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pubblicato il 13 giugno 2014

Accorpamento Pra (Aci)-Motorizzazione: Renzi manterrà la promessa?

Oggi potrebbe risolversi l'annosa questione dell’archivio unico dei veicoli

Accorpamento Pra (Aci)-Motorizzazione: Renzi manterrà la promessa?

Una bozza del disegno legge semplificazione, indiscrezioni, voci di corridoio: sono ore frenetiche per il Pubblico registro automobilistico e l’Automobile club d’Italia. Che sono indubbiamente fra i protagonisti (seppure passivi) della riforma del settore auto. Tutto è nato ad aprile, quando pareva che il Pubblico registro automobilistico (gestito dall’Aci) e la Motorizzazione venissero accorpati, con un semplicissimo scopo, quello di tagliare drasticamente i costi a carico degli automobilisti.

LA PRIMA REAZIONE ACI
Non si parlava, per quanto riguarda Pra e Aci, di costi a carico dello Stato. E in effetti il presidente Aci, Sticchi Damiani, non ha del tutto torto quando affermava, qualche giorno fa: “Auspichiamo che questa riforma nel produrre la razionalizzazione delle funzioni inutilmente attribuite a strutture statali, con aggravio della finanza pubblica, possa concentrare la titolarità di compiti in capo all’Aci, ente associativo, che, in una ottica di sussidiarietà e senza oneri per lo Stato, assicura già con efficienza questi servizi da vari decenni”. Ma i tagli servono eccome, c’è poco da fare. Strutture elefantiache con duplicazioni di costi e documenti per i cittadini sono inammissibili in qualunque momento storico, a maggior ragione oggi che il Paese deve uscire dalle sabbie mobili. Però poi, dell’accorpamento Pra-Motorizzazione non se n’è fatto nulla: la norma è sparita, per mano non si sa di chi, dal decreto spending review. Al che, Renzi ha ribadito che serve la fusione tra quei due enti. Sino ad arrivare alla bozza del disegno legge semplificazione, con cui abbiamo aperto questo articolo.

TUTTE LE IPOTESI
Inizialmente, pareva che il Pra dovesse sopravvivere anche stavolta. E che venisse creato solo un archivio unico dei veicoli. Ma adesso pare che qualcuno (forse al ministero della Funzione pubblica) voglia una soluzione drastica e immediata: chiudere il Pra, trasferire il personale al ministero dei Trasporti. Una seconda ipotesi, diciamo una via di mezzo fra quella che vuole il Pra in vita ed eliminato, parla di Pubblico registro automobilistico smantellato solo dal 2017. Obiettivo, dare tempo all’Aci di riorganizzarsi in tre anni. E di cercare altre fonti di sostentamento. D’altronde, diventa anche difficile pensare a un archivio unico dei veicoli e alla permanenza in vita del Pra gestito dall’Aci, a costo zero.

L’ATTACCO DELL’UNASCA
In tutto questo, l’Unasca, l’associazione maggiormente rappresentativa in Italia delle autoscuole e degli studi di consulenza automobilistica, ha attaccato l’Aci: “Un ‘più 24,82%’rispetto al 2012 alla voce ‘ricavi delle vendite e prestazioni’ relative a ‘formalità, certificati e visure Pra’ nel bilancio Aci del 2013 e un ‘meno 450.000 pratiche’ effettuate al Pra”. i conti non tornano. Ma l’Unasca ha la spiegazione: va cercata nel decreto che lo scorso anno ha previsto un aumento del 30% delle tariffe delle pratiche Pra, producendo ulteriori entrate all'Aci. Che ha potuto chiudere l'ultimo esercizio con un avanzo di gestione pari a circa 20 milioni di euro, in controtendenza rispetto ai disavanzi registrati degli ultimi anni. Non rimane che augurarsi - dice l’Unasca - che l’anomalia tutta italiana del doppio sistema pubblico sia finalmente superata con l’accorpamento dell’Aci/Pra e della Motorizzazione così come ha annunciato Renzi”. Se ne saprà di più già nelle prossime ore di oggi, venerdì 13.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , aci


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