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pubblicato il 2 maggio 2014

KITT Made in Italy inizia l'incredibile viaggio negli USA

OmniAuto.it segue in diretta il coast to coast dei due italiani da New York a Las Vegas insieme ai big del cinema

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Marco e Valerio non stanno più nella pelle, del resto come biasimarli? Sono diretti a New York per l'incredibile coast to coast al volante di KITT, l'auto di "Supercar" che hanno replicato così bene da aver attirato l'attenzione degli americani. Come vi abbiamo raccontato giorni fa, i due italiani sono stati invitati al Las Vegas Star Cars (15-17 maggio), il raduno d'auto celebri organizzato per beneficenza che ogni anno richiama migliaia di appassionati. Durante il viaggio (5mila chilometri lungo la Route 66) incontreranno Christopher Lloyd (il "Doc" Emmett Brown di "Ritorno al Futuro") al volante della "vera" DeLorean e le Batmobili della Warner Bros e faranno un giro sull'Indianapolis Motor Speedway. Noi di OmniAuto.it li seguiremo in diretta per condividere anche con voi queste ed altre avventure. Ogni tappa sarà raccontata tramite la nostra pagina Facebook e Twitter con foto e video. Ci saranno anche gli articoli con i racconti più dettagliati. "Mi aspetto mille difficoltà da superare - ci ha detto Marco - . Per prima la difficoltà di ultimare i lavori sulla macchina ed installare il sistema operativo che ho finito di programmare pochi minuti fa. Non sarà facile...". "E' come tuffarsi da un trampolino di cinque metri - ha aggiunto Valerio -. Quando atterreremo negli Stati Uniti sarà come aver raggiunto l'acqua!". Costruire KITT è stato molto difficile. "E' stata la cosa più complessa che io abbia mai fatto, al limite delle capacità umane", ci ha confidato Marco.

"E' stata una corsa contro il tempo, per ricostruire tutto da zero. Durante l’inverno ho ridisegnato al computer con 3D Studio, tutte le parti interne ed esterne di KITT per poi farle realizzare in febbraio da una ditta toscana che ci ha consegnato tutto a metà mese. Poi ho effettivamente assemblato tutti i pezzi nel mio laboratorio mentre la macchina veniva restaurata e a marzo abbiamo completato tutto. Ho dovuto inventarmi l'impianto computerizzato da zero e per fare ancora prima gli schemi elettrici non li ho neanche disegnati, li ho fatti direttamente, tenendo tutto a mente. Un sistema composto da un computer e una miriade di schede tutte realizzate e programmate da me, che ha dovuto funzionare al primo colpo. Infatti la prova generale è stata fatta 2-3 giorni prima che la macchina venisse spedita. Al momento della spedizione mancavano ancora i vetri per le frecce e il cablaggio dello scanner, che faremo a New York! Questo mese invece mi è servito per realizzare il programma che fa funzionare la macchina, e l’ho fatto su un computer identico a quello di KITT, in modo da non aver problemi (spero) di funzionamento". In bocca al lupo ai due ragazzi che dovranno affrontare 5mila chilometri, per noi il viaggio inizia martedì 6 maggio!

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Tag: Curiosità , auto americane , cinema


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