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pubblicato il 25 giugno 2014

Opel, 50 anni con stile

In visita all’Opel Design Studio di Rüsselsheim, nato nel 1964 con la GT e oggi al lavoro sul futuro del marchio

Opel, 50 anni con stile
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Quando si parla di design e stile automobilistico vengono subito in mente i famosi pionieri della carrozzeria italiana e in particolare torinese, nomi come Pininfarina, Bertone, Frua, Ghia, Vignale, senza dimenticare le milanesi Castagna e Zagato, alcune attive già nei primi anni del Novecento. Quando però si focalizza lo sguardo sui centri stile interni alle Case automobilistiche la storia si fa più recente ed ecco che balza agli occhi la cinquantennale esperienza di un marchio quasi insospettabile: Opel. Fu infatti la Casa del fulmine la prima ad aprire in Europa il proprio Opel Design Studio, un centro d’eccellenza per il design automotive che fin dal 1964 opera nell’edificio N10 di Russelsheim, nel cuore del quartiere generale del marchio GM. In pratica tutta la storia del design Opel è nata nell’Advanced Studio di Rüsselsheim, realizzato cinquanta anni fa sull’impronta del GM Styling di Warren, Detroit, inaugurato con l’iconica Opel GT e arrivato sotto la guida di Mark Adams fino alla Monza concept del 2013.

DALLA GT ALLA JUNIOR
La visita organizzata all’Opel Design Studio per il mezzo secolo di vita è l’occasione più ghiotta per una “full immersion” fra le concept più famose e le vetture di serie Opel che sono ormai parte del panorama stradale europeo. Toccare con mano i modelli in argilla della Opel GT creati dal team di Erhard Schnell, soffermarsi a osservare i disegni originali di Hideo Kodama per la Opel Corsa seconda serie o sfiorare la carrozzeria della geniale Opel Junior del 1983, opera giovanile di Chris Bangle, sono sensazioni forti, soprattutto per chi come me è cresciuto avendo negli occhi queste icone dello stile automobilistico. Sì, perché dall’Advanced Design Studio di Rüsselsheim sono passati alcuni dei più importanti “stilisti” dell’auto, compresi Anatole Lapine, George Gallion e Charles M. ‘Chuck’ Jordan che hanno realizzato anche importanti vetture per altre Case. Per entrare ancora più in sintonia con la storia del marchio tedesco ho anche avuto modo di guidare una storica Opel Commodore Coupé del 1970 con il suo bel 6 cilindri 2.5 da 115 CV e cambio automatico; pochi chilometri di prova, ma sufficienti per apprezzare lo stile fortemente influenzato dalle mode americane dell’epoca, la superba comodità di viaggio, la morbidezza dei sedili e un sistema frenante che oggi definiremmo “insufficiente”, ma che allora era nella norma.

LA NASCITA DELLA OPEL MONZA CONCEPT
A fare gli onori di casa in questa festa per i cinquant’anni dell’Opel Design Studio è stato Mark Adams, vice presidente Design GM Europa, che ha focalizzato l’attenzione sul tema stilistico di “scultura e precisione tedesca”, ovvero il ciclo 2.0 del design Opel. Questo, nato con la Insignia concept del 2003 e arrivato fino alle attuali Adam, Mokka e Ampera, vuole rappresentare la rinascita dello stile Opel, quello prefigurato anche con la Monza Concept. L’affascinante percorso negli ambienti di lavoro dell’Advanced Studio Opel, pur non svelando alcun segreto sui piani di sviluppo dello stile, mi ha permesso di vedere ancora una volta da vicino le fasi di nascita di un’auto, dal bozzetto su carta alla tavoletta grafica su computer, fino alla modellazione 3D, la visualizzazione fotorealistica della vettura e creazione di modelli in scala per la valutazione delle proporzioni e della funzionalità. A dare dimostrazione di tutte queste fasi di sviluppo è stata la Opel Monza concept, presente sia nella versione finale con portiere apribili ad ala di gabbiano che sotto forma di modello in argilla sagomato e rifinito a mano in tempo reale dagli “artisti” dello stile.

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Tag: Curiosità , Opel , car design


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