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pubblicato il 5 giugno 2014

Strisce blu: altro che penale, è multa!

I Comuni continuano a sanzionare chi supera l'orario della sosta a pagamento

Strisce blu: altro che penale, è multa!
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Strisce blu: niente da fare, non passa la linea del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, per cui chi sfora rispetto a quanto pagato deve pagare solo la differenza, più un’eventuale penale, e non la multa di 25 oppure di 41 euro imposta dai Comuni in base a una loro interpretazione del Codice della strada (articolo 7). Secondo Lupi, la regolamentazione della sosta è materia di competenza comunale. Ogni singolo Comune può irrogare penali o sanzioni pecuniarie nei confronti di chi sosta oltre il termine per cui ha pagato però a una condizione: il Comune deve emanare una specifica delibera. Secondo: quella penale dev’essere congrua, commisurata. Come a dire che, se la multa era di 25 o 41 euro, e se quel verbale è illecito, allora la penale a carico degli automobilisti non può certo essere di una cinquantina di euro. Ma i Comuni hanno ascoltato le parole del ministro, che più volte così si è espresso nel suo blog? No. E la recentissima delibera del Comune di Torino lo dimostra.

SOLO UN PERIODO DI TOLLERANZA
Chi governa il capoluogo piemontese ha pensato di confermare per iscritto la solita prassi: multa a chi sfora sulle strisce blu. Con un’unica aggiunta: una tolleranza di 15 minuti a chi ha già pagato per almeno un’ora e non si avvale di mezzi di pagamento elettronici. La validità di ulteriori 15 minuti della tariffa pagata si applicherà al pagamento, riferibile a un unico periodo di sosta continuativo seppur derivante da più biglietti o voucher, che sia almeno pari a un’ora di sosta. La sanzione sarà così applicabile a partire dal sedicesimo minuto successivo alla scadenza dell’orario risultante dal documento di sosta pagato. Tale estensione non potrà essere riconosciuta alle diverse modalità di pagamento della tariffa, ossia quelle mediante strumenti e/o applicativi informatici/elettronici che risultano incompatibili con la suddetta nuova modalità, in quanto, diversamente dai ticket e dai voucher, non consentono il rilievo né del tempo minimo di pagamento né del termine della sosta. Solo in questo caso, non scatta la multa. Il tutto con un riferimento alla legge e 15 maggio 1997, numero 127 (cosiddetta Bassanini), al comma 132 dell’articolo 17: i Comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione. La procedura sanzionatoria amministrativa e l'organizzazione del relativo servizio sono di competenza degli uffici o dei comandi a ciò preposti. I gestori possono comunque esercitare tutte le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese e le penali. Ed ecco servito il ministro Lupi: un preciso riferimento di legge dei Comuni, in questo caso Torino, contro qualche frase del ministro sul suo blog. Una lotta impari, pur riconoscendo l’autorevolezza del ministro. Tant’è che sin dall’inizio della questione “strisce blu”, era emerso il vero problema: l’assenza di una circolare ministeriale, mai arrivata.

MULTA CON LO SCONTO
In vigenza del nuovo Codice della strada, la polizia municipale di Torino, così come accade in altri Comuni, ha ritenuto applicabile al caso in questione la sanzione amministrativa pecuniaria di cui all’articolo 7, comma 15, quale sanzione genericamente prevista per la violazione delle prescrizioni della sosta "regolamentata" (in questo caso sottoposta a pagamento) oggi pari a 25 euro. Riducibili del 30% per un importo di 17,5 euro pagabile entro 5 giorni, ai sensi dell’articolo 202 del Codice. Ed ecco un secondo riferimento di legge. Contro cui l’automobilista sanzionato si sente impotente: sarà dura fare ricorso al prefetto basandosi sulle parole del ministro Lupi espresse sul suo blog. Fra l’altro, in caso di sconfitta, la multa raddoppia: 50 euro. C’è sempre l’alternativa del giudice di pace, ma serve pagare una tassa allo Stato di 37 euro. Che dovrebbe essere restituita (non è dato sapere né come né quando) dal Comune in caso di sconfitta. Insomma, il cittadino, in materia di strisce blu, è in trappola.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , multe


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