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pubblicato il 14 maggio 2014

Furti d'auto: adesso si combattono con la "marchiatura"

Vi spieghiamo come funziona una delle ultime frontiere nel campo della dotazione antifurto

Furti d'auto: adesso si combattono con la "marchiatura"

La foto in copertina è piuttosto bizzarra e mostra una tendenza in espansione nell'ambito degli antifurti: quei puntini tondi sono delle microparticelle realizzate da una pellicola in poliestere di alta resistenza con un diametro di 1 mm impossibili da rimuovere, che contengono tramite un'incisione laser dei caratteri alfanumerici visibili solo tramite lente di ingrandimento speciale con un fattore di 100X. In pratica sono delle piccole unità spruzzate e incollate su diverse parti della vettura che servono, in caso di furto, a rintracciare l'auto o i suoi componenti. E' un brevetto straniero che in Italia già conta 600mila auto "marchiate" e di cui potremmo sentire parlare sempre più spesso. Considerando che ogni anno in Italia vengono rubate 115mila auto, DataDot Technologies Ltd. - tramite il suo partner DataDot Italia S.r.l. - vuole diventare leader in questo settore anche da noi, oltre che nel resto del mondo (l'azienda, con sede in Australia, ha uffici in 22 Paesi). Il sistema ha ottenuto l'approvazione da parte di oltre 20 Case auto ed è stato presentato pure alle forze dell'ordine internazionali. Addirittura per aumentare l'efficacia della marchiatura il Ministero degli Interni ha completato nel 2010 un programma di addestramento di 18.000 agenti di polizia, ai quali sono stati distribuiti oltre 2.400 kit di controllo (alle sezioni investigative sono stati dati altri 400 kit per indagini forensi più approfondite e l'Interpol tramite al suo ufficio italiano rimane a disposizione per fornire informazioni aggiuntive o aggiornamenti sulla tecnologia DataDotDNA).

La marchiatura si effettua presso centri autorizzati e specializzati in 7 o 10 minuti. Le particelle vengono incollate su decine di componenti - dalle parti del motore fino al telaio, ai cristalli e alle parti interne - per permetterne la tracciabilità e risalire al proprietario tramite il numero del telaio dell'auto registrato nel database globale della società. Questo database è a disposizione delle forze dell’ordine che, in caso di controllo o di ritrovamento di mezzi rubati, possono identificare l’intestatario senza bisogno di contattare la centrale operativa e senza attendere la relativa risposta, ma effettuando la procedura di lettura con un piccolo microscopio in dotazione alle volanti della Polizia Stradale. Questa facilità con cui si può risalire al proprietario punta a rendere antieconomico rubare una vettura marchiata DataDotDNA e stando ai dati dichiarati dall'azienda produttrice la percentuale di veicoli ritrovati aumenta dal 75 al 95%. La marchiatura, garantita 25 anni, è diventata obbligatoria in alcuni Paesi ed è applicata anche ad altri settori perché consente di tracciare qualsiasi prodotto. "In Italia stiamo crescendo a ritmi importanti, al punto che allo stato attuale siamo partner del gruppo Fiat nella fornitura del servizio sulle auto di nuova produzione e immatricolazione, su richiesta del cliente. Il nostro prossimo passo è la collaborazione con compagnie di assicurazione in modo da garantire agli utenti di DataDotDNA un notevole sconto sulla polizza furto e incendio auto", ha detto l'ingegner Adrian Gheorghiu, managing director di DataDot Italia S.r.l..

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Tag: Attualità , sicurezza stradale , assicurazioni


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