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pubblicato il 24 aprile 2014

Assicurazioni, riformare il danno grave alla persona

Abbassando i risarcimenti per le lesioni, le tariffe Rca caleranno

Assicurazioni, riformare il danno grave alla persona

L’Ania (l’Associazione delle Compagnie) è appena tornata all’attacco: i risarcimenti dei danni alla persona costituiscono la voce di maggior impatto nel costo complessivo dei sinistri. Solo agendo sui rimborsi per le lesioni fisiche, si avrà un significativo ribasso delle tariffe Rc auto. Le Assicurazioni si riferiscono agli incidenti con macrolesioni permanenti oltre il nove per cento di invalidità. Perché, già nel marzo 2012, con Governo Monti, il risarcimento delle microlesioni permanenti (sotto il nove per cento) è molto più difficile: è condizionato ad accertamenti medico legali condotti in modo scientifico e obiettivo. Le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico-strumentale obiettivo, non danno luogo a risarcimento per danno biologico permanente. Serve la prova del colpo di frusta, che emerga da un esame strumentale: non basta lamentare il dolore. Ma alle Compagnie non basta, e fanno pressione sui vari Governi di turno affinché si arrivi alla riforma del danno grave alla persona.

QUALE È IL PROBLEMA
Il fatto è che, nell'ambito dei danni alle persone, i risarcimenti per lesioni gravi e per decessi rappresentano il 46% del costo totale dei rimborsi. Oggi, ogni Tribunale si regola a modo suo, con una propria tabella di riferimento per calcolare il risarcimento da macrolesione. La Cassazione, comunque, ha indicato le tabelle del tribunale di Milano come quelle da tenere come riferimento. Le Assicurazioni, invece, vogliono un’unica tabella a livello nazionale: il cosiddetto punto unico di invalidità. Per l’Ania, l’approvazione della tabella nazionale rappresenterebbe un vantaggio per la collettività in termini di costi assicurativi: fornirebbe alle imprese di assicurazione elementi di certezza duraturi per il calcolo delle riserve sinistri, il cui ammontare è decisivo per la stima del fabbisogno tariffario e si rifletterebbe direttamente, dunque, sul livello dei prezzi. L'Ania stima che l’introduzione di tale tabella determini una immediata riduzione tariffaria nell’ordine del 3-5%.

L’OPPOSIZIONE DELLE VITTIME
Ma l’Associazione vittime della strada non ci stanno: ribadiscono la loro contrarietà all'approvazione di tabelle che prevedano dei risarcimenti inferiori a quelli contemplati dalla tabella del Tribunale di Milano. L'obiettivo di ridurre le tariffe della Rc auto, dicono le vittime, deve essere perseguito attraverso l'impegno affinché diminuiscano gli incidenti stradali che, a ogni buon conto, sono in calo costante. La tabella unica dimezzerebbe d’un colpo i risarcimenti, a beneficio solo, sostengono le vittime, degli utili delle Assicurazioni. E sarebbe invece una mazzata sia per chi ha subìto il sinistro sia per i familiari della persona sfortunata.

TABELLE VECCHIE
Oltretutto, evidenziano le vittime, le tabelle cui fa riferimento l’Ania sono state elaborate da due diverse e distinte commissioni ministeriali nel 2005 e andrebbero congruamente rivalutate e aggiornate anche in base alla evoluzione della medicina legale, della psicologia giuridica e della giurisprudenza sul danno alla persona. Insomma, sono tabelle vecchie, che abbassano notevolmente il valore reale della lesione fisica. Ma poi, queste tabelle abbasserebbero le tariffe Rca? La risposta delle vittime è: no, le tabelle di legge, se approvate, non faranno altro che aumentare il contenzioso giudiziario con aggravio di costi sociali, costringendo le vittime ad adire l’autorità giudiziaria per vedersi riconosciuto il maggior danno non patrimoniale subito.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale , assicurazioni


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