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Attualità

pubblicato il 7 aprile 2014

Il car sharing penalizzarà le case auto

Una ricerca di AlixPartners mette in guardia i costruttori: "Dovete cambiare modello di business". L'auto condivisa scoraggia l'acquisto

Il car sharing penalizzarà le case auto
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Il car sharing cambia il rapporto con l'auto, che non è più proprietà privata ma condivisa, e sta crescendo talmente tanto che peserà sempre di più sui bilanci dei costruttori (nel bene o nel male). Una persona su due che usa il car sharing dichiara di aver evitato così l'acquisto di un'auto nuova e il 45% prevede di farlo in futuro. Questa tendenza è ovviamente più forte in città, ma dall'analisi condotta da AlixPartners (società globale di consulenza aziendale) nei prossimi sei anni significherà 4,1 milioni di vetture vendute in meno negli Stati Uniti e in Europa. I grandi gruppi auto devono quindi tenere conto di questi dati nella "definizione delle loro strategie di breve-medio e lungo termine", come dice Giacomo Mori, Managing Director di AlixPartners. Il discorso è ovviamente molto articolato: ci sono case che stanno investendo nel car sharing stimolando la domanda (pensiamo a smart, a Fiat o a Renault) e l'auto condivisa (almeno per com'è strutturata al momento l'offerta) non può sostituire del tutto l'auto privata. Per ora la città italiana dove è più diffuso il car sharing è Milano, ma anche Roma è in ascesa. Le aree urbane sono il terreno più fertile per il car sharing, perché libera da ogni pensiero su ZTL, requisiti di circolazione, parcheggi ed anche tasse. Tra le ragioni del suo successo, come è stato ricordato oggi a Milano nel corso della manifestazione Missione Mobilità, promossa a Milano da AMOER (Associazione per una Mobilità Equa e Responsabile), c'è proprio lo sgravio dai costi di gestione dell'auto (a fronte ovviamente di un abbonamento). E poi ci sono i giovani, che hanno meno disponibilità di reddito ed usano molto gli smartphone, strumenti indispensabili per aderire al car sharing.

PERCHÉ IL CAR SHARING HA SUCCESSO
Il fattore economico è il primo che spinge gli automobilisti verso il car sharing: oltre la metà (56%) degli utenti intervistati da AlixPartners indica come principale motivo della scelta il costo elevato di acquisto dell’auto e gli ingenti oneri connessi alla sua gestione e manutenzione; solo il 23% fa riferimento alla riduzione dell’inquinamento atmosferico. Altro punto di forza del car sharing, oltre alla convenienza economica, è la facilità di accesso al servizio, evidenziato dal 36% degli utenti. Non mancano le aree critiche da migliorare, tra le quali i clienti indicano la non disponibilità di un veicolo sempre e comunque (46%), la mancata presenza della propria auto preferita (25%) e il dubbio che il car sharing non porti effettivamente a un risparmio nel lungo periodo (21%). Quello economico resta il fattore chiave su cui puntare anche per aumentare la diffusione del servizio: oltre il 53% inizierebbe a utilizzarlo o lo userebbe più spesso se fosse meno costoso, mentre il 18% lo userebbe se gli operatori offrissero qualità più alta e veicoli più affidabili. Comunque il 64% degli utenti prevede di incrementarne l’utilizzo nel prossimo anno. "Il car sharing, come si evince ancora di più dalla ricerca di AlixPartners, indica concretamente in quale direzione stia andando la mobilità nei grandi centri urbani europei - evidenzia il Presidente di AMOER, Pierluigi Bonora -. Lo stesso studio mette poi l’accento su un dato preoccupante sul quale Missione Mobilità aveva non tanto tempo fa lanciato un allarme: il car sharing, in virtù della prevista maggiore diffusione, finirà per penalizzare le case automobilistiche, visto che il 51% degli interpellati sostiene di aver già evitato l’acquisto di una vettura nuova proprio grazie a questo nuovo modo di condividere gli spostamenti nelle città. E’ quindi più che mai necessario che i costruttori ripensino le proprie strategie di mercato allo scopo di trovare un giusto equilibrio tra le necessità di business, evitando così altre ricadute pesanti su tutta la filiera, e i cambiamenti di cui è oggetto la mobilità urbana".

BERLINO E' IN TESTA, MA MILANO E ROMA SONO IN ASCESA
Gli utenti di car sharing negli Stati Uniti e in Europa sono oggi circa un milione, ma nei prossimi anni la flotta di veicoli aumenterà nel Vecchio continente in maniera più significativa che in America, raggiungendo i 70.000 veicoli nel 2017 (vs i 32.000 degli USA) e i 130mila nel 2020 (vs i 50mila degli USA). Entro il 2020 gli utenti toccheranno quota 8 milioni in Europa e 4 negli USA. Restando ai giorni nostri, a fine 2013 la Germania risulta il Paese in cui il car sharing è maggiormente diffuso, con oltre 37 città servite, una crescita del 37% dal 2012 a oggi, quasi 800mila utenti e oltre 13mila veicoli sul territorio. Tra le capitali europee, Berlino (2.300 vetture e 207.000 utenti) può vantare il primato assoluto dell’auto condivisa, seguita da Londra (2.250 veicoli e 120mila utenti) e Parigi (2.000 veicoli e 105mila utenti); ancora in fase di start up Roma (120 veicoli e 2.500 utenti) e Madrid (8.000 utenti e 130 veicoli), dove, però, nei primi mesi del 2014 hanno preso avvio nuove iniziative destinate a imprimere una forte accelerazione. A livello nazionale il primato spetta a Milano che a fine 2013 poteva contare su una flotta di oltre 1.500 vetture e oltre 90mila utenti. Una leadership guadagnata rapidamente nella seconda metà dell’anno scorso e destinata nel 2014 a rafforzarsi ulteriormente.

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Tag: Attualità , car sharing


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