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pubblicato il 26 maggio 2014

Uber, UberPop: di che si tratta?

Facciamo chiarezza su un tema caldo del momento

Uber, UberPop: di che si tratta?
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Difficile dire se possa essere la mobilità del futuro: di certo Uber e l'applicazione UberPop stanno suscitando grande curiosità. A Milano, dove stanno nascendo queste forme di mobilità, Uber e Uberpop hanno scatenato la veemente reazione dei tassisti, che hanno incrociato le braccia e chiamato in ballo le istituzioni, tanto che il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha incontrato i leader locali e al termine dell'incontro ha sentenziato: "Uber faccia tutti i ricorsi che vuole, se lo ritiene. Il decreto attuativo del comma l dell'articolo 28 della legge 2008 non fa che esplicitare ulteriormente le modalità in cui deve svolgersi il servizio di noleggio con conducente, ma il quadro normativo è già chiarissimo: il servizio di trasporto pubblico può essere esercitato da due soggetti, i taxi e, appunto, il noleggio con conducente". Ma che cos'è esattamente Uber e come funziona? Di seguito rispondiamo a questo e ad altri interrogativi sul caso.

CHE COS'E' UBER
Uber, una startup americana con sede a San Francisco, propone una rete di trasporto attraverso un’app. Dalla fondazione nel 2009, si è arrivati alla presenza in oltre 70 città (in Italia è solo a Milano). Attraverso un collegamento tra passeggeri e autisti fa pagare un servizio navetta per raggiungere la destinazione prescelta: si viene scarrozzati, generalmente da una berlina nera, guidata da un autista. Le auto vengono prenotate o con l’invio di un messaggio di testo oppure utilizzando la stessa applicazione mobile, così che i clienti tengano traccia, in tempo reale, della posizione della vettura prenotata. Una volta scaricata la app Uber e impostato l’account, è possibile richiedere una corsa con due clic: l’applicazione trova la posizione via GPS; si seleziona “Imposta Pickup Location”, si sceglie il tipo di auto desiderato. Nella schermata successiva, si tocca "Request" per trovare il driver disponibile più vicino. Il pagamento è addebitato sulla carta di credito, conto Paypal e alla fine del viaggio, non c'è bisogno di dare la mancia. Quindi, Uber non è un fornitore di trasporto: offre informazioni e i mezzi per ottenere i servizi di trasporto offerti tramite i driver dei partner di terze parti che sono state accettate nel sistema Uber.

PEER TO PEER, CHE COS’È
Assolutamente diverso da Uber è Uberpop. Con l’applicazione di Uber, gli utenti possono decidere se chiamare un’automobile con conducente o se affidarsi alla nuova opzione Uberpop, un car sharing peer to peer: un servizio di auto in condivisione, in cui il guidatore non è né il singolo utente che si avvale dell’app, né l’autista di Uber, ma un privato qualsiasi. Proprio così. Ossia, un altro utente che si trova nei paraggi e ha dato disponibilità a Uber di agire come guidatore. Ricevendo in cambio una somma di denaro da Uber. Non va fatta confusione con il car sharing di car2go ed Enjoy: macchine condivise, il cui guidatore è direttamente chi prenota la macchina (parliamo di smart nel primo caso e di Fiat 500 nel secondo).

LE CRITICHE E LE ACCUSE
Per quanto riguarda Uber, stando ai tassisti, si tratterebbe di concorrenza sleale, perché viene fornito un servizio uguale a quello dei taxi ma senza avere le opportune licenze. I tassisti ricordano come varie amministrazioni comunali in cui il servizio è presente (Stati Uniti ed Europa) stiano cercando di fermarlo o di regolarizzarlo. Le vetture non partono dalle rimesse ma dalle strada, in questo modo andando contro la legge 21/1992 che distingue i taxi dai noleggiatori. E il cosiddetto tassametro di Uber? Per i tassisti, non è piombato come i tassametri veri e propri, le bilance dei salumieri e tutti gli strumenti di misura utilizzati nel commercio. Non ultimo, i driver non devono superare i controlli richiesti ai tassisti stessi. Discorso ancora più delicato per Uberpop: sia per il Comune di Milano sia per i tassisti sia per il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, è una novità rischiosa. Infatti, esporrebbe tutte le persone che decideranno di farsi pagare per fare il tassista abusivo, magari in buona fede, alla confisca del veicolo, a una sanzione amministrativa di 1.761 euro, e alla sospensione della patente da quattro a dodici mesi, così come previsto dal Codice della strada. Ma Uber non ha la minima intenzione di arretrare di un millimetro: la sfida è appena iniziata.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , milano , car sharing , car pooling


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