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pubblicato il 10 giugno 2014

Dossier Nuovo Codice della strada

Nuovo Codice della strada: omicidio stradale in arrivo

Renzi conferma il sì a pene più severe per combattere la guida in stato alterato

Nuovo Codice della strada: omicidio stradale in arrivo

Il nuovo Codice della strada includerà l’omicidio stradale: parola di Matteo Renzi, che così si è espresso in un’intervista rilasciata alla rivista Il Centauro (organo ufficiale dell’Asaps, Amici Polstrada). Ribadendo la sua posizione: il premier s’era già espresso a favore dell’introduzione del reato di omicidio stradale. Di che si tratta? Semplificando, oggi, l’articolo 589 del Codice penale, collegato al Codice della strada, parla di omicidio colposo (dovuto a imperizia, imprudenza): le pene vanno da 2 a 10 anni di carcere per chi causa gravi incidenti in stato alterato da droghe o alcol. Più o meno come il furto pluriaggravato, quale il borseggio in un autobus. Ecco la questione: non ci sarebbe - secondo parecchi osservatori - “proporzionalità” della pena. Anche perché le sanzioni effettive decise dai giudici per chi uccide in auto sono intorno ai due anni (il minimo). Così, il fenomeno della guida in stato d’ebbrezza non viene arginato. La soluzione? Sono in molti a vederla nel nuovo reato di omicidio stradale, chi si avvicina a quello doloso, commesso volontariamente. Prevederebbe, se mai arrivasse, una pena da 8 a 18 anni per chi causa gravi incidenti in stato alterato da droghe o alcol, l’arresto in flagranza di reato, e il ritiro definitivo della patente (“ergastolo della licenza di guida”).

È IL MOMENTO GIUSTO
Il Governo è alle prese con la riforma del Codice della strada, e quindi questo è il momento giusto per introdurre l’omicidio stradale, per il quale ci sono numerosi disegni di legge in ballo. Infatti, Renzi parla di “un vuoto nel nostro Codice che deve essere colmato. Per questo, nel 2011 ho messo la prima firma sulla proposta di legge promossa da diversi soggetti: Comune di Firenze, Asaps, Associazione Lorenzo Guarnieri e Associazione Gabriele Borgogni. L’intento allora era quello di invitare il Governo e Parlamento a riflettere e colmare questa lacuna”. Il premier ha aggiunto che, per combattere la violenza stradale è necessario lavorare su più fronti, su diversi livelli che non rimangano compartimenti stagni, ma interagiscano tra loro. Gli inglesi – dice Renzi – usano il termine 3E per indicare le cose da fare: Enforcement, Education, Engineering. La violenza stradale non è frutto del destino. Nella stragrande maggioranza dei casi, è determinata da un comportamento sbagliato alla guida. Chi si mette alla guida in condizioni fisiche alterate deve essere consapevole, e in questo caso occorre responsabilizzare, che rappresenta un pericolo per gli altri e per se stesso”.

LOTTA PER LA SICUREZZA
Gli incidenti stradali, ha detto Renzi, sono la prima causa di morte e di invalidità permanente per i giovani, che rappresenta un costo enorme per lo Stato, superiore a 30 miliardi di euro l’anno, pari al 2% del PIL. Confrontandoci con altri Paesi, i migliori in questo campo come Inghilterra, Svezia, Olanda, vediamo che è possibile dimezzare la mortalità attuale. “Un problema così grande di salute pubblica e di economia che può essere affrontato e ridotto come posso non considerarlo una priorità e venir ignorato dalla politica?”, questa la domanda retorica del premier. Ma non è tutto: Renzi pensa a sinergie tra i corpi di Polizia: “Dobbiamo puntare all’efficienza e alla modernità ispirandoci, anche in questo caso, a modelli di successo di alcuni Paesi. Ridare efficienza significa anche migliorare il servizio al cittadino, sapendo che le nostre forze di sicurezza fanno ogni giorno uno straordinario lavoro”. Ora la palla passa al Parlamento, dove giacciono diversi disegni legge sull’omicidio stradale; nel frattempo, il Governo porta avanti il nuovo Codice della strada. I problemi da affrontare non sono pochi; in particolare, chi si oppone all’omicidio stradale ritiene che un automobilista, pur mettendosi alla guida ubriaco, non sia consapevole che può uccidere: pertanto, non si può parlare neppure lontanamente di omicidio “volontario”. Vedremo quale sarà l’effetto delle parole di Renzi.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada


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