dalla Home

Home » Argomenti » Codice della Strada

pubblicato il 5 maggio 2014

Autovelox, rivoluzione in arrivo

Il Grande Fratello sta per essere riformato, con postazioni fisse in città e multe da spartire fra Comuni e proprietari della strada

Autovelox, rivoluzione in arrivo

Eccolo, è lui, l’occhio elettronico più temuto dagli automobilisti col piede pesante: parliamo degli autovelox, lo strumento che rileva la velocità istantanea, in un punto. Adesso, le leggi italiane che riguardano l’autovelox stanno per cambiare. Per cominciare, è in arrivo un decreto che imporrà ai Comuni di spartire i proventi da autovelox coi proprietari della strada (Province, Regioni, Stato), per tutti gli autovelox messi fuori città. Un decreto, questo va evidenziato, che si attende dal 2010, ma che non è mai stato emanato. Il ministero dei Trasporti e quello dell’Interno non hanno mai trovato il tempo, in quattro anni, di scrivere il decreto. Così facendo, i Comuni ne hanno tratto enorme giovamento: non hanno dovuto spartire i proventi degli autovelox con gli enti proprietari delle strade, non hanno dovuto rendicontare le entrate. È vero, c’è una norma del Codice della strada che impone di investire metà dei proventi da autovelox in sicurezza stradale, ma i controlli in materia sono scarsissimi. Al punto che neppure si sa con precisione quanto incassino i Comuni con gli autovelox e gli altri strumenti, o con le strisce blu e le telecamere all’ingresso delle Zone a traffico limitato. Insomma, come si evince anche dalla questione strisce blu e autovelox finti nei box arancione, alla fine i Comuni la spuntano sempre.

UN PRECEDENTE FASTIDIOSO
Il fine della legge 120/2010 è di migliorare la sicurezza stradale, perché gli enti gestori potranno fare quello che i Comuni difficilmente fanno (i controlli sono pochi o nulli): investire il denaro per accrescere la qualità dell’asfalto. D’altronde, già nel 2007, molte amministrazioni locali minacciarono di spegnere gli autovelox se mai fosse arrivata una legge a imporre loro di devolvere gli incassi ad altri enti o allo Stato.

LA SECONDA NOVITÀ
La seconda riforma è una modifica al Codice della strada: sì agli autovelox fissi in città, su qualsiasi strada. Oggi, nei centri urbani, gli autovelox fissi sono regolari solo sulle urbane ad alto scorrimento, quelle con il limite a 70 km/h. Ovviamente, se il Comune decide che il limite, su quelle strade, può essere abbassato a 50 km/h per esigenze di sicurezza stradale, allora l’autovelox fisso verrà piazzato su quel tratto col “tetto” dei 50. Il tutto per abbassare il numero di incidenti stradali, e mai per fare cassa. Altrettanto ovvio è che i cartelli di preavviso della presenza degli autovelox fissi e dei limiti di velocità dovranno essere chiari e ben visibili. Una questione che è sempre stata, e che sempre sarà, molto controversa, con una giurisprudenza variegata, e sentenze della Cassazione (diverse sezioni si sono espresse in materia) differenti le une dalle altre. Forse, è il caso di rivedere alla radice il Codice della strada, le cui norme sono interpretate troppo spesso dai Comuni a proprio favore: dagli autovelox ai T-red che controllano chi passa col semaforo rosso, passando per la durata della luce gialla del semaforo lì dove c’è il T-Red (a discrezione dei Comuni…), fino alle strisce blu e agli autovelox finti.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , autovelox , codice della strada , incidenti


Top