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pubblicato il 5 maggio 2014

Dossier Auto a Metano

Incentivi auto: ecco perché vanno al metano

Le auto a gas naturale emettono meno CO2 ed altre sostanze nocive rispetto a quelle alimentate a benzina o gasolio

Incentivi auto: ecco perché vanno al metano
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Il motivo per cui il metano destinato all'autotrazione incontra il favore delle istituzioni risiede principalmente nel fatto che questo gas naturale riduce in modo significativo le emissioni di sostanze nocive per la salute dell'uomo. Ecco perché, in Italia, ciclicamente vengono erogati incentivi sull'acquisto di auto bifuel, mentre gli enti locali prevedono altre forme di agevolazione, come per esempio lo sconto sulla tassa annuale di circolazione, l'accesso gratuito nelle zone a traffico limitato, sconti nei parcheggi a pagamento e libertà di circolare nelle giornate di blocco del traffico o di targhe alterne. Non solo: a livello europeo, l'UE ha varato un piano dettagliato che porterà, entro il 2025 e in tutti i Paesi membri, a una distanza massima di 150 km, fra un distributore di metano e l'atro, sulle strade extraurbane prioritarie. Ma quali sono le sostanze nocive che le auto a metano ci risparmiano?

DALLA CO2 AL PM10, TANTI “VELENI” IN MENO NELL'ARIA
Tanto per cominciare, come i più attenti avranno avuto modo di notare consultando banalmente un listino automobilistico, l'emissione di CO2 si riduce del 20% circa (a parità di motorizzazione) nell'auto a metano rispetto alla corrispettiva alimentata a benzina. Ma se Stato, Regioni, Province e Comuni (oltre all'UE, come detto) incentivano la mobilità a metano è anche perché calano anche gli ossidi di azoto (Nox), il monossido di carbonio (CO), mentre le pericolose emissioni di idrocarburi incombusti (HC) sono costituite principalmente da metano puro, che non nuoce alla salute umana. Che dire poi del tanto temuto PM10, il particolato che spesso, in inverno, fa scattare i blocchi del traffico? Le auto a metano, come quelle a GPL e a benzina, ne emettono solo una piccolissima frazione di quello che inquina l'aria delle nostre città. Da non dimenticare, inoltre, che la fornitura di metano alle stazioni di servizio avviene per mezzo della rete dei metanodotti. A differenza degli altri carburanti, trasportati via mare e poi sui camion, ci sono dunque anche una serie di effetti benefici indiretti: meno mezzi pesanti sulla strada, quindi maggiore sicurezza, meno inquinamento e meno rumore.

IL METANO CHE VIENE DAL VENTO
A tutto ciò si aggiungono possibilità che solo il metano può offrire: per esempio, quella di una produzione “pulita”, che sfrutti le energie alternative e permetta di circolare a costo ambientale quasi nullo. In che modo? Ecco ciò che ha fatto l'Audi in Germania, grazie anche ai generosi contributi elargiti dal Governo di Angela Merkel: l'idea è quella di alimentare le auto della gamma g-tron (a metano, appunto) con del gas naturale prodotto in centrali dell'Audi stessa, sfruttando l'anidride carbonica. Come? Tutto ha origine dal vento, dal quale si ricava l'energia elettrica (solo quella che le centrali eoliche producono in eccesso, per esempio di notte quando le fabbriche sono ferme) per attuare l'elettrolisi, ovvero la scissione dell'acqua contenuta nelle biomasse in idrogeno e ossigeno. Si passa poi alla "metanizzazione": CO2 e idrogeno vengono "miscelati", reagiscono e danno origine all'e-gas Audi (e all'acqua, che viene riutilizzata per nuovi processi di elettrolisi), che viene poi stoccato e distribuito. In questo modo, dei 95 g/km (dichiarati) di CO2 prodotti dall'Audi A3 g-tron durante la marcia, 75 vengono recuperati grazie a questo processo di produzione. La prima centrale è già operativa dalla fine dello scorso anno.

Autore: Adriano Tosi

Tag: Da Sapere , metano , mobilità sostenibile , incentivi , carburanti


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