dalla Home

Home » Argomenti » Codice della Strada

pubblicato il 6 giugno 2014

Dossier Nuovo Codice della strada

Nuovo Codice della strada: pessime notizie per i ricorsi

Leggendo le norme sulla possibile riforma sembra che sarà più difficile e costoso

Nuovo Codice della strada: pessime notizie per i ricorsi

Sarà ancora più difficile e costoso fare ricorso contro una multa? Il dubbio è lecito leggendo le norme che riguardano la possibile riforma del Codice della strada. Infatti, un comitato ristretto ha riunito in un unico testo, detto testo unificato, due disegni di legge di riordino delle regole della circolazione. Adesso la palla passa al Governo Renzi: vedremo se vorrà accelerare la rivoluzione del Codice. Al di là delle numerose dichiarazioni di principio sulla sicurezza stradale, c’è un punto che dovrebbe far seriamente preoccupare gli automobilisti. Il testo unificato parla di revisione del sistema dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali, anche individuando eventualmente ambiti di competenza diversi e semplificazione delle procedure per il ricorso al prefetto. Più nello specifico, il testo parla di presentazione del ricorso esclusivamente all'organo accertatore con successiva trasmissione del ricorso, previa istruttoria, al prefetto per la decisione. Ma soprattutto, ecco il primo punto caldo: potrebbe arrivare l’eliminazione dell’obbligo di procedere all'audizione dell’interessato che ne abbia fatto richiesta. Come a dire che l’automobilista, se vorrà spiegare con calma le proprie ragioni al prefetto, non potrà più farlo. Un passo indietro in termini di diritto alla difesa: un confronto verbale fa spesso chiarezza su diversi aspetti più complicati da descrivere per iscritto con un ricorso. Questione ancora più scottante: si prevede l’allineamento del termine per il ricorso al prefetto a quello previsto per il ricorso al giudice di pace. Cioè? Entriamo nel dettaglio.

LA SITUAZIONE OGGI
Attualmente, l’automobilista ha 30 giorni per ricorrere al giudice di pace e 60 giorni per ricorrere al prefetto. Una volta, sia per l’uno sia per l’altro, si avevano 60 giorni. La regola nell’ottobre 2011 è cambiata andando a ledere il diritto alla difesa del cittadino, che ha meno tempo per impostare il ricorso. Se in futuro dovesse dimezzarsi anche la tempistica per rivolgersi al prefetto, si avrebbe un’ulteriore lesione del diritto alla difesa. Ricordiamo che in passato ricorrere al giudice di pace era gratuito: poi, nel 2010, s’è stabilito di imporre una tassa da pagare allo Stato di 37 euro. Balzello che non è dato sapere come e quando venga restituito all’automobilista in caso di ricorso accolto. Dopodiché, i giorni per fare ricorso al giudice di pace sono scesi a 30. E adesso potrebbe toccare al prefetto. Col risultato che ricorrere diventerebbe sempre più difficile: servono soldi e bisogna fare in fretta. Senza dimenticare che in caso di sconfitta del guidatore, il prefetto raddoppia la multa per legge.

PEGGIO ANCORA?
Non basta. Poco meno di un anno fa, il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, aveva dichiarato: “È un po’ strano che chi oggi fa ricorso al prefetto e se lo vede respinto si veda anche raddoppiata la multa, cosa che non succede per chi fa ricorso al giudice di pace. Bisognerà chiarire, eliminando condizioni vessatorie, per quali ricorsi ci si debba rivolgere all’uno e per quali agli altri”. Occhio: non è nemmeno da escludere che, per rendere omogenei i due tipi di ricorso, si renda a pagamento anche quello nei confronti del prefetto.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada


Top