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Retrospettive

pubblicato il 29 giugno 2014

Ford Mustang, i suoi primi cinquant'anni

Semplice eppure emozionante, sportiva ma alla portata di molti. Dal 2015 anche in Europa

Ford Mustang, i suoi primi cinquant'anni
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  • Mustang Coupé 1964  - anteprima 1
  • Mustang 1965   - anteprima 2
  • Mustang Fastback 1965 - anteprima 3
  • Mustang GT Coupé 1965 - anteprima 4
  • Shelby GT350 1966 - anteprima 5
  • Mustang GT Hardtop 1967  - anteprima 6

Sono poche le auto simbolo, quelle capaci di diventare un marchio a sé stante e bandiera per diverse generazioni di automobilisti. Una di queste è senza dubbio la Mustang, la cui notorietà va ben oltre i confini a stelle e strisce all'interno dei quali ha costruito gran parte della sua fantastica storia lunga 50 anni. Mezzo secolo di vita festeggiato proprio nel 2014 con una celebrazione come si deve, all'americana. La Mustang è stata infatti “sparata” sulla vetta dell'Empire State Building come già successe nel 1965; per farlo, ovviamente, la vettura è stata smontata in pezzi, trasportata via ascensore e successivamente riassemblata. Al di fuori degli USA, Ford ha organizzato in tutto il mondo, con il supporto dei vari club, raduni e manifestazioni. Nel nostro Paese il ritrovo si è tenuto a Garda, sull'omonimo lago, dove si sono incontrati ben 200 esemplari. Più numeroso il ritrovo tedesco: a Colonia si sono visti tutti insieme ben 700 esemplari. Non solo: come regalo per le nozze d'oro, Ford ha donato alla Mustang l'edizione limitata 50 Year Edition. 1.964 esemplari (come l'anno di nascita della vettura) basati sulla Mustang GT Model Year 2015.

SI E' INVENTATA LE PONY CAR
Legare il successo della Mustang a concetti come cilindrata o potenza, prestazioni o innovazioni tecnologiche, insomma inquadrarla dentro schemi troppo tecnici, significa non aver capito cosa rappresenta e cosa ha rappresentato. Tanto per cominciare, la Mustang è la capostipite delle Pony Car (anche se qualcuno attribuisce questo merito alla Ford Thunderbird del 1958): auto di medie dimensioni, meccanicamente non troppo complesse, ma con qualcosa di sportivo, fosse anche solo nel look. Caratteristiche che nei primi anni Sessanta, tutte insieme su un'automobile, non c'erano. Da qui, l'intuizione di Lee Iacocca, manager Ford: progettare l'auto che non c'è per rispondere alle richieste dei giovani rampanti che, in una fase “up” dell'economia americana, hanno voglia di spendere e materia prima per farlo. Ricetta azzeccata: con 100.000 esemplari venduti nei primi tre mesi di vita, la Ford (e Iacocca) dimostra di averci visto lungo. Il successo bacia la Mustang e le rivali spuntano come funghi: Chevrolet Camaro, Pontiac Firebird, AMC Javelin, Plymouth Barracuda, Dodge Challenger...

DIVA DI HOLLYWOOD
Che la Mustang sia ben più dell'insieme delle sue caratteristiche tecniche lo dimostra la popolarità sul grande schermo, che l'ha vista protagonista accanto (o meglio, sotto le preziose natiche) ad alcuni fra i gli attori hollywoodiani più amati, anche dalle donne. Capito la Mustang? Consapevole che senza l'approvazione femminile si va poco lontano, ecco che ti gioca la carta dell'idolo del cinema. Uno su tutti: Steve McQueen in Bullit, che salta e controsterza per tutta San Francisco nel corso di uno scenografico e americanissimo inseguimento. La Mustang è anche nel “cast”, solo per citarne alcuni, di: “Sorvegliato speciale” con Sylvester Stallone, “La vendetta di Carter”, “Apollo 13” con Tom Hanks, “Fast and Furious”, “Fast and Furious 2”, “The Fast and the Furious: Tokyo Drift”, “La guerra dei mondi”, “Alta Tensione”, “Io sono Leggenda”, “Transformers” e “Il Cacciatore di Aquiloni”.

PAROLA D'ORDINE, SEMPLICITA'
Ovvio, il “fumo” non basta. Per avere successo ci vuole concretezza e insieme passione, robustezza e dinamismo. Ingredienti che gli ingegneri Ford miscelano con maestria rara fin dal primo modello della Mustang, che viene proposta a prezzi più che ragionevoli, mentre mamma Ford non si deve svenare per produrla: la base meccanica è quella della Falcon e della Fairlane, ma il telaio è sottoposto ad approfondite cure – viene aggiunto il Torque Box che ne aumenta la resistenza alla torsione - a tutto vantaggio della guidabilità e del comfort. I motori? Anch'essi riciclati dalla produzione Ford di quel tempo, erano: un V8 4.2 da 164 CV, diventato successivamente 4.7 da 210, potenziato infine a 271. Non mancava un sei cilindri in linea 2.8 dalla (tenera, a leggerla oggi) potenza di 110 CV. Di generazione in generazione, eccoci alla sesta, sotto il cui cofano trovano posto un modernissimo EcoBoost 4 cilindri (sì, avete letto bene: 4 cilindri, come downsizing impone) 2.3 turbo da 309 cavalli e il più rassicurante – per i tradizionalisti - V8 da 426 CV. La buona, ottima notizia per gli appassionati del Vecchio Continente è che dall'anno prossimo la Mustang sarà importata anche da noi in via ufficiale dalla Ford, a prezzi ancora sconosciuti, ma certo non proibitivi.

SERIE SPECIALI
Fra la prima e l'ultima Mustang appena citate, non ci sono “solo” quattro generazioni, ma un numero impressionante di edizioni limitate, serie speciali e persino esemplari unici. Se non è passione questa! La più attiva nella trasformazione della Mustang è senza dubbio la Shelby, che ha iniziato a metterci le mani già negli anni Sessanta, non ha ancora smesso e da sempre reinterpreta la Mustang all'insegna delle prestazioni e della guidabilità, mettendo mano ai motori e al telaio, per la soddisfazione dei più smanettoni. Non mancano ovviamente le rivisitazioni made by Ford: ultima, in ordine di tempo, è la 50 Years Convertible, un esemplare unico e celebrativo messo in palio in una lotteria (il cui ricavato è andato in beneficenza). Del lungo elenco fanno parte anche la SVO, la SSP, la Spring Feature Edition, la Bullit, ecc..

Autore: Adriano Tosi

Tag: Retrospettive , Ford , auto americane , auto storiche


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