia. Al Sud, le auto si rubano anche per commettere rapine, senza badare troppo a marca o modello. Ci sono molti ladri italiani "occasionali" (soprattutto a Napoli e in Sicilia) oppure si tratta di membri di bande organizzate (in Puglia). In Puglia alimentano soprattutto il mercato nero dei pezzi di ricambio; in Campania resiste il “cavallo di ritorno”, ovvero l’estorsione nei confronti del proprietario del veicolo per la sua restituzione. E poi c'è il recupero delle targhe di auto gravemente incidentate che si riapplicano su altre auto rubate, normalmente in circolazione. Tremendo in Campania il fenomeno dei furti di auto in noleggio, che vengono rubate e portate in Germania o in altri Paesi dell’Europa dell’Est, dove i malviventi hanno a disposizione circa due mesi per rivenderle, in quanto la società di noleggio solo dopo 60 giorni di insoluto avviano le procedure per recuperare il veicolo.

Dove si rischia maggiormente

Ci sono differenze note che i numeri ci fanno vedere bene: in Campania e Lazio ritrovare l'auto è difficile (28% e 27% di tasso di recupero) perché ci sono organizzazioni criminali ben strutturate. In Emilia Romagna, invece, lo scorso anno 2.346 veicoli rubati dei complessivi 3.035 (ben il 77%) sono stati poi recuperati e in Veneto sono stati riconsegnati ai legittimi proprietari 1.564 auto delle 2.081 rubate (75%). L’Italia è spaccata in due: cinque Regioni, da sole, concentrano il 78% dell’intero volume d’affari criminale (ben 87.792 episodi). Dopo Campania e Lazio ci sono Sicilia (16.271), Lombardia (14.998) e Puglia (14.730). Il Nord fa eccezione per la presenza di Milano e di una criminalità particolarmente organizzata che ruba le auto per smontarle e trasportale illegalmente nell'Est Europa.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale , auto italiane


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