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pubblicato il 10 aprile 2014

Def 2014: cambiano anche il bollo auto e l'IPT

Le riforme legate all'auto sono tante, inclusa la revisione del Codice della Strada

Def 2014: cambiano anche il bollo auto e l'IPT

C'è anche l'auto nel DEF 2014, il Documento di Economia e Finanza che ogni anno il governo presenta al Parlamento e che rappresenta il principale strumento di programmazione per l'economia e la finanza pubblica. Accanto al taglio del cuneo fiscale; all'aumento delle tasse su banche e rendite finanziarie; al taglio dell'IRAP e degli stipendi dei dirigenti pubblici; ci sono nuove privatizzazioni e la riforma del Codice della Strada. Questa importante revisione, lo ricordiamo, era già iniziata prima del governo Renzi e con il suo insediamento i protagonisti della riforma sono stati confermati. In prima linea c'è sempre Erasmo D'Angelis, Sottosegretario di Stato del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il nuovo Codice della Strada dovrebbe arrivare entro l'anno e tra le principali novità ci dovrebbe essere il potenziamento dell'offerta di ciclabilità e l'introduzione del reato di omicidio stradale.

Nel DEF 2014 rientra anche la trasformazione del bollo auto (imposta di possesso) in tassa di circolazione, una manovra indirizzata ad abbattere quel 13% di italiani che attualmente non lo paga facendo perdere allo Stato 850 milioni di euro all'anno. Il Governo Renzi metterà poi mano all'IPT, la tassa provinciale di trascrizione che si paga nel momento di acquisto di una vettura (nuova o usata) che nel 2011 era stata aumentata (insieme all'IVA) perché resa variabile in base ai kW e non più fissa. Adesso il governo Renzi dovrebbe renderla proporzionale al valore commerciale del veicolo. Un'altra voce legata all'auto che c'è nel DEF 2014 è quella sulla scatola nera, che dal 2015 sarà obbligatoria su tutti i veicoli di nuova immatricolazione, come detta l'Unione europea. In quest'ottica bisogna regolamentarne la diffusione. Vi è poi un intero capitolo dedicato alle infrastrutture in cui si parla della riforma del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe) e della revisione del rapporto con l'Anas. Per fare tutto questo il governo ha otto mesi e mezzo.

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Tag: Attualità , codice della strada , roma


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