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pubblicato il 16 giugno 2014

Tesla "liberalizza" l’auto elettrica, come Google con Android

I brevetti diventano open source, per abbattere i costi e accelerare la diffusione dell’elettrico. Magari con la Google Car...

Tesla "liberalizza" l’auto elettrica, come Google con Android
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Se Android non fosse stato un software aperto, gli smartphone, Samsung, HTC e altri sarebbero riusciti a fare concorrenza alla Apple? Certo, è anche vero che il “sistema chiuso” dei dispositivi della Mela dà meno grattacapi nell’accoppiamento fra hardware e software, ma d’altro canto la strategia di Google di mettere a disposizione di più aziende il proprio sistema operativo si è tradotta in un vantaggio per i clienti: sviluppo di tecnologia più rapido, più scelta e un’offerta su più livelli di prezzo. È un po’ quello che sembra avere in mente Elon Musk, l’imprenditore che dopo PayPal ha fondato la Tesla e che vuole rendere open source i brevetti sviluppati dalla sua azienda, a quanto pare senza poi citare in giudizio chi li sfruttasse con buone intenzioni. L’obiettivo? Abbattere i costi di produzione delle batterie, rendendo così meno care all’acquisto le auto elettriche e favorire con la loro diffusione gli investimenti per le infrastrutture di ricarica (soprattutto rapida) e accelerare infine lo sviluppo di nuovi accumulatori, con autonomie superiori.

L’anno scorso, in Italia, sono state vendute meno di 1.000 auto elettriche su un totale di circa 1,3 milioni di veicoli e nel mondo la quota di mercato delle vetture a zero emissioni ZEV è di appena l’1%. Il che per ora giustifica strategie come quella della Fiat-Chrysler FCA di Sergio Marchionne, che sottolinea l’insostenibilità economica di questo business. Ecco perché Tesla cerca un modo per non doversi più costruire tutto in proprio o sobbarcarsi i costi per la realizzazione delle stazioni di ricarica. A casa, ma soprattutto sul suolo pubblico e nelle stazioni di rifornimento in particolare. Per ora le colonnine rapide installate da Tesla sono 120 (di cui 20 in Europa), numeri chiaramente lontani dal fare “massa critica”. E per chiudere il cerchio, potrebbe essere proprio Google con la sua Google Car elettrica a guida autonoma l’ingrediente giusto per far diventare davvero una realtà l’auto elettrica. Com’è successo, praticamente senza che ce ne accorgessimo, con la diffusione degli smartphone con la risposta di Android all’invenzione dell’iPhone da parte di Apple.
Come andrà a finire, secondo voi, questo "viaggio" dell'auto elettrica?

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Tag: Attualità , Tesla Motors , auto elettrica


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