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pubblicato il 9 giugno 2014

Guardrail e barriere New Jersey, sono sicure? Incalza la polemica

Dalla strage di Acqualonga ai dubbi sulle barriere e sul controllore, facciamo il punto

Guardrail e barriere New Jersey, sono sicure? Incalza la polemica

“Guardarail, controlli a tappeto”: così OmniAuto.it titolava un articolo pubblicato il primo gennaio 2014. Il riferimento era alla disgrazia stradale di Acqualonga (Avellino) del 28 luglio 2013, su un tratto di autostrada gestito da Autostrade per l’Italia: un pullman di pellegrini precipitò dal viadotto per cause in via di accertamento definitiva. E in effetti, quella strage, come avevamo “preconizzato”, ha aperto la via a diverse indagini. Del pullman s’è subito detto tutto: vecchio, inadeguato, con una revisione sospetta. Del guardrail, a dire il vero, non s’è detto molto. La Procura di Avellino sta indagando: la barriera ha svolto in modo efficiente la propria funzione, che è quella di contenere eventuali uscite di strada dei veicoli? Il MoVimento 5 Stelle s’era subito esposto, il 9 dicembre 2013, con un’interrogazione parlamentare presentata in commissione Trasporti alla Camera: “La barriera di contenimento che ha ceduto in occasione dell'incidente sull’autostrada A16, all'altezza del viadotto Acqualonga, causando la caduta di un pullman e 40 vittime, era a norma? Poteva o doveva essere sostituita? Per accertare le cause dell’incidente, è stata avviata una commissione interna al ministero dei Trasporti? E, se sì, vi svolge un qualche ruolo il dottor Mauro Coletta, oggi direttore della struttura di vigilanza sulle concessionarie autostradali ma, fino al settembre 2012, in capo alle attività di vigilanza dell'Anas sull'esecuzione dei lavori di costruzione delle opere date in concessione e di controllo della gestione delle autostrade?”. Autostrade per l’Italia, comunque, respinge qualsiasi addebito. Ma proprio a fine maggio 2014, ecco un’immediata conseguenza di quella strage: su disposizione della Procura di Firenze (imbeccata dalla Procura di Avellino), la Polizia stradale ha eseguito il sequestro delle barriere di sicurezza (New Jersey) sui viadotti della A1 Firenze-Bologna, tra Barberino di Mugello e Roncobilaccio. Un tratto gestito da Autostrade per l’Italia. Si fanno solo ipotesi, tutte accertare: vediamo quali.

SONO DEL TUTTO SICURE?
I guardrail sui viadotti della A1 Firenze-Bologna (Bue Morto, Lora, Massa, Artellare, Villanecchio, Rio Frassino, Fiumicello, Coretta, Poggio Palina, Settefonti e Poggiolino), stando alle indiscrezioni emerse, sarebbero in condizioni tali da non garantire la massima sicurezza in caso di uscita di strada dei veicoli. Non solo non ci sono ancora i soggetti su cui indagare (i responsabili della sicurezza di quelle barriere); ma siamo fermi a ipotesi di reato: non sarebbero stati rispettati gli obblighi che derivano da un contratto di fornitura con lo Stato. E così, sarebbero venuti a mancare - anche solo parzialmente - cose od opere necessarie al pubblico servizio. Nel dettaglio (c’è un documento con tanto di foto a “firma” della Polstrada), gli spartitraffico sarebbero in condizioni di degrado nei cordoli sia nel calcestruzzo: non garantirebbero la sicurezza degli automobilisti. Pare ci siano anche blocchi di calcestruzzo disallineati e privi dei giunti di collegamento. E ancora: un insufficiente collegamento longitudinale al piede delle barriere, il deterioramento del calcestruzzo, l’esposizione dei ferri di armatura, la mancanza di tirafondi, fenomeni di degrado tra barriere e cordoli. Autostrade per l’Italia smentisce: le barriere del tratto appenninico non sono nelle stesse condizioni che la Stradale ha mostrato nel comunicato emesso il giorno del sequestro.

TERZA PUNTATA DELLA "TELENOVELA"
Dopo la disgrazia di Acqualonga e il sequestro delle barriere sul tratto appenninico dell’A1, ecco una terza puntata di quella che ha tutta l’aria di essere una telenovela lunghissima. Sono stati acquisiti dalla Polizia stradale di Firenze i verbali degli ultimi controlli effettuati all’autostrada A1, tra Bologna e Firenze, dall’Ispettorato di vigilanza delle concessioni autostradali. Che è un dipartimento del ministero dei Trasporti prima facente parte dell'Anas. I verbali con l'esito delle ispezioni tecniche sull’A1 entrano negli atti di indagine. Tra gli obblighi di questo organismo ci sono quelli di effettuare due controlli l'anno all’infrastruttura autostradale per verificare il rispetto degli accordi da parte della società concessionaria. Ma cosa dicono gli accertamenti? Che sono stati fatti sia i due controlli del 2013, sia il primo del 2014, nell’aprile scorso. E allora, perché si indaga? Semplice: si intende capire la qualità di questi controlli. Se ci sono state le verifiche da parte dell’Ispettorato, e anche ammettendo che le foto della Stradale siano vecchie, perché sono state trovati difetti di vario tipo, tra cui calcestruzzo in degrado ed esposizione dei ferri in armatura, assenza dei giunti di fissaggio e collegamento, disallineamento degli elementi? Intanto, il pubblico ministero Luigi Bocciolini di Firenze, che coordina le indagini, ha affidato l’incarico per una perizia a un consulente, il professor Giulio Dondi, dell’università di Bologna. Una questione delicatissima, strettamente legata all’aumento dei pedaggi. Che possono scattare solo se i gestori dimostrano di aver fatto investimenti per la sicurezza stradale.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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