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pubblicato il 7 aprile 2014

Pacchetto Auto: una nuova proposta per non far pagare il Bollo e abolire l’IPT

Le misure sono state presentate al convegno di Missione Mobilità e sono promosse dall'On. Capezzone

Pacchetto Auto: una nuova proposta per non far pagare il Bollo e abolire l’IPT

Ridurre la pressione fiscale sugli automobilisti e sulle aziende con l’obiettivo di rilanciare le vendite di auto nuove. Un principio “vecchio” mai adottato e quindi da proporre - ancora un volta - al nuovo Governo e al Parlamento. Si chiama appunto “pacchetto Auto” quello presentato nel corso della conferenza Missione Auto che si è svolta oggi a Milano e prevede sgravi su Bollo e IPT e sulla tassazione dell’auto aziendale. Le proposte, firmate dall’On. Capezzone, non sono certo nuove, ma questa volta sembra esserci una decisa “sponsorizzazione” del tema da parte di un esponente politico che potrebbe essere utile (il condizionale è d’obbligo) all’ottenimento di un qualche riscontro legislativo. E allora vediamo quali sono le proposte.

#1 BOLLO AUTO GRATIS PER 3 ANNI
Chi compra un’auto nuova non deve pagare il bollo auto per un triennio. E’ questa la prima ipotesi del documento e all’esenzione iniziale dovrebbe seguire il pagamento di un bollo progressivo proporzionato alle emissioni di CO2 dell’auto oppure al chilometraggio annuo, secondo il principio, già applicato in altri paesi, del “meno inquini meno paghi”. Secondo il documento, la copertura economica dell’esenzione si troverebbe grazie all’incremento del gettito IVA legato all’aumento (teorico) delle nuove immatricolazioni

#2 VIA L’IPT
La seconda proposta - anche questa non inedita - è quella di abolire l’IPT, ovvero l’odiata “imposta provinciale di trascrizione” che gli italiani devono pagare ogni qualvolta effettuano richieste all’ufficio provinciale dell’ACI, fra cui l’immatricolazione di un’auto nuova o il passaggio di proprietà. Secondo questo “Pacchetto Auto” si potrebbe lavorare per l’abolizione totale dell’imposta che costerebbe allo stato 1,5 miliardi di euro di cui beneficerebbe in particolare la filiera dei concessionari di auto. L’alternativa definita “soft” sarebbe quella di abolire l’imposta solo per i veicoli di nuova immatricolazioni.

#3 DEDUCIBILITA’ DELLE AUTO AZIENDALI
La terza linea di azione riguarda le aziende e le relative flotte che in Italia sono notoriamente penalizzate da un regime di detrazioni poco favorevoli. Il “Pacchetto auto” di Capezzone chiede un allineamento agli standard europei, pari almeno al 40% (contro l’attuale 20% italiano), il che produrrebbe (in linea teorica) un aumento di immatricolazioni pari a circa 100 mila unità con conseguente aumento del gettito fiscale.

LA PROMESSA: TEMPO 4 MESI
Il “Pacchetto Auto” non poteva che incassare consensi da parte delle associazioni di categoria -
UNRAE (case auto estere), ANFIA (filiera automobilistica nazionale), Federauto (concessionari), ANCMA (due ruote), ANIASA (autonoleggio), Assogomma (pneumatici) e AsConAuto (distribuzione ricambi), moderati dal Presidente di AMOER-Missione Mobilità, Pierluigi Bonora – ma per diventare realtà la strada è ancora lunga e incerta. La promessa politica è quella di arrivare al massimo entro quattro mesi, all’approvazione di una Legge con “procedimento veloce”, oppure di ottenere dal Governo un Decreto all’interno della Delega Fiscale. Visti i precedenti è bene non farsi illusioni, ma incrociamo le dita.

Autore: Redazione

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