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Attualità

pubblicato il 17 giugno 2014

Dossier Spending Review

Riforma auto: Renzi non tiene fede agli impegni

La rivoluzione amministrativa e fiscale annunciata è stata ancora rinviata

Riforma auto: Renzi non tiene fede agli impegni

Riforma automobilistica, e due: dopo il rinvio di aprile, ecco quello di giugno. Il Governo Renzi, sin da quando si è insediato, ha promesso una riforma amministrativa e fiscale del settore auto. Non parliamo di misure a sostegno delle vendite (non c’è mai stato un chiaro annuncio di incentivi, e quelli arrivati erano la conseguenza di provvedimenti presi da altri Esecutivi); ma di Pubblico registro automobilistico (PRA), Automobile club d’Italia (ACI), bollo (la tassa regionale di proprietà dell’auto), superbollo (la sovrattassa per le auto potenti), Imposta provinciale di trascrizione (IPT). Insomma, i cittadini attendono quelle sane sforbiciate per togliere dai guai il Paese e dare ossigeno agli automobilisti, spremuti senza sosta da una tassazione fortissima e da esborsi ingiustificati. Ma si procede con grande lentezza.

UN'OTTIMA PARTENZA
A dire il vero, Renzi era partito fortissimo, e già ad aprile, nel decreto spending review, aveva messo a segno un colpo molto importante: accorpamento l'fra il Pra (gestito dall’Aci) e la Motorizzazione. Così da eliminare finalmente, una volta per tutte, quell’inutile duplicazione di costi e di documenti, quella burocrazia soffocante non da Paese civile, che strangola gli automobilisti. Non ci riferiamo di costi a carico dello Stato, ma di spese ai danni del cittadino, costretto a pagare due volte una stessa pratica. Per motivi misteriosi (e anche in questo il Governo Renzi ha sbagliato, non spiegando il perché della sparizione di norme intelligenti, come se ci fosse un “segreto di Stato”), quelle regole presenti nella bozza di decreto spending review sono poi scomparse. E un fatto rende il tutto ancora più confuso e nebuloso: l’articolo sull’accorpamento Pra/Aci-Motorizzazione è stato annullato di notte.

SEMBRAVA FATTA
Pazienza. Matteo Renzi si è allora sbilanciato parlando pubblicamente di accorpamento Pra/Aci-Motorizzazione. Ed ecco la seconda chance: in una bozza di disegno legge semplificazione, si prevedeva l’abolizione del Pra (con inevitabili e pesanti ripercussioni sull'ACI), del superbollo, dell'IPT e del certificato di proprietà. Più l’istituzione della nuova Imposta regionale di immatricolazione (IRI) che andava a sostituire l’Ipt, e la creazione dell'Archivio unico. Questione risolta, allora? Macché. Dopo un Consiglio dei ministri “eterno” (qualche indiscrezioni parla di notevoli dissidi a proposito un po’ di tutto, ACI inclusa), il Governo Renzi ha rinviato l’approvazione della riforma automobilistica. Perché? Anche in questo caso, una coltre di silenzio è calata sulla vicenda. Sulla quale, questo va onestamente detto, Renzi si sta giocando la credibilità.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , aci


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