dalla Home

Mercato

pubblicato il 31 marzo 2014

Dossier FCA, piano industriale 2018

Marchionne: "Le nuove Fiat-Chrysler saranno vere alternative alle tedesche"

Il 6 maggio a Detroit viene presentato un piano industriale ambizioso anche nei numeri. Sei milioni di auto entro il 2018

Marchionne: "Le nuove Fiat-Chrysler saranno vere alternative alle tedesche"

I prodotti ci sono, la concorrenza è nel mirino e l'organizzazione è pronta. La Fiat che oggi a Torino si è riunita per l'assemblea ordinaria degli azionisti ha spiccato il volo. Mai più una riunione simile in Italia, la prossima si terrà in Olanda, dove la FCA avrà la sede legale e poi questa estate l'assemblea straordinaria per la fusione di Fiat e Chrysler si terrà a Detroit. Nella stessa città americana il 6 maggio sarà presentato il nuovo piano industriale, quello che tutti aspettano e che cambierà per sempre il volto di Fiat nel mondo. L'ambizione c'è: entro il 2018 la Fiat-Chrysler sarà capace di fare oltre sei milioni di vetture (target di cui si parla da anni, ma rallentato dalla congiuntura economica) e la concorrenza è premium. "Ho sempre avuto grande rispetto per i nostri concorrenti tedeschi e fare una campagna di boicottaggio anti-tedesca sui media non frutterebbe molto - ha detto l'ad Sergio Marchionne -. La strategia che stiamo mettendo a punto e che sarà illustrata con la presentazione del piano industriale a Detroit sarà un'alternativa vera ai prodotti dei nostri concorrenti tedeschi''. Vediamo come.

DAVIDE SFIDA GOLIA
La Fiat, assicura Marchionne, è "un’azienda che ha lottato contro problemi interni e difficoltà esterne, che ha saputo affrontare e superare gli ostacoli e che oggi può passare all’attacco, a testa alta, contro i giganti del settore". Le armi che utilizza sono tre come le sue architetture; la convergenza delle piattaforme è un elemento cardine nello sviluppo aziendale. C'è la Mini su cui si costruiscono Panda e 500; la Small (500L, 500X, Jeep Renegade) e la Compact (Alfa Romeo Giulietta, Dodge Dart, Jeep Cherokee, Chrysler 200). Riguardo agli stabilimenti, il numero uno del Lingotto conferma che non ci sono eccedenze in Italia. "A Grugliasco abbiamo riassunto tutti gli addetti più mille unità di Mirafiori dove con i nuovi investimenti saranno riassorbiti tutti", ha detto e a proposito di Termini Imerese, questo è ormai "un capitolo chiuso dal punto di vista produttivo, siamo già stati chiarissimi. Faremo comunque tutto il necessario per assistere il passaggio".

CONFERMATI GLI OBIETTIVI PER IL 2014
Fiat-Chrysler prevede di consegnare per quest'anno 4,5-4,6 milioni di vetture a fronte di 4,35 milioni nel 2013. Gli obiettivi 2014 sono un utile della gestione ordinaria a 3,6-4 miliardi, utile netto a 0,6-0,8, indebitamente netto industriale tra 0,8 e 1,3 miliardi di euro. I tempi non sono più quelli di una volta: il settore dell’auto oggi deve fare i conti "con condizioni di rischio e di incertezza notevolmente più elevate rispetto a prima della Grande Recessione", ha detto Marchionne. "Sviluppare una nuova vettura vuol dire investire quasi un miliardo di euro. Con una somma così alta non ci è permesso fallire", per questo le grandi economie di scala sono fondamentali. E i prodotti? A ciascun mercato il suo. "La 500 non è adatta per il mercato cinese - ha spiegato Marchionne, ricordando che in questo mercato la citycar ha venduto 1.100 unità nel 2013 -. La nostra joint venture con il partner cinese sta andando avanti con successo, ma la 500, principalmente per le sue dimensioni, non è adatta per quel mercato, se non per una nicchia. Cerchiamo di portarla avanti, ma avrà un utilizzo limitato".

Autore:

Tag: Mercato , auto italiane , torino


Top