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pubblicato il 16 giugno 2014

Uber vince. UberPop perde: i "taxi privati" vengono confiscati

Mercoledì cinquemila taxi dei 43 Comuni del bacino aeroportuale lombardo hanno spento i motori

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Visto che l’evento più mediatico in questi giorni sono i Mondiali di calcio in Brasile, la parola che più si attaglia allo sciopero dei tassisti di mezza Europa contro Uber è “autogol”. Sì, perché il servizio che ti permette di prenotare una berlina nera con autista tramite smartphone (auto a noleggio con conducente) ha registrato un record dopo l’altro. Tantissime richieste, anche grazie allo sconto del 20% per i clienti proprio in concomitanza dello sciopero dei taxi. E secondo il sito Appfigures.com (monitora la domanda delle applicazioni per smartphone), l’app dell’azienda californiana (Uber) ha scalato in poche ore la classifica dei download dell’App store. In Inghilterra, dove lo sciopero dei taxi è stato sentitissimo e dove i tassisti sono imbestialiti, l’applicazione è passata dal numero 128 di una settimana fa al numero 2 in classifica. In Italia, la app di Uber è addirittura al 16esimo posto delle app per iPhone più scaricate della settimana, un gradino sopra quella di Facebook.

CHE COSA È SUCCESSO
Mercoledì, cinquemila taxi dei 43 Comuni del bacino aeroportuale lombardo hanno spento i motori: idem a Londra, Parigi, Berlino, Madrid e Barcellona. Un “blocco” internazionale “contro l’abusivismo e per la legalità”, dicono i tassisti. Ma questo vuol dire tirarsi la zappa sui piedi. La protesta ha fatto conoscere Uber anche a chi, magari, non l’aveva mai sentito prima. Il direttore di Uber in Europa, Pierre-Dimitri Gore-Coty, ha dichiarato con un pizzico di malizia: “Se non altro, lo sciopero renderà Uber ancora più visibile e un sacco di persone si renderanno conto che adesso hanno la possibilità di scegliere”. Il fatto è che né il Governo italiano né il Comune di Milano (al solito, laboratorio per nuove esperienze di mobilità) si sono schierati apertamente contro Uber. In particolare, con un giro di parole molto “politico”, il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi non ha bocciato Uber.

UBERPOP, LA QUESTIONE È DIVERSA
Con l’applicazione di Uber, gli utenti possono decidere se chiamare un’automobile con conducente o se affidarsi alla nuova opzione Uberpop, un car sharing peer to peer: un servizio di auto in condivisione, in cui il guidatore non è né il singolo utente che si avvale dell’app, né l’autista di Uber, ma un privato qualsiasi. Un altro utente che si trova nei paraggi e ha dato disponibilità a Uber di agire come guidatore. Ricevendo in cambio una somma di denaro da Uber. Ma Lupi lo ha già tacciato di illegalità: “Uber faccia tutti i ricorsi che vuole, se lo ritiene. Il decreto attuativo del comma l dell’articolo 28 della legge 2008 non fa che esplicitare ulteriormente le modalità in cui deve svolgersi il servizio di noleggio con conducente, ma il quadro normativo è già chiarissimo: il servizio di trasporto pubblico può essere esercitato da due soggetti, i taxi e, appunto, il noleggio con conducente". Così la pensa anche il Comune di Milano. E infatti nel capoluogo lombardo scattano confische a ripetizione: patente ritirata da quattro a dodici mesi al cittadino che faceva da “taxi privato” e multa fino a 7.000 euro. Più il sequestro dell’auto: un provvedimento momentaneo. Che si trasformerà in confisca: addio alla macchina per sempre.

UN TERZO FRONTE
Occhio però perché la questione diventa ancora più complessa e delicata, con Uber che non si ferma di fronte a nulla. Vorrebbe lanciare a Milano il suo servizio Uber Taxi, già attivo nella capitale britannica, con tariffe meno care rispetto a quelle praticate attualmente dall’app. L'annuncio è stato dato dal country manager per l’Italia della stessa Uber, la combattiva Benedetta Arese Lucini, intervenuta a State of the Net a Trieste, la conferenza sullo stato di Internet in corso nel capoluogo del Friuli-Venezia Giulia. A tale proposito, la manager ha detto: “Molti osservatori hanno notato che l’innovazione di Uber porterà benefici all’economia italiana. Dobbiamo educare le istituzioni su benefici, non solo di Uber, ma della sharing economy”. Quindi, avremmo Uber, più UberPop, Più Uber Taxi. Se questa non è un’avanzata di tecnologia applicata alla mobilità in grande stile, voi come la chiamereste?

Autore: Redazione

Tag: Attualità , mobilità sostenibile , car sharing


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