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pubblicato il 18 aprile 2014

Frasi scurrili al parcheggio? Si può

Lo dice la Cassazione, che ha sentenziato su un litigio in un parcheggio

Frasi scurrili al parcheggio? Si può

Ecco una situazione non così rara: un litigio fra due automobilisti per questioni di viabilità. Se n’è appena occupata la Cassazione, sezione quinta penale, con sentenza n. 15710 dell’ 8 aprile 2014. Per la precisione, un uomo, in un parcheggio, s’è espresso in questi termini, e ci perdonerete la volgarità: “Mi hai ca…. il ca…”. Succede che, stando agli ermellini, in tema di tutela penale dell’onore, la valenza offensiva di una determinata espressione, per essere considerata lesiva, deve essere riferita al contesto nel qual è stata pronunciata. Occorre fare riferimento a un criterio di media convenzionale in rapporto alle personalità dell’offeso e dell’offensore. Si deve vedere il contesto nel quale l’espressione è stata pronunciata. Alla fine, almeno in questo caso, quell’espressione è stata considerata non lesiva.

MOLTI FATTORI IN GIOCO
Ma va anche detto che ogni sentenza fa storia a sé, e l’espressione va valutata a seconda del contesto, della situazione, del momento. Alcune espressioni volgari sono di uso talmente diffuso, anche quali intercalari, che in relazione al contesto comunicativo perdono la loro potenzialità lesiva. Quindi, “Mi hai ca…. il ca…”, in un parcheggio, durante una lite fra automobilisti, non lede l’onore della persona cui è rivolta. L'uomo era stato denunciato dalla donna. Il giudice di pace lo aveva assolto da tutte le accuse, ma la parte civile aveva presentato ricorso in Cassazione. Qui è arrivata la seconda sconfitta per la signora.

SEMPRE PIÙ FREQUENTI
Secondo la Cassazione, conta anche l’evoluzione del costume. C’è poi la progressiva decadenza del lessico adoperato nei rapporti interpersonali. Incide una sempre maggiore valorizzazione delle espressioni scurrili come forme di realismo nelle arti contemporanee, come al cinema. Alcune parolacce sono di uso sempre più frequente, soprattutto negli strati sociali a più bassa scolarizzazione. Così, la portata offensiva diminuisce. D’altronde, già il Tribunale Sant’Angelo dei Lombardi, con sentenza del giugno 2001, aveva stabilito che l'uso di espressioni volgari, di uso sempre più frequente soprattutto negli strati sociali a più bassa scolarizzazione, pur rappresentando una tipica espressione indice di inurbanità e maleducazione, non può assumere alcuna rilevanza di carattere penale. In ogni caso, vale sempre l’invito alla calma e alla moderazione: purtroppo, anche per via delle tensioni sociali dovute alla crisi (leggi disoccupazione), è sempre più facile che dal battibecco, condito da parolacce, si passi alle minacce o alla violenza fisica. Specie in auto, vissuta spesso come confine da difendere a tutti i costi.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , codice della strada


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