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pubblicato il 15 aprile 2014

Dossier Viaggiare d’inverno, speciale pneumatici invernali

Pneumatici invernali, fine delle ordinanze 2014

Oggi, 15 aprile, scade l’obbligo di circolare con pneumatici invernali o catene a bordo

Pneumatici invernali, fine delle ordinanze 2014
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È finita: sono scadute le ordinanze (emanate dai gestori della strada) che regolano la circolazione con dotazioni invernali. Dal 15 novembre 2013 al 15 aprile 2014, in tutta Italia, erano infatti in vigore le ordinanze che imponevano di viaggiare con i pneumatici invernali montati oppure, in alternativa, con le catene da neve a bordo. Una omogeneità temporale (15 novembre - 15 aprile) introdotta dalla direttiva ministeriale del 16 gennaio 2013, per consentire agli automobilisti di superare una sorta di “giungla” creata un paio d’anni, dal 2010: ogni gestore, a macchia di leopardo, emanava una direttiva che aveva un arco temporale diverso. Quell’anno, infatti, la legge 120 introdusse la possibilità per i gestori delle strade di emanare specifiche ordinanze invernali: le province, l’Anas, i comuni, raramente le regioni, e i concessionari delle Autostrade. E le forze dell’ordine possono impedire la prosecuzione della marcia con una multa di 84 euro per chi sgarra, finché il guidatore non si sia messo in regola, montando pneumatici invernali o avendo catene da neve a bordo.

ESISTE ANCORA QUALCHE PROBLEMA
A dire il vero, la direttiva ministeriale del 2013 è stata utile, ma non rappresenta una soluzione definitiva a ogni problema. Per cominciare, si tratta pur sempre di una circolare non vincolante: i gestori non hanno l’obbligo di seguirla. E comunque, esistono strade dove, per via di particolari climi, quell’arco temporale (15 novembre-15 aprile) non viene seguito. Il secondo guaio, ben più importante, è che non tutti i gestori si muovono in modo coordinato, seppure abbiano competenza su zone confinanti. Succede quindi che un gestore opti per l’obbligo di viaggiare con i pneumatici invernali montati oppure, in alternativa, con le catene da neve a bordo dal 15 novembre al 15 aprile; mentre il gestore dell’area accanto non abbia la minima intenzione di applicare la medesima regola. Un esempio? La provincia di Milano, che non ha emanato nessuna ordinanza, nonostante il Nord Italia sia molto interessato al problema gelo sulle strade. Eppure Milano fu la prima provincia italiana ad adottare l’obbligo di circolare con il corretto equipaggiamento in inverno, già nel 2010. Un bel guaio: se un milanese avesse voluto uscire dai confini della sua provincia, sarebbe sicuramente incappato in una ordinanza delle province confinanti. Dopodiché, altri problemi potranno nascere se e quanto le province verranno eliminate dal legislatore, questione di cui si parla da tre anni, e che forse con il nuovo premier Matteo Renzi potrebbe arrivare alla fine: chi sostituirà le province in materia di sicurezza stradale? I possibili futuri enti locali che prenderanno il posto delle province, proseguiranno sulla strada intrapresa dalle province stesse?

IN CRESCITA
In ogni caso, dal 2010 a oggi, le ordinanze sono più che raddoppiate: in particolare, il numero delle province coinvolte è passato da 25 a 53, su un totale di 110, nell’inverno appena trascorso. Alla fine, la metà delle province italiane ha adottato provvedimenti, per la circolazione in inverno, con equipaggiamento invernale (53 su 110), e questi provvedimenti hanno coinvolto il 49% della popolazione italiana. Ma perché i gestori sono sempre più orientati a emanare ordinanze? Semplice: i soggetti preposti hanno registrato un deciso miglioramento della circolazione, una riduzione dei disagi e degli incidenti durante il periodo invernale. Quasi tutti quelli che hanno emanato questi provvedimenti li hanno rinnovati anche negli anni successivi, a conferma ulteriore della bontà dei risultati conseguiti. Nell’inverno 2013/2014, al folto numero di province che già avevano emesso ordinanze in passato, si sono aggiunte Bergamo, Udine, Livorno, Macerata e soprattutto Roma, con i suoi 4 milioni di abitanti.

I DATI CUI FARE ATTENZIONE
Va ricordato che da sempre è consentito, “nel periodo stagionale di riferimento”, l’uso di pneumatici di tipo M+S con codici di velocità inferiori rispetto a quelli riportati in carta di circolazione. Si tratta di una deroga, rispetto alla regola generale che prevede che i pneumatici montati su un veicolo, debbano sempre avere caratteristiche prestazionali uguali o superiori a quelle indicate in carta di circolazione. Il ministero dei Trasporti, con la circolare numero 1049 del 17 gennaio 2014, lo ha chiarito: chi monta pneumatici di tipo M+S, con codice di velocità inferiore a quanto indicato in carta di circolazione, può viaggiare dal 15 ottobre al 15 maggio. Pertanto viene concesso un mese, prima e dopo la vigenza delle ordinanze, per effettuare il rimontaggio dei pneumatici di tipo estivo, ovvero con caratteristiche prestazionali di serie. Di conseguenza, a partire dal 16 maggio e sino al 14 ottobre, non è consentita la circolazione con pneumatici M+S con codici di velocità inferiori a quelli riportati in carta di circolazione: l’infrazione di riferimento comporta una multa di 419 euro, il ritiro della carta di circolazione e l’invio in revisione del veicolo.

NON SOLO SICUREZZA
Viaggiare con pneumatici idonei al periodo stagionale, cioè pneumatici invernali in inverno e pneumatici estivi in estate, consente di circolare sicuri, con vantaggi significativi in termini di consumo di carburante e degli pneumatici stessi. Quindi, ora è il momento di ripristinare gli pneumatici estivi. Va ricordato che le quattro ruote sono l’unico contatto con la strada e da loro passa la nostra sicurezza, in frenata, in curva o per evitare un ostacolo improvviso. A maggior ragione quando fa freddo. Per legge, si può circolare sulle strade soggette ad ordinanza con pneumatici “M+S”. Questa marcatura si trova anche sui pneumatici all season, che però non danno lo stesso grip degli invernali, che accanto alla M e alla S hanno il simbolo del fiocco di neve e dentro una montagna a 3 picchi. Spesso vengono chiamate gomme da neve, ma in realtà sarebbe più corretto parlare di pneuamatici invernali: sotto i 7°C, infatti, garantiscono un grip superiore anche su alfalto asciutto e bagnato, non solo sulla neve. Se invece anche d’inverno viaggiate con le gomme estive montate, perché vivete in zone calde ma ogni tanto dovete percorrere una strada di montagna, con le catene da neve a bordo sarete in regola: si tratta comunque di una soluzione di emergenza, e dovete imparare a montarle per non trovarvi in difficoltà. Le gomme invernali e le catene da neve si trovano dal gommista di fiducia e nelle officine specializzate, che vi possono dare dei consigli utili. Ma anche su Internet ci sono molti siti in cui confrontare i prezzi di più marchi,e nei centri commerciali ci possono essere le offerte migliori. I principali costruttori di gomme hanno dei “sottomarchi” che offrono prodotti validi tecnicamente e meno cari dei brand più conosciuti. Ci sono pneumatici ancora più economici, meglio però non risparmiare troppo sulla sicurezza e, nel caso delle catene, anche sulla praticità: quelle low cost spesso sono scomode da montare.

SU QUALI RUOTE
La legge consente di montare gli pneumatici invernali anche sulle sole ruote motrici. Il Codice della strada parla infatti di "omogeneità su ogni asse del veicolo", vale a dire che si possono avere i due pneumatici (uguali fra loro: stessa marca, modello, misure e marcatura) all'avantreno diversi dai due pneumatici montati al retrotreno (uguali fra loro: stessa marca, modello, misure e marcatura) e viceversa. Per la stabilità dell’auto in curva, invece, è fondamentale avere sempre le gomme invernali su tutt'e quattro le ruote e mai solo sulle ruote motrici. Il fatto è che la circolazione con gomme invernali montate davanti ed estive dietro è permessa: guidando a bassa velocità, alla prima curva l’auto rischia di sbandare nonostante le ruote tutte “sterzate”. Con le basse temperature, quindi, la differenza di grip tra una gomma invernale e una estiva è determinante per la sicurezza. Il cartello che tutti conoscono è quello della ruota catenata su fondo blu. Significa che, dal punto dov'è installato, è obbligatorio avere pneumatici invernali o, in alternativa, catene da neve montati: da non confondersi con l’obbligo di pneumatici invernali o di catene a bordo. Multa di 42 euro nei centri urbani, 84 euro fuori città. Dopo il primo verbale, se l'automobilista si ostina a circolare "fuori legge", subisce una seconda multa: 80 euro più il taglio di tre punti della patente e l'obbligo, ovviamente, di non proseguire in quelle condizioni. Andando ancora oltre, le Forze dell’ordine possono impedire il proseguimento della marcia. Per il Codice della strada, la prescrizione scatta appena c'è quel cartello: non parla di obbligo solo in caso di strada innevata. E se incontrate quel segnale in assenza di neve sulla strada? È un errore del cantoniere, che ha dimenticato di togliere il cartello una volta che l'asfalto è diventato pulito. Comunque, affidandosi al buon senso, le Forze dell'ordine multano solo in presenza di cartello e della neve sulla strada. L'obbligo di catene a bordo o gomme invernali montate, invece, è segnalato da un altro cartello, di più recente introduzione, raffigurante una gomma catenata a fianco di uno pneumatico invernale ed è accompagnato dalle scritta “obbligo di pneumatici invernali o catene a bordo”, dal periodo di riferimento (in genere “dal 15 novembre al 15 aprile”) e dai tratti di strade interessati. Può essere a sfondo blu o verde, a seconda che sia installato su arterie della viabilità ordinaria o sulle autostrade.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , codice della strada , pneumatici invernali , catene da neve


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