dalla Home

Attualità

pubblicato il 8 maggio 2014

Dossier FCA, piano industriale 2018

Piano industriale Fiat: critiche a non finire

La Borsa lo ha bocciato, i sindacati restano scettici, mentre Marchionne ed Elkann scrivono ai dipendenti

Piano industriale Fiat: critiche a non finire

Da una parte c'è la lettera che il presidente John Elkann e l'amministratore delegato Sergio Marchionne hanno scritto ai 300.000 dipendenti del gruppo Fiat e dall'altra ci sono le critiche di alcuni sindacati e la reazione negativa della Borsa. Il piano industriale di Fiat Chrysler Automobiles ha suscitato molti dubbi, mentre i colleghi industriali che lavorano nel settore auto in Italia stanno a guardare. "Il progressivo incremento dei volumi produttivi nel nostro Paese, con uno spostamento della gamma verso i segmenti a più elevato contenuto tecnologico, è un elemento importante al quale la filiera automotive nazionale guarda con molto interesse", ha commentato Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA. Ma quello che per Marchionne ed Elkann è "l'inizio di un salto evolutivo" è stato un tonfo in Borsa con gli investitori così scettici sul raggiungimento degli obiettivi indicati per il 2018 che il titolo del Lingotto ha arrestato la corsa delle ultime settimane ed ha perso ieri ben 1,24 miliardi di euro. Il titolo è stato persino sospeso più volte per eccessi di ribasso ed anche Exor, la holding del gruppo Agnelli, ha ceduto l'1,96%. E' andata meglio questa mattina, quando il titolo è avanzato del 3,07% a 7,7 euro. E non è stato l'unico terremoto. Il piano industriale di FCA è diventato uno strumento di battaglia nella lotto interna alla Cgil.

FIAT NELLA LOTTA INTERNA ALLA CGIL
Maurizio Landini, segretario generale della FIOM-CGIL, è in lotta aperta con Susanna Camusso, numero uno del sindacato. In vista dell'elezione del nuovo comitato direttivo, Landini ha presentato una lista alternativa rispetto a quella di maggioranza e sulla Camusso ha detto: "Non ho apprezzato il silenzio che c'è stato sulla vicenda e sul significato della vicenda Fiat. Non siamo di fronte a un'azienda che ha fatto un errore ma all'idea precisa di una modifica delle relazioni sindacali nel nostro Paese e all'idea del superamento, non solo del contratto nazionale" ma del fatto "che possa esistere la contrattazione collettiva come elemento di mediazione di diversi interessi". Altre critiche sono arrivate dall'ex sindacalista e oggi deputato di Sel Giorgio Airaudo: "Tutti gli otto piani presentati da Marchionne in Italia non si sono mai conclusi. Sono stati sempre rinviati nei tempi e negli effetti e ridotti negli investimenti".

I SINDACATI PRO FIAT
Non tutte le sigle sindacali hanno criticato negativamente il piano industriale di Fiat. Il segretario generale della Uil Luigi Angeletti ritiene che "le promesse per il futuro" siano positive ed il segretario generale della Uilm Rocco Palombella è convinto che sia un piano importante "per tutto il gruppo FCA, per l'azienda in Italia, per gli stabilimenti del nostro Paese e per quanti ci lavorano. La produzione automobilistica cambia marcia". L'Ugl ha commentato: "L'Italia dovrebbe vantarsi di avere espresso un costruttore globale di auto".

LA LETTERA AI LAVORATORI SCRITTA DA ELKANN E MARCHIONNE
John Elkann e Sergio Marchionne hanno inviato ai propri dipendenti una lettera piena di ottimismo definendoli "protagonisti e artefici" del futuro del gruppo. Scrivono: "Ci sono dei momenti nella vita di un individuo, come in quella di un'organizzazione in cui si compiono dei salti evolutivi. Sono i momenti più importanti, perché ti spingono ad adottare una prospettiva diversa su te stesso e sul tuo futuro, ti danno la forza per cambiare in modo radicale la tua vita e per migliorarla. Il 6 maggio 2014 rimarrà una data importante perché, per Fiat Chrysler Automobiles e per tutti noi, rappresenta l'inizio di uno di quei salti evolutivi. Il piano quinquennale disegnato per FCA non rappresenta semplicemente un nuovo capitolo. Quella che abbiamo appena aperto è la prima pagina di un libro completamente nuovo. Per la prima volta ci siamo presentati al mondo non come due grandi aziende che condividono una partnership. Ci siamo presentati come un'entità unica, come il settimo costruttore del mondo, con un team di leader unito, con ambizioni e obiettivi comuni. Ci siamo presentati come un'organizzazione globale fatta di 300.000 persone che credono in un progetto di valore e intendono dare il meglio di se stessi per realizzarlo".

Autore:

Tag: Attualità , auto italiane , torino


Top