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pubblicato il 11 giugno 2014

Alfa Giulietta, la nuova Quadrifoglio Verde si guida alla grande [VIDEO]

E c'è di più: il "portafortuna" diventa un pilastro del rilancio dell'Alfa, con una nuova sportiva nel 2015

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Alfa Romeo è per molte ragioni, il marchio sportivo per eccellenza: ha vinto i primi due campionati mondiali di Formula 1 della storia, ha il record di vittorie nella 1000 Miglia ed è l’unica Casa automobilistica straniera ad aver vinto il campionato turismo tedesco DTM. Già, i tedeschi, o meglio le (auto) tedesche, il “nemico” individuato dal piano di rilancio dell’Alfa Romeo appena presentato da Sergio Marchionne. E per battere le auto made in Germany la ricetta è quella di puntare proprio sulla sportività. Con l’Alfa 4Csi è iniziato a cucinare - tanto per restare in tema - e ora l’aggiornamento delle versioni Quadrifoglio Verde nella gamma di Giulietta e MiTo ha il ruolo importante di traghettare il marchio fino alla presentazione dei prossimi nuovi modelli, nel 2015: Alfa Romeo Giulia e una inedita sportiva per ora chiamata proprio “Quadrifoglio”. È con questi pensieri che ho iniziato a guidare la nuova Giulietta Quadrifoglio Verde (o “QV” per abbreviare), protagonista di questa video-prova. Ma è bastato poco per ritrovar la concentrazione nella guida: tipo i 6 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h sui Circuito di Balocco.

LO STILE CAMBIA POCO
All’esterno la Giulietta, è per così dire, invecchiata bene. Non a caso l’ultimo restyling è stato molto leggero e la stessa politica è stata adottata nel ritoccare il look della Quadrifoglio Verde. E’ una questione di dettagli che permettono di riconoscere – in teoria - la sportività del modello. Ma ci vuole un occhio molto attento perché si tratta davvero di sottigliezze come le rifiniture color antracite per fari, specchietti retrovisori e maniglie, o le pinze dell’impianto frenante Brembo di colore rosso. Si poteva osare di più? Dipende dai gusti: se non vi piace farvi notare questo vestito è perfetto. Altrimenti dovrete ricorrere al catalogo delle personalizzazioni dove qualcosa di interessante c’è. Soprattutto per l’abitacolo dove possono essere montati dei nuovi sedili sportivi con poggiatesta integrato (la Giulietta che ho provato io non li montava). Dentro sono invece di serie la pedaliera in alluminio, il rivestimento del detto color nero e il volante con le cuciture bianche o rosse a contrasto.

PIU’ SOUND E CAVALLI
Dunque la novità più succosa è sotto il cofano, dove ora c’è il motore della 4C con 240 CV e 340 Nm a 2.100 giri/min che beneficia di una riprogettazione dell’aspirazione studiata per far suonare il 1.750 turbo come i mitici bialbero Alfa degli anni ‘60. Nel video ho cercato di farvelo ascoltare il più possibile... La nuova Giulietta cattiva, comunque, è una macchina con una velocità massima di 244 all’ora, e al di là delle prestazioni sulla carta mi è piaciuta per la facilità con cui si va forte. E in tal senso un ruolo importante ce l’ha il cambio a doppia frizione TCT (di serie) con i comandi al volante. Avrei gradito però una modalità di guida che consente di disinserire del tutto l’elettronica, per quando si vuole avere la macchina completamente nelle proprie mani. E sono convinto che gli amanti delle hatchback più estreme, come la più potente Seat Leon Cupra o la più agile Renault Megane RS, siano d’accordo con me.

QUANTO COSTA
La Giulietta Quadrifoglio verde ha un prezzo di listino pari a 34.250 euro. La dotazione è molto completa: a parte si pagano essenzialmente il navigatore, i sedili sportivi, l’antifurto e qualche altro equipaggiamento minore. Se però volete farvi notare, vi consigliamo di pensare alla Quadrifoglio Verde Launch Edition disponibile in soli 999 esemplari (di cui 600 già ordinati) con la sua colorazione grigia opaca (la potete vedere in queste fotografie), minigone e cerchi bruniti a 5 fori.

Scheda Versione

Alfa Romeo Giulietta Quadrifoglio Verde
Nome
Giulietta Quadrifoglio Verde
Anno
2010 (restyling del 2014) - F.C.
Tipo
Premium
Segmento
compatte
Carrozzeria
2 volumi
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Alfa Romeo , auto italiane


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