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pubblicato il 23 giugno 2014

Incidenti in calo, ma l’Italia è in grave ritardo

Nel 2010 dovevamo dimezzare le vittime: l’abbiamo fatto solo nel 2013

Incidenti in calo, ma l’Italia è in grave ritardo

No, non si tratta di statistiche da festeggiare. I dati Istat (Istituto nazionale di statistica) stimano nel 2013 una riduzione del 2,2% rispetto al 2012 dei sinistri con lesioni a persone; calano del 6,9% i morti e del 2% i feriti. Ma ci sono due considerazioni da fare. Anzitutto, sulle nostre strade si contano ancora 182.700 incidenti che provocano 3.400 decessi e il ferimento di 259.500 persone: è un bollettino di guerra. Secondo, nel 2001, l’Unione europea aveva fissato un obiettivo importante per tutti i Paesi membri: ogni nazione doveva dimezzare le vittime della strada entro il 2010. L’Italia ha invece centrato il target solamente nel 2013: tre anni di gravissimo ritardo. Eppure, per la crisi , si utilizza meno la macchina, così cercando di risparmiare sul carburante, sui pedaggi, sulla manutenzione, ma pure sulle multe.

NON TUTTI I DATI
Va ricordato che l’Istat tiene conto esclusivamente degli incidenti in conseguenza dei quali sono state chiamate le forze dell’ordine: con il verbale di sinistro della polizia, si ha poi l’incidente che crea la statistica. Per una valutazione completa del numero di sinistri in Italia, occorre capire quali sono i dati nelle mani delle Assicurazioni: sulla base delle elaborazioni dell’Ania (la Confindustria delle Compagnie), nel 2012 il numero totale degli incidenti registrati è stato pari a oltre 2,6 milioni, mentre il numero di feriti e di morti è stato di 730.000, di cui 90.000 sono da considerarsi invalidi permanenti gravi. Cifre gigantesche, ma pur sempre in calo, motivo per cui le associazioni dei consumatori chiedono alle Assicurazioni di ribassare i premi Rc auto.

FRA GLI ULTIMI IN EUROPA
Condivisibile anche l’opinione del presidente dell’Automobile club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani: “Gli automobilisti italiani sono sempre più sicuri e il continuo calo degli incidenti stradali in Italia misura l’utilità di ogni attività di sensibilizzazione. Con 500 incidenti al giorno e 30 feriti ogni ora, siamo ancora tra gli ultimi in Europa: sulle nostre strade muoiono 57 persone ogni milione di abitanti, rispetto a una media UE di 52. Ciò significa che bisogna insistere sulla formazione continua che parta dalle scuole, si completi con metodi innovativi nelle scuole guida e si aggiorni periodicamente con l’obbligo di corsi di guida sicura in centri qualificati”. Il maggior contributo alla diminuzione del totale delle vittime in incidente stradale è dato, nel 2013, dalla flessione del numero dei morti su strade extraurbane (-8,6%) e sulle strade urbane (-8,5%). Il valore
è pressoché stabile, invece, sulle autostrade. E anche questo delle autostrade è un dato su cui riflettere: il motivo è dovuto al forte calo negli anni precedenti? Oppure sarebbe necessaria una maggiore presenza di controlli in carne e ossa, anziché insistere coi controlli elettronici.

SECONDO PASSO
Il programma europeo di azione per la sicurezza stradale 2011-2020 prevede un ulteriore dimezzamento del numero dei morti sulle strade entro il 2020 e una riduzione dei feriti gravi: l’Italia arriverà in gravissimo ritardo anche questa volta? In ogni caso, a tal fine, per stabilire un target, è necessario che i Paesi UE si impegnino ad applicare la definizione armonizzata di gravità delle lesioni stabilita a livello internazionale: la definizione armonizzata di gravità delle lesioni stabilita a livello internazionale, prevede l’utilizzo, per le lesioni gravi del punteggio MAIS 3+, ossia, il massimo valore AIS uguale o superiore a 3. La scala AIS (Abbreviated Injuries Scale) è una classificazione che descrive la gravità del trauma riportato per ognuna delle nove regioni in cui viene suddiviso il corpo umano: testa, faccia, collo, torace, addome, spina dorsale, arti superiori, arti inferiori, altro. Il grado delle lesioni varia da 1 (lesioni minori) a 6 (lesioni mortali).

Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti , assicurazioni


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