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pubblicato il 13 maggio 2014

Droni poliziotto: di che si tratta

Gli apparecchi volanti di piccole dimensioni si diffondono sempre più anche nell'ambito della mobilità

Droni poliziotto: di che si tratta
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No, non è fantascienza. E non è neppure un’esagerazione giornalistica. I droni poliziotto sono realtà: aeromobili a pilotaggio remoto (APR), mezzi aerei pilotati da un equipaggio che opera da una stazione di comando, spesso sono quadricotteri che incutono un po' di soggezione perché non c’è l’abitudine a vederli in volo. Ma è tutto previsto dalle norme di legge e potremmo vederli presto applicati al controllo della mobilità. Come spiega poliziamunicipale.it, l’impiego degli APR avviene nell’ambito di spazi aerei determinati e con le limitazioni stabilite nell’apposito documento tecnico-operativo adottato dall’Aeronautica militare, sentita la Forza armata che impiega gli APR, e dall’Ente nazionale per l’aviazione civile, di concerto con l'ENAV Spa, per gli aspetti di gestione e controllo del traffico aereo". E' una realtà in via di sviluppo e non solo in Italia.

I DRONI POLIZIOTTO OGGI
Ovviamente, per le operazioni non critiche, i droni non possono sorvolare aree congestionate, assembramenti di persone, agglomerati urbani e infrastrutture, né aree riservate ai fini della sicurezza dello Stato; né linee e stazioni ferroviarie, autostrade e impianti industriali. Ci deve essere una distanza orizzontale di sicurezza adeguata dalle aree congestionate, ma non inferiore a 150 metri, e una distanza di almeno 50 metri da persone e cose, in condizioni di luce diurna. E ancora, i droni potrebbero risultare preziosissimi per ricostruire la dinamica di un incidente stradale, grazie alla visuale dall’alto. In caso di sinistro con gravi lesioni fisiche, potrebbe individuare le responsabilità dell’incidente. E le future applicazioni in campo automobilistico non si esauriscono qui, basta usare un po' di fantasia per immaginare altri tipi di impiego.

QUALI DRONI ESISTONO
I droni sono di diverse tipologie. Si va da apparecchi in grado di volare per meno di un chilometro a un’altezza di meno di 100 metri, fino a velivoli capaci di coprire 500 km a un’altezza di 14.000 metri. Per quanto attiene ai droni impiegati dalle forze di Polizia e in particolare dalla Polizia locale (è l’aspetto che più ci interessa), è da dire che alcuni comandi stanno impiegando, con successo, apparecchi di piccole dimensioni in grado di volare con assoluta discrezione nei cieli delle città italiane. E da fine 2013, chi li guida deve avere un apposito patentino. Hanno compiti di sorveglianza di aree “calde” spesso teatro di spaccio oppure per controllare da lontano i venditori abusivi. I droni, spiega ancora poliziamunicipale.it, possono essere impiegati con compiti di monitoraggio di aree a rischio. O come supporto per operazioni di Polizia quali contrasto allo spaccio o sgomberi di campi abusivi. Il loro impiego potrebbe avvenire sui litorali onde accertare la presenza di venditori abusivi o di materiale contraffatto, che riescono spesso a dileguarsi alla vista della Polizia locale.

[Foto: www.airmovielab.com]

Autore: Redazione

Tag: Attualità , polizia


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