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Attualità

pubblicato il 12 giugno 2014

Sciopero dei taxi contro Uber: traffico in tilt

Dopo il blocco di ieri, polemica sempre più accesa fra tassisti e l’app californiana

Sciopero dei taxi contro Uber: traffico in tilt
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Ieri, dalle 8 alle 22, tutti i cinquemila taxi dei 43 Comuni del bacino aeroportuale lombardo hanno spento i motori: idem a Roma, Londra, Parigi, Berlino, Madrid e Barcellona. Un “blocco” internazionale “contro l’abusivismo e per la legalità”, dicono i tassisti. Il riferimento è al grande nemico, Uber: il servizio che ti permette di prenotare una berlina nera con autista tramite smartphone (auto a noleggio con conducente). Ma, nel dettaglio, perché questo sciopero dei tassisti contro Uber? Gli uomini in auto bianca ritengono l’app “fuorilegge” perché “è concorrenza sleale: Uber fornisce un servizio uguale a quello dei taxi ma senza avere le opportune licenze. Le vetture non partono dalle rimesse ma dalle strada, in questo modo andando contro la legge 21/1992 che distingue i taxi dai noleggiatori. Il loro cosiddetto tassametro, gestito dalla sola azienda, non è piombato come i tassametri veri e propri. Inoltre, i driver non devono superare i controlli richiesti ai tassisti”. E Uber come risponde? Che non è una compagnia di taxi mascherata per aggirare le regole, ma un’applicazione che favorisce il venirsi incontro di domanda e offerta: il servizio funzionerebbe, secondo l’azienda americana, come un sito di aste online, limitandosi a mettere in contatto un compratore e un venditore.

MILANO, IN CENTOMILA A PIEDI
A Milano, lo sciopero dei tassisti contro Uber ha lasciato a piedi centomila utenti. Niente cortei, ma presidi informativi negli aeroporti, nelle stazioni e nelle maggiori piazze della città (San Babila, Garibaldi, Duomo). Altissima l’adesione: le poche auto bianche in circolazione trasportano solo, gratuitamente, malati, disabili e donne con bambini piccoli. Nella tarda mattinata di ieri, una piccola delegazione si è staccata dal presidio in Centrale per dirigersi al Pirellone. Va detto che, tra i manifestanti, molti hanno esposto cartelli contro i sindacati, accusati di non aver tutelato la categoria. Alle 14.30 i rappresentanti delle sigle sindacali che hanno aderito allo sciopero sono stati ricevuti a Palazzo Marino dal sindaco Giuliano Pisapia, che li ha rassicurati sugli impegni presi il 21 maggio scorso nell’incontro con il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, il governatore Roberto Maroni e il prefetto: il tavolo sui decreti attuativi (che modificano la legge di settore 21/1992) si farà. E come reagiscono i tassisti? “Monitoreremo la situazione”.

PARLANO I SINDACALISITI
Tutto ruota attorno ai decreti attuativi. “Lupi disse ‘entro dieci giorni’ - attaccano le sigle sindacali -. Ma ne sono già passati venti. Non vogliamo penalizzare nessuno, ma dare una corretta informazione ai cittadini - spiega Giovanni Maggiolo, Unica Filt-Cgil -: Uberpop è pericoloso per l’utenza. Le auto e gli autisti non hanno né i requisiti tecnici né quelli assicurativi. La manager di Uber, poi, insiste nel ripetere questo: l’articolo 29 comma 1 quater di modifica della 21/1992 che impone lo stazionamento in autorimessa agli Ncc (noleggio con conducente) non è legge. Invece lo è, come dicono le sentenze del Tar e la Corte di giustizia europea. Mancano solo i decreti attuativi che servono a rendere i controlli più efficaci”.

ALTA TENSIONE
Forse, a Milano, il momento peggiore si è avuto in stazione Centrale di mattina: alcuni tassisti hanno fermato un presunto autista abusivo, impedendogli di allontanarsi assieme a un cliente. L’uomo sosteneva di lavorare a chiamata per un hotel. La situazione si è risolta dopo pochi minuti con l’intervento della polizia locale, che dopo aver identificato l’uomo lo hanno accompagnato all’hotel per verificare le sue affermazioni. Intanto, arrivano i dati sulle multe. Dall’inizio dell’anno, la freccia 1 del Radiomobile di polizia locale che si occupa di taxi, Ncc e abusivi ha svolto oltre tremila controlli riscontrando 111 infrazioni. Sequestrate 31 vetture (due di UberPop, ossia le auto di privati che fanno sostanzialmente da taxi) per esercizio abusivo della professione (articolo 86 del Codice della strada) e carta di circolazione ritirata a 80 auto: 74 Ncc (51 di Uber) che infrangevano l’obbligo di stazionamento in autorimessa e sei senza licenza per locazione senza conducente. L’app californiana tira dritto: ieri, prezzi scontati del 20%, l’equivalente della commissione che il ramo italiano con sede in Olanda della società madre americana (partecipata da Google e Goldman Sachs) intasca per corsa. Per la manager Benedetta Arese Lucini, neppure UberPop è abusivo in quanto offre un servizio di car pooling con rimborsi spese come da tabelle Aci.

LONDRA IN TILT
A Londra, i tassisti furiosi contro Uber hanno mandato in tilt la città. Si sono dati appuntamento a Trafalgar Square nel primo pomeriggio, con la minaccia di paralizzare anche Whitehall e Westminster. Addirittura, Scotland yard ha imposto restrizioni alla protesta, limitandola ad un’ora, dopo un mancato accordo sui termini della manifestazione e il tragitto del corteo. Centinaia di agenti sono stati mobilitati, molti in borghese, e un elicottero della Polizia ha volteggiato per tutto il tempo sul centro di Londra. I black cab convivono da tempo con una notevole concorrenza ma solo Uber (a ragione…) viene vista come una minaccia pesantissima. E qui, Uber come reagisce? Mentre i black cab erano fermi, Uber ha aumentato la sua attività dell’850% rispetto al mercoledì della scorsa settimana, riferisce il responsabile della società per Regno Unito e Irlanda Jo Bertram: “Il risultato è chiaro: Londra desidera Uber enormemente”. In effetti, lo sciopero anti Uber è un’arma a doppio taglio in tutta Europa, specie se Uber rilancia con lo sconto-beffa il giorno dello sciopero stesso: l’app viene conosciuta da più utenti, se ne parla, la pubblicità gratuita sale. A Parigi centinaia di taxi fermi già dalla mattinata hanno bloccano gli aeroporti di Orly e Roissy Charles-de-Gaulle. A Berlino l’appuntamento è stato allo Stadio Olimpico, dove si sono radunati un migliaio di taxisti. In Germania i tassisti hanno manifestato anche ad Amburgo, Monaco e Colonia. A Madrid, la protesta più lunga, con uno sciopero su tutte le 24 ore.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , milano , roma , taxi , scioperi , uber


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