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pubblicato il 28 aprile 2014

Superi il limite di 1 km/h? Ti annullo la multa

Particolare sentenza che riguarda un minimo eccesso di velocità

Superi il limite di 1 km/h? Ti annullo la multa

Quella del Giudice di pace di Gallarate (Varese), dottoressa Laura Sardini, è una sentenza che fa discutere e divide. Con decisione numero 267 del 16 aprile 2014, annulla una multa presa per un lieve eccesso di velocità (un chilometro orario). Il motivo? Per la “tenuità del fatto”: lo scarto minimo, secondo il giudice, può dipendere da una taratura non perfetta dello strumento che ha rilevato l’infrazione (l'autovelox). E poi va considerata anche la possibile imprecisione del tachimetro della vettura. Inoltre, la sanzione non è proporzionata alla violazione commessa senza dolo e colpa del conducente.

CHE COSA DICE LA LEGGE
In base al Codice della strada, articolo 142, comma 7, chiunque non osserva i limiti minimi di velocità, ovvero supera i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di 41 euro. La contestazione può non essere immediata (e così la notifica della multa arriva a casa) perché l’apparecchio consente di rilevare la velocità del veicolo soltanto dopo il passaggio del mezzo, cioè quando diventa problematico fermarlo. Il mezzo potrebbe anche essere “stoppato” dalla polizia, ma così si metterebbe a rischio la sicurezza stradale, nonché quella degli stessi agenti.

L’INTERPRETAZIONE DEL GIUDICE
Invece, con questa sentenza innovativa, il giudice va oltre il testo del Codice della strada, e si affida al buon senso: autovelox e tachimetro potrebbero sbagliarsi, così quello scarto di 1 km/h diventa davvero risibile, e il ricorso può essere accolto. Va però detto che le singole apparecchiature devono essere approvate dal ministero preposto. In sede di approvazione è disposto che per gli accertamenti della velocità, qualunque sia lo strumento utilizzato, al valore rilevato sia applicata una riduzione pari al 5%, con un minimo di 5 km/h. Nella riduzione è compresa anche la tolleranza strumentale. Non possono essere impiegate, per l'accertamento dell'osservanza dei limiti di velocità, apparecchiature con tolleranza strumentale superiore al 5%. Insomma, quel 5% (minimo 5 km/h) è già incluso nel calcolo della velocità effettiva: lo dicono i verbali stessi. Resta, questo è vero, un possibile errore del tachimetro, e qui le cose si fanno più complesse.

UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO?
Piuttosto, non è chiaro perché l’automobilista abbia fatto ricorso. Infatti, la multa è di 41 euro, più spese di notifica (attorno ai 15 euro). Totale, 56 euro. Solo per fare ricorrere al Giudice di pace si paga una tassa di 37 euro. Poi, c’è la seccatura per le perdite di tempo (e denaro, contando anche le fotocopie e le spese per l’invio o il deposito del ricorso). Senza considerare che si deve presenziare all’udienza. Quella tassa, e questo sarebbe un altro punto di cui prima o poi il legislatore dovrebbe occuparsi, come, quando e da chi viene restituita in caso di vittoria? Perché alla fine, facendo un calcolo matematico, l’automobilista ci ha guadagnato solo 19 euro. Che abbia fatto ricorso solo per una questione di principio o per creare un precedente importante?

Autore: Redazione

Tag: Attualità , autovelox , multe


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