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pubblicato il 19 giugno 2014

Dossier Spending Review

I concessionari a Renzi: basta tasse sull'auto

Federauto rimarca che la crisi delle immatricolazioni è causata soprattutto dall'inasprimento fiscale

I concessionari a Renzi: basta tasse sull'auto

L'Italia vuole uscire dalla crisi ed il comparto auto ricorda il suo ruolo nell'economia chiedendo, con la voce dei concessionari, che le tasse non bersaglino più così assiduamente un mezzo indispensabile per gli spostamenti. E' noto ormai che mantenere un'auto è molto costoso e le immatricolazioni sono precipitate, tanto che l'Italia - uno dei più grandi mercati d'Europa - è diventata un fanalino di coda. "Dei cinque grandi mercati europei: Germania, Spagna, Francia, Regno Unito, solo l'Italia a maggio chiude con un risultato negativo - ricorda Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto -. Questo, a nostro avviso, è in linea con quello che sta accadendo negli ultimi anni. Ossia che siamo diventati l'ultima ruota del carro". Federauto rimarca che questa situazione è causata soprattutto dall'inasprimento fiscale che si è abbattuto sui veicoli negli ultimi anni: aumenti di Iva, IPT, bollo, accise, RC, pedaggi autostradali, il varo del superbollo ad opera del Governo Berlusconi, poi raddoppiato di fatto dal Governo Monti. La Federazione, che rappresenta i concessionari dice al premier Renzi "basta tasse sul nostro comparto".

"E' il momento di alleggerire la pressione fiscale per chi acquista e utilizza gli autoveicoli", ribadisce Pavan Bernacchi, ammettendo preoccupazione per quello che potrebbe accadere nel prossimo Consiglio dei Ministri o nei successivi. Sopprimere il superbollo per le auto prestazionali sarebbe un buon inizio, "ma non è pensabile dare contestualmente la facoltà alle regioni di alzare nel 2015 il bollo auto - dice -. Anche perché sappiamo che le norme transitorie in questo Paese spesso diventano definitive. Chiediamo quindi al Governo Renzi di affrontare i problemi degli autoveicoli nel tavolo previsto al MISE lunedì prossimo, e di sospendere nel frattempo ogni decisione che possa impattare negativamente sugli automobilisti e sugli autoveicoli. Se verremo ascoltati, insieme agli altri soggetti convocati, potremmo spezzare questo circolo vizioso e impostare una vera ripresa. Per noi e per l'economia reale che rappresentiamo".

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Tag: Attualità , tasse


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