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Retrospettive

pubblicato il 6 aprile 2014

BMW M3 Cabrio, storia di un mito

Dal quattro cilindri dell’esordio all’otto cilindri dello scorso anno, tutta l’evoluzione della sportiva a cielo aperto

BMW M3 Cabrio, storia di un mito
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L’annunciato arrivo della BMW M4 Cabrio manda in pensione un nome storico come quello della M3 Cabrio che tanti appassionati hanno guidato, amato o semplicemente sognato di avere. Per alcuni puristi la vera M3 è solo quella coupé, ma ad un ristretto numero di amatori piace pensare di poter disporre di una sportiva con tetto apribile, quattro posti comodi e una fidata meccanica “Made in Bavaria”. Oggi questi intenditori della bella guida veloce a cielo aperto sanno di poter contare sulla M4 Cabrio e su qualche sportiva simile prodotta in Germania, ma fino all’estate del 1988 non era facile soddisfare un simile desiderio; certo, c’era la Saab 900 Turbo Cabriolet, ma la sua potenza e il suo assetto erano più adatti ai rettilinei che alle tortuose strade di montagna. E’ proprio nell’estate del 1988 che debutta, a quasi due anni dalla nascita della versione Coupé progetto E30, la prima BMW M3 Cabrio che dà inizio ad una tradizione durata per quattro generazioni. Una curiosità nota a pochi: l’idea di una M3 Cabrio nacque nel 1985, quando al Salone di Francoforte fu presentato un prototipo con motore 6 cilindri e trazione integrale.

4 CILINDRI 16V, LA CABRIO FATTA A MANO
La prima BMW M3 Cabrio, basata sulla Serie 3 con codice interno E30, ha le stesse caratteristiche della M3 Coupé, vale a dire due porte, passaruota allargati per ospitare i cerchi in lega maggiorati della BBS con gomme ribassate, minigonne laterali, spoiler anteriore e sigle M3 davanti e dietro. Quello che manca è invece il massiccio alettone a ponte sul cofano posteriore, come anche il tetto sostituito da una capote in tela ad apertura manuale. Sotto il cofano c’è però l’apprezzato quattro cilindri 16V di 2,3 litri con potenze variabili da 195 a 215 CV a seconda dei mercati e dell’anno di produzione. A fronte di un’indimenticabile esperienza di guida a cielo aperto questa BMW M3 Cabrio aveva rinforzi al pianale che provocavano un aumento di peso di 120 kg rispetto alla Coupé, mentre la produzione era fatta quasi tutta a mano e su richiesta nello stabilimento M di Garching. Il totale delle M3 Cabrio E30 si ferma a 786 esemplari, di cui 136 con motore non catalizzato da 200 CV, 174 con catalizzatore e 195 CV e 476 con propulsore Kat 215 CV. A queste va aggiunta un’unica M3 Sport Evolution Cabrio con motore da 238 CV. Ricordiamo che questa prima M3 Cabrio era in grado nella versione da 215 CV di raggiungere i 239 km/h e di toccare i 100 km/h da fermo in 7,3 secondi.

LA SECONDA HA 6 CILINDRI
Nel 1994 inizia la seconda era della BMW M3 Cabrio, quella appartenente alle serie E36, con il 6 cilindri in linea di 3 litri e 286 CV. La sportività si fa più raffinata e incisiva, al punto che la versione scoperta è comunque in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 6,2 secondi e di raggiungere i 250 km/h limitati elettronicamente. Anche in questo caso assetto, freni e sterzo sono stati adeguati alle elevate prestazioni, ma la produzione avviene sulle linee di montaggio della stessa M3 Coupé e dell’inedita M3 berlina. Rispetto a queste l’unica differenza apprezzabile, oltre alla capote in tela, all’assenza di spoiler anteriore e alettone posteriore, è la presenza dei cerchi in lega da 17” a cinque razze con finitura spazzolata. Lo stile è quindi pulito, quasi minimalista per una cabriolet 4 posti a trazione posteriore che sa correre molto veloce. Di questa M3 Cabrio “3 litri” vengono prodotti in poco più di un anno 1.975 esemplari, 1.403 con guida a sinistra e 572 con guida a destra, quasi il doppio rispetto alla prima serie che aveva fatto da pioniera per la Casa di Monaco. La corsa alle prestazioni con tetto in tela continua ad essere un chiodo fisso per BMW M GmbH, che nel 1996 presenta la versione con motore di 3,2 litri da 321 CV capace di “bruciare” lo 0-100 in appena 5,6 secondi; nel corso dello stesso anno viene offerto anche il cambio sequenziale SMG, comodo, ma ancora sfavorito nelle accelerazioni. Della M3 Cabrio E36 3.2 litri sono prodotte fino al 1999 la bellezza di 8.109 unità, di 3.870 con specifiche europee (835 con cambio SMG).

GRANDE SUCCESSO PER LA TERZA SERIE, ANCHE CON IL SEQUENZIALE
Con la BMW M3 Cabrio E46 del 2000 il progetto si evolve ulteriormente sulla base del sei cilindri di 3,2 litri, ma con un progetto tutto nuovo che utilizza sottotelai più robusti e affascina il pubblico BMW. Il “6 in linea” in vendita dal 2001 è arrivato a quota 343 CV e il cambio manule 6 marce può essere scelto anche in versione sequenziale SMG II, mentre il differenziale autobloccante posteriore entra per la prima volta nella dotazione di serie. Il risultato è una convertibile che sa scattare da 0 a 100 km /h in 5,5 secondi, limitandosi sempre ai 250 km/h. Per la prima volta si vedono le griglie di estrazione aria sui parafanghi anteriori e i cerchi da 18” ospitati su archi ruota sempre più larghi. Il successo della BMW M3 Cabrio E46 è globale, al punto che vengono prodotte ben 29.633 unità, 15.589 delle quali con cambio SMG II.

L’M3 CABRIO CHIUDE CON IL V8
L’ultima evoluzione della BMW M3 Cabrio è la E93, quella del 2007 in vendita nelle concessionarie fino a pochi mesi fa, l’unica a vantare l’otto cilindri. Il portentoso propulsore V8 4 litri di questa M3 Cabrio sprigiona 420 CV a 8.300 giri/min e spinge la M3 Cabrio E93 fino ai 100 km/h da fermo in appena 4,6 secondi; il merito è anche del nuovissimo cambio automatico doppia frizione M DKG (o M DCT) che relega i 4,8 secondi della trasmissione manuale alle nostalgie della tecnologia di ieri. Il grande “powerdome” sul cofano diventa uno degli elementi distintivi di questa Cabrio, come pure il tetto rigido ripiegabile elettricamente che purtroppo porta la massa totale ad un livello mai raggiunto prima: 1.810 kg. Questo aggravio di peso limita in parte il successo della BMW M3 Cabrio E93, che fino a ottobre 2013 è stata prodotta in 16.219 esemplari. Innegabile invece il successo del cambio M DCT, che sul totale fa segnare non meno di 12.708 unità, il 78% della produzione.
A questo punto il testimone passa alla M4 Cabrio proseguire la tradizione di famiglia che con il nome di M3 Cabrio, quattro generazioni e 26 anni di evoluzione ha conquistato 56.722 clienti in tutto il mondo.

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Tag: Retrospettive , Bmw , auto europee , auto storiche


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