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pubblicato il 8 maggio 2014

La disoccupazione traina il car sharing

Secondo uno studio di Deloitte l'interesse sale soprattutto tra i più giovani perché hanno meno risorse economiche

La disoccupazione traina il car sharing
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La disoccupazione, che in Italia ha superato il 40%, costringe le nuove generazioni a posticipare l'acquisto di un'auto e gli fa cercare soluzioni alternative come il car sharing. Parliamo di tre persone su dieci che hanno al massimo 32 anni (la cosiddetta generazione Y). Ovviamente questa non è l'unica ragione che premia il car sharing ed anzi i suoi punti di forza, stando ad uno studio di Deloitte presentato nel corso dell'Assemblea Pubblica ANIASA, sono: l’economicità, la flessibilità e l’accessibilità al servizio, che possono essere riassunti nell’aspetto essenziale della libertà di riconsegna, sia oraria che di luogo (questo aspetto ha ottenuto nel sondaggio il maggiore gradimento: 4.2 in una scala che va da 1 a 5).

Una migliore accessibilità al servizio potrebbe essere anche perfezionata, poi, dal coinvolgimento/partnership di un operatore del renting nell’offerta di car sharing, un punto da consolidare per il 54% degli intervistati, facenti parte della categoria clienti privati, e dal 81% dei rappresentanti della categoria dei fleet manager. I dati evidenziano, dunque, come il car sharing sia visto come un’opportunità per un’offerta integrata di servizi in grado di rispondere alle diverse esigenze di mobilità piuttosto che come un’alternativa al noleggio delle vetture. "L'esigenza di mobilità è molto forte - sottolinea Marco Martina, partner Deloitte ed esperto di automotive, - e l’interesse per il car sharing sta montando a vista d’occhio, soprattutto nelle generazioni più giovani. Ora le società di noleggio devono rivedere il loro modello di business per poter cogliere al meglio queste importanti novità offerte dal mercato".

Autore: Alberto Lattuada

Tag: Attualità , mobilità sostenibile , car sharing


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