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pubblicato il 3 aprile 2014

Semaforo giallo: il Governo Renzi potrebbe deciderne la durata

In Parlamento si discute anche di questo aspetto legato alla riforma del Codice della Strada

Semaforo giallo: il Governo Renzi potrebbe deciderne la durata

Sicurezza stradale: uno degli argomenti che più scalda le discussioni su Internet è la luce gialla del semaforo. Per il semplice motivo che il Codice della strada non impone la durata del giallo e quindi ogni Comune è libero di fissarla come crede. Di conseguenza, quando c’è un qualsiasi apparecchio che fotografa chi passa col rosso, l’automobilista da una parte è spinto ad attraversare l’incrocio per evitare di essere tamponato, dall’altra teme di essere sanzionato (170 euro circa più sei punti-patente) e quindi potrebbe essere indotto a frenare anche bruscamente. In due parole, chi guida e si trova il giallo davanti, deve frenare e non oltrepassare la linea di arresto; a meno che non possa più arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza: in questo caso, deve sgombrare sollecitamente l'area di intersezione con opportuna prudenza. Una norma così complessa che, questa è la novità, se ne discute perfino in Parlamento.

NEL NUOVO CODICE DELLA STRADA?
Il Consiglio nazionale delle ricerche indica un tempo di quattro secondi, da incrementare congruamente in presenza di mezzi pesanti e di tratti in salita. Per la precisione, indica tempi di tre, quattro e cinque secondi, rispettivamente per velocità di 50, 60 e 70 chilometri orari; in presenza di traffico pesante ritiene conveniente il tempo di quattro secondi anche con velocità di 50 chilometri orari. Nella pratica, vengono generalmente adottati tempi minimi di quattro secondi in ambito urbano e di cinque secondi in ambito extraurbano e in presenza di particolari condizioni geometriche e planoaltimetriche. Tali durate possono essere congruamente incrementate, sulla scorta di apposita progettazione da parte di professionisti esperti in materia di regolazione semaforica. Ma adesso il Governo Renzi, che è chiamato a modificare il Codice della strada, potrebbe fissare con maggiore precisione la durata del giallo, così da eliminare ogni tipo di discussione: è quanto emerso in una recente discussione in Parlamento. Per la precisione, ecco le parole di Enrico Zanetti, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze: “Assicuro, comunque, l'impegno del Governo ad esaminare ogni possibilità di intervento, con il primo strumento normativo utile, compreso il disegno di legge delega per la riforma del codice della strada, al fine di addivenire alle aspettative degli automobilisti nel senso auspicato dall'onorevole interrogante, nel pieno rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale”.

ANCHE COL VERDE: SEMPRE OCCHI APERTI
Ricordiamo comunque che il conducente, quando impegna un incrocio disciplinato da semaforo luce verde, non è esentato dall’obbligo di diligenza nella condotta di guida: serve la necessaria cautela richiesta dalla comune prudenza e dalle concrete condizioni esistenti nell’incrocio. C’è un generale principio, secondo cui il solo fatto che un conducente goda del diritto di precedenza non lo esonera dall’obbligo di usare la dovuta attenzione nell’attraversamento di un incrocio, anche in relazione a pericoli derivanti da eventuali comportamenti illeciti o imprudenti di altri utenti della strada, che non si attengano al segnale di arresto o di precedenza. Lo ha stabilito la Cassazione, con sentenza 8744 del 2000. E se un comportamento così prudente viene imposto col verde, figuriamoci col giallo: servono sempre occhi aperti.

Autore: Redazione

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