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pubblicato il 19 giugno 2014

Rc auto: è mistero sui controlli elettronici

Se ne parla da tre anni, ma siamo a un punto morto

Rc auto: è mistero sui controlli elettronici

Era il 2011, quando venne modificato l’articolo 193 del Codice della strada: l’accertamento della mancanza di copertura assicurativa obbligatoria Rc auto può essere effettuato anche mediante il raffronto di due banche dati. Da un lato, il database delle polizze emesse dalle Assicurazioni; dall’altro, il database dei dispositivi elettronici. Gestiti direttamente dagli organi di polizia. Ossia Tutor (controlla la velocità media), autovelox (individua la velocità in un punto), telecamere nelle Zone a traffico limitato (ma non il semaforo). Se, in base alle risultanze del raffronto dei dati, risulta che un veicolo non ha la Rca, l’organo di polizia invita il proprietario o a produrre il certificato di assicurazione obbligatoria quanto prima: niente copertura? Multa. Però, perché questa norma divenga effettiva, serve il via libera del Governo. Che non arriva.

LA CIRCOLARE MINISTERIALE
Il ministero dell’Interno ha appena emanato una circolare. Spiega che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta completando la raccolta dei dati dei veicoli coperti da assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, di cui all’articolo 193 del Codice della strada (quello di cui vi abbiamo parlato in apertura). Vanno a implementare i dati contenuti nell'archivio nazionale dei veicoli. Questa operazione di implementazione dei dati anticipa la completa dematerializzazione dei contrassegni e dei certificati assicurativi prevista per il 2015. Ecco, abbiamo una data: l’anno prossimo, dovrebbero sparire i tagliandini che esponiamo sul parabrezza. Questo consentirà agli utenti e alle forze di polizia di avere un quadro aggiornato della situazione relativa alla copertura assicurativa di un veicolo. I dati relativi alla copertura assicurativa, decorsi 15 giorni dal momento in cui sono resi disponibili all'utenza attraverso il sito Il Portale dell’automobilista (del ministero dei Trasporti), sono visibili anche dalle forze di polizia, attraverso la visione della scheda del veicolo contenuta nell'archivio nazionale dei veicoli, tenuto dalla Motorizzazione civile.

QUALCHE DUBBIO
E proprio il fatto che la polizia debba mettere il naso nel Portale dell’automobilista, del ministero dei Trasporti, come un qualsiasi cittadino, fa emergere qualche perplessità. E i collegamenti telematici dedicati? E le reti riservate? E le banche dati a uso esclusivo della polizia come quelli usati per spedire le multe? Zero. Il dubbio è che manchino i soldi. Il legislatore, con la modifica dell’articolo 193 del Codice della strada, ha ideato un nuovo modo di scovare chi non paga la Rca: sui quattro milioni di veicoli in Italia, con il fenomeno in crescita per via della crisi. Ma chi deve impiegare le risorse? La Motorizzazione? Attenzione: tempo fa non c’era denaro per spedire i bollini di rinnovo della patente, come si può pensare di creare un archivio telematico per la polizia? L'Unasca (l’associazione maggiormente rappresentativa delle autoscuole e delle agenzie pratiche auto), il 13 giugno, ha lanciato l’allarme targhe: mancano i quattrini e le targhe non arrivano. Le agenzie di pratiche auto non possono effettuare le immatricolazioni per quei clienti che si recano in agenzia da giorni per avere la targatura delle propria auto. Una situazione di costante precarietà che si protrae da oltre tre mesi e che impedisce la disponibilità delle targhe minime sufficienti presso gli Sportelli dell’automobilista. Se la situazione è questa, difficile ipotizzare che il sistema di controlli elettronici abbiano un loro database. Insomma, la lotta all’evasione della Rca non inizia nel migliore dei modi. E chissà, questo potrebbe essere un motivo in più affinché il Governo Renzi decida di contenere i costi della pubblica amministrazioni, assicurando tutti i servizi ai cittadini.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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