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pubblicato il 11 giugno 2014

Taxi in sciopero contro Uber, i perché della protesta europea

L'11 giugno è una giornata nera per chi deve muoversi in alcune città

Taxi in sciopero contro Uber, i perché della protesta europea
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"Per la legalità contro l'abusivismo". Con questa motivazione, che risuona un po' come un vero e proprio motto, tutti i taxi nelle città d'Europa in cui c'è Uber scioperano. Lo stop va dalle ore 8 alle 22 di oggi, 11 giugno, ed è la prima volta che Parigi, Berlino, Barcellona, Londra e Milano sono unite in questa battaglia. Non sono previste manifestazioni o cortei, i tassisti dicono di voler informare i cittadini ed hanno disposto dei presidi sul territorio. Uber dal canto suo ha replicato con uno sconto: chi usufruisce oggi del servizio paga il 20% in meno. In pratica il colosso americano da 18 miliardi di dollari rinuncia alla commissione. Resta però il fatto che Uberpop, il servizio di condivisione del viaggio che trasforma qualsiasi automobilista in tassista, è stato dichiarato fuorilegge. Ed Uber si difende. Entriamo in dettaglio.

LA RIVOLUZIONE UBER E LE PRIME CONFISCHE DI AUTO
Uber, lo ricordiamo, è una realtà americana che propone una rete di trasporto attraverso un'app che connette passeggeri e autisti. Basta avere un PC o uno smartphone e si sceglie l'auto, la si prenota, si ha un preventivo... insomma si sfrutta al massimo la tecnologia per avere una macchina con autista. E non è tutto. La più grande rivoluzione di Uber si chiama Uberpop, il servizio di auto in condivisione in cui il guidatore è un privato qualsiasi che si mette a disposizione per offrire passaggi a pagamento a chi lo richiede. In cambio riceve una somma di denaro da Uber. Uberpop è stata dichiarata fuorilegge in Italia e Benedetta Arese Lucini, general manager della multinazionale nel nostro paese, ha detto che la legge in questione, datata 1992, "è obsoleta alla luce degli sviluppi tecnologici di oggi". Uber si dice disponibile a collaborare con il legislatore e tutti i soggetti coinvolti "per definire regole condivise, che vengano rispettate e siano al passo con l'evoluzione del mercato, che è altamente dinamico e vede emergere nuove esigenze da parte dei consumatori". Intanto ci sono state le prime confische di auto. Scrive Uritaxi: "Gli agenti, come previsto, hanno applicato l’articolo 86 del Cds (relativo al servizio di piazza con autovetture con conducente o taxi): sanzione amministrativa da euro 1.761 a euro 7.045, confisca del veicolo e sospensione della patente di guida da quattro a dodici mesi. E anche gli introiti degli autisti, stando alla società americana (che trattiene una commissione del 20%), vanno interpretati come 'un rimborso spese calcolato in base alle tabelle dell'Aci'. Ministero, Comune di Milano e Regione Lombardia, però, non la vedono così. E i controlli andranno avanti".

UBER CONTINUA A CRESCERE
Il dialogo tra Uber e le istituzioni locali e nazionali per portare a una risoluzione su questo punto continua. E a livello lavorativo, assicura Arese Lucini, l'azienda americana cresce "sia per quanto riguarda numero di utenti che per drivers". "Continuiamo a voler far muovere Milano grazie a una soluzione flessibile, affidabile e sicura per il trasporto urbano, accessibile a tutti gli utenti metropolitani che oggi hanno più possibilità di scelta - dice la manager -. Si sono verificati negli ultime settimane numerosi nuovi episodi che hanno messo a rischio l'incolumità dei nostri collaboratori e dei conducenti, con continui attacchi. Auspichiamo possa cessare al più presto questa campagna intimidatoria nei nostri confronti, così da riuscire a instaurare un dialogo costruttivo in un clima più sereno. La nostra esperienza internazionale dimostra che, quando Uber entra in un mercato, contribuisce a far crescere tutto il sistema di mobilità urbana. In molte città, Milano compresa, la nostra piattaforma è aperta anche ai tassisti, nella convinzione che nel mercato ci sia oggi spazio per una pluralità di servizi, in un regime di sana concorrenza, a tutto vantaggio dell'innovazione e degli utenti".

I TAXI NON CI STANNO
La protesta di mercoledì 11 giugno è senza precedenti. In un comunicato congiunto si legge: "I tassisti europei si mobilitano contro tutte le forme di abusivismo dilagante nel nostro settore. Un movimento di protesta così ampio, che supera i confini nazionali e financo quelli continentali, non si era mai visto. Da Barcellona a Berlino, da Parigi a Londra ed in molte altre città europee cresce la protesta contro la multinazionale americana UBER e contro chi sta tentando di distruggere un servizio pubblico a tariffa garantita che rispetta obblighi di servizio. Tutte le forme di abusivismo vanno contrastate per la tutela del servizio e dei trasportati. Non possiamo accettare solo dichiarazioni verbali dai rappresentanti delle istituzioni, servono fatti concreti, azioni tempestive. Le Organizzazioni di Categoria dei Tassisti, che hanno proclamato il fermo del servizio, hanno deciso di non organizzare cortei di protesta, per non creare ulteriori disagi oltre alla mancanza del servizio taxi, ma per tutta la durata del fermo verranno istituiti presidi informativi presso i posteggi per spiegare le ragioni che hanno spinto i tassisti europei a proclamare una giornata di protesta. Partecipiamo ai presidi d’informazione presso gli aeroporti di Linate, Malpensa e Orio al Serio, presso i parcheggi taxi di Piazza del Duomo, Piazza San Babila, Piazza Oberdan, Piazzale Baracca, Piazza Firenze, Piazzale Medaglie D’Oro, Piazza della Scala e delle Stazioni Ferroviarie di Milano Centrale, Milano Rogoredo, Milano Lambrate, Porta Garibaldi e Piazza Cadorna. Così come previsto dalla vigente legislazione, verranno logicamente garantiti i servizi di trasporto sociale per anziani, portatori di handicap e malati e verrà rispettata la fascia di garanzia notturna".

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Tag: Attualità , taxi , scioperi , app , uber


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