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Mercato

pubblicato il 23 aprile 2014

Dossier CarBlogger

Niente auto elettriche, siamo cinesi

Al Salone di Pechino, Mercedes presenta l'elettrica Denza per il mercato cinese. Nonostante l'autonomia elevata non sarà una sfida semplice

Niente auto elettriche, siamo cinesi
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Arrivare a Pechino per il Salone dell’auto (20-29 aprile) e vedere l’azzurro del cielo, seppur per poche ore, non è cosa da poco. Almeno a sentire quello che racconta chi vive da queste parti, costretto a convivere per mesi con un colore grigio dal triste sapore di smog. A preoccupare gli abitanti sono le polveri più sottili ovvero il pm 2.5, la frazione più pericolosa del particolato con un diametro inferiore ai 2,5 micron. Le polveri sottili sono composte da carbonio, piombo, nichel, nitrati e composti organici e vengono generate sia per origine naturale (sabbia) sia per la combustioni dei motori, impianti di riscaldamento, usura del manto stradale, freni e gomme di veicoli e per emissione di impianti industriali. A Pechino (e non solo) il punto di riferimento non è il solito sito sul meteo quanto piuttosto quelli che aggiornano in tempo reale le condizioni dell’aria in città: per la cronaca nel momento in cui scrivo siamo sui 161 microgrammi al metro cubo ma nei giorni scorsi il livello è arrivato fino a 500 microgrammi. Il limite del pm 2.5 in Italia è di 25 microgrammi. Una boccata di ossigeno vista da qui. La soluzione all'emergenza smog per il governo cinese, delocalizzazione dell’inquinamento a parte, almeno per quanto riguarda le auto, sono le elettriche e le ibride plug-in. E l’industria sembra voler assecondare questa indicazione.

In particolare molto attiva è Mercedes che al Salone ha presentato insieme alla BYD con il marchio Denza, un’elettrica che, almeno a sentire i dati ufficiali, sembra aver pochi compromessi e un’autonomia di 300 km. Fa niente poi che sul ciclo di omologazione cinese diventano 253 km, non sono pochi comunque. Il problema semmai è un altro, anche da queste parti le elettriche non si vendono: dopo circa 5 anni di incentivi all’acquisto (60 mila yuan, circa 7 mila euro, a cui si sommano i diversi contributi delle amministrazioni locali fino ad arrivare a 120.000 yuan, 14 mila euro di sconto) si sono vendute circa 70.000 vetture elettriche e ibride plug-in. Un fallimento se pensiamo all'obiettivo delle 500.000 auto che il governo si era preposto per il 2015 (nel 2020 il target è di 5 milioni). E questo anche di fronte a un inizio incoraggiante del 2014: nel primo timestre, nonostante una crescita del 120% rispetto allo stesso periodo del 2013, in Cina si sono vendute solo 4.095 elettriche e 2.758 ibride plug-in. In particolare qui a Pechino neppure il rilascio immediato della targa è riuscito a fare il miracolo (di colonnine però in giro se ne vedono ben poche): 20 mila targhe l'anno sono a disposizione liberamente degli acquirenti di elettriche e ibride plug-in mentre chi acquista un'auto "tradizionale" ha solo lo 0,8% di vincere la lotteria per avere la propria targa. Meglio a piedi che in elettrica?

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Autore: Carblogger.it

Tag: Mercato , auto elettrica , cina


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