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Retrospettive

pubblicato il 23 marzo 2014

Jeep Renegade, la leggenda inizia con il CJ-5

L'allestimento “ribelle” debutta negli anni Settanta riscuotendo enormi consensi tra i giovani e gli appassionati di offroad

Jeep Renegade, la leggenda inizia con il CJ-5
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Tra i modelli a suscitare maggiore scalpore al Salone di Ginevra c'è di sicuro la Renegade, prima SUV compatta di Jeep e primo modello prodotto in Italia del marchio USA. Ma a scuotere gli animi degli appassionati è pure l'aver ripreso il nome di una vera icona delle 4x4 americane, quella con gli allestimenti speciali della mitiche CJ che hanno fatto sognare i giovani degli anni Settanta e Ottanta. Una storia appassionante che ha origine con il finire di uno dei periodi più cupi del secolo scorso, la Seconda Guerra Mondiale.

LA NASCITA DI JEEP
Terminato il conflitto, gli animi tornano a risplendere e a sognare una mondo di pace dove l'industria non è asservita a creare di armi di distruzione ma prodotti per il benessere. Una conversione necessaria, ma che mette a dura prova le aziende con importanti commesse militari come la Willys-Overland che si trova d'improvviso con il crollo degli ordini da parte dell'Esercito USA. Committente al quale ha fornito dal 1940 più di 368.000 Willys MA e MB, senza considerare i 277.000 veicoli prodotti su licenza da Ford con la sigla GPW, General Pourpose Willys. Un “vuoto” che l'azienda americana decide di colmare creando delle versioni civili destinate soprattutto all'attività agricola, dove la trazione integrale e le doti di robustezza della MB possono rilevarsi vincenti. Una visione condivisa dall'altra parte dell'Oceano Atlantico da Maurice Wilks che porterà alla nascita della Land Rover e che induce la dirigenza Willys sviluppare il nuovo modello in tempi brevi.

LA PRIMA CIVILIAN JEEP
Il primo fuoristrada civile con il nuovo marchio è pronto in pochi mesi e si concretizza con il debutto nel 1945 del CJ-2A, dove la sigla iniziale sta per Civilian Jeep. Termine, quest'ultimo, che riprende il nomignolo “gip” usato dai soldati americani per identificare le General Pourpose e che nella fonetica anglofona si tramuta nel “jeep” che negli anni a seguire diventerà il marchio ufficiale. Il nuovo modello non è altro che la MB militare con le opportune modifiche per renderla usufruibile a un pubblico più ampio. Proposta che riscuote subito ampi consensi in tutto il mondo, tanto da indurre Willys a pubblicizzarla con lo slogan “il sole non tramonta mai sulla forte Jeep”. Una visione che negli anni a seguire si consolida con la Jeepster e altri modelli CJ fino a rendere Jeep sinonimo di fuoristrada. Assonanza tra i due termini rafforzata dall'arrivo sul mercato della CJ-5, primo modello presentato dopo l'acquisto per 60 milioni di dollari della Willys-Overland da parte di Henry John Kaiser, imprenditore e filantropo statunitense al vertice della Kaiser Company.

IL DEBUTTO DELLA CJ-5
La nuova dirigenza al vertice di Jeep nel 1953 avvia subito un intenso programma di ricerca e sviluppo che porta al debutto della CJ-5 un anno più tardi. In realtà, la nuova 4x4 è in buona parte figlia degli studi condotti dalla Willys per realizzare la versione militare M-38A1 impiegata dalle truppe americane nella Guerra di Corea all'inizio degli anni Cinquanta. Un modello dal quale la CJ-5 recupera gran parte della meccanica, per altro già utilizzata anche sulla CJ-3B del 1953. Rispetto a quest'ultima, però, la neonata 4x4 adotta diverse migliorie a motore, assali e organi di trasmissione. Ad aumentare sono pure il comfort conferito dai sedili e dalle maggiori dimensioni, nonché l'appeal estetico. Se le Jeep che l'hanno preceduta sono spartane negli allestimenti e nell'estetica spigolosa, con la CJ-5 le forme si fanno più morbide e attrattive, pur rimanendo essenziali.

LA JEEP DELL'AMC
La nuova veste combinata con le indubbie qualità offroad tipiche del marchio rendono subito popolare l'ultima nata. A favorirne le vendite è pure il maggiore benessere economico che trasforma il settore dei fuoristrada da una nicchia riservata a specialisti che usano le 4x4 per lavoro a un segmento dove la presenza di chi guida gli offroad per il divertimento nel tempo libero è in costante crescita. Un nuovo mercato che si fa più forte negli anni Settanta quando la Jeep è acquisita dalla AMC, ossia il colosso American Motor Corporation nato nel 1954 dalla fusione di diverse aziende proprietarie di marchi di prestigio, come Studebaker e Packard. E' il febbraio del 1970 e la nuova proprietà intuisce il cambiamento in atto e decide di arricchire l'offerta con la realizzazione di alcuni pacchetti che possono andare incontro alle esigenze dei nuovi appassionati dell'offroad.

LA SERIE SPECIALE RENEGADE I
Il pacchetto destinato ad avere maggiore successo arriva nel 1970 sull'onda del successo del “462”, package sportivo introdotto l'anno prima. La nuova proposta ribattezzata Renegate Mark 1 ricalca le opzione del “462” aggiungendo qualche componente estetico che segna l'inizio di un allestimento mitico che comparirà per molto tempo sui modelli Jeep. Disponibile per la meccanica di maggiore prestigio, il V6 “Dauntless” introdotto nel 1965 come alternativa al tradizionale 4 cilindri in linea “Hurricane” F-Head di 2,2 litri da 72 CV, conferisce al CJ-5 un aspetto più aggressivo e alla moda. A caratterizzarlo sono i colori vivaci, le decalcomanie ai lati del cofano, i paraurti e le finiture cromate, il robusto roll bar a protezione dei passeggeri e i parafanghi allargati che ospitano pneumatici più grandi e sportivi. Per il resto la carrozzeria aperta ricalca l'apprezzato stile delle versioni normali contraddistinto dall'assenza delle portiere e dal frontale con fari e indicatori di direzione circolari posti all'estremità della calandra con le classiche sette feritoie verticali.

DA SPECIALE AD ALLESTIMENTO
Il buon riscontro del Renegade I induce i vertici di AMC a replicare la serie speciale nel 1971 dando vita al Renegade II, versione che si distingue soprattutto per la colorazione nera della parte centrale del cofano, per le tinte più brillanti e per i cerchi rinnovati. I 600 esemplari della “II” vanno a ruba convincendo la dirigenza a osare di più: trasformare la serie speciale in un vero e proprio allestimento di gamma. L'idea si concretizza nel 1973 con la CJ-5 Renegade che ospita diverse novità. Le più visibili sono i nuovi sticker lungo il cofano e l'abitacolo rinnovato, ora con finiture e plancia di maggiore pregio. A fare entrare nei cuori degli appassionati la Renegade è, però, la rinnovata meccanica.

LA JEEP CON IL “NASO LUNGO”
Per la nuova Renegade i vertici Jeep portano per la prima volta sotto il cofano i motori di grossa cilindrata AMC solitamente riservati alle auto sportive e mai visti prima su di un fuoristrada. Più che i 6 cilindri da 3,8 e 4,2 litri, a stupire è il V8 da 5 litri a carburatore da 150 HP SAE “net power”, la nuova misurazione USA che equivale a circa 200 CV dei “vecchi” SAE “gross power”. Un'unità apprezzata soprattutto per l'elevata coppia (296 Nm) che costringe i tecnici a diverse modifiche alla catena cinematica. Per il cambio si adotta il robusto T-15 a tre velocità, riduttore e ponti sono sostituiti con varianti più adeguate e i semiassi rafforzati. Il differenziale Power-Lok è sostituito con il più efficiente Track-Lok a slittamento limitato al ponte posteriore. Altre variazioni rese necessarie dall'adozione del V8 solo lo spostamento del serbatoio da sotto il sedile al posteriore e l'aumento del telaio di 3 pollici, con conseguente allungamento del muso che vale al Renegade il soprannome “long nose”, naso lungo. Tra le novità introdotte sono da citare pure l'introduzione del freno di stazionamento a pedale e la possibilità di avere come optional servosterzo e servofreno.

SUCCESSO CONTAGIOSO
Il successo del CJ-5 Renegade è immediato e non impiega molto a diventare l'oggetto dei desideri dei giovani americani amanti della natura e dell'offroad. A mantenere alto l'interesse sono i ripetuti aggiornamenti. Nel 1974 arriva il nuovo sistema di accensione e la possibilità di montare la radio, l'anno dopo viene introdotta la marmitta catalitica e introdotte diverse modifiche, mentre nel 1977 l'elenco degli optional si arricchisce dei freni a disco e dell'aria condizionata. Negli anni sono introdotte pure altre unità, come il benzina 2.5 di derivazione GM inserito durante gli anni della crisi petrolifera e, per alcuni mercati mediterranei, il diesel 2.4 D da 60 HP. Nel frattempo l'allestimento Renegade arriva anche su altri modelli della gamma Jeep, come la CJ-7 del 1976 che rimarrà in produzione per un decennio e sarà l'ultima CJ a fregiarsi della versione Renegade prima del cambio di consegne con il Wrangler avvenuto nel 1986.

IL LEVI'S EDITION PACKAGE
Le novità meccaniche sono accompagnate da aggiornamenti negli allestimenti e da numerose proposte di cambi di look. Quella rimasta più nei cuori degli appassionati è il Levi's Edition Package, pacchetto realizzato in collaborazione con il noto marchio di jeans, sempre più icona della gioventù americana dell'epoca. Presentato nel 1975 come optional nel CJ-5, diviene di serie sul Renegade dall'anno dopo nei due colori classici, “blue denin” e “tan denin”, e piu' avanti anche con altre tonalità. A costituire il pacchetto sono i sedili in jeans con i famosi bottoni Levi's Strauss, il soft top dello stesso materiale e il logo Levi's sulla fiancata in prossimità della portiera. Una combinazione che piace e porta al record di vendite del CJ-5 che nel 1978 supera la quota di 37.000 unità prodotte contro le 22.000 del 1972. Domanda che rimane sostenuta anche dopo il 1979 quando spariscono dal modello l'adesivo Levi's Edition e i bottoni marchiati, mentre il materiale denim continuerà a venire offerto ancora per diversi anni di serie sul Renegade.

UN MITO ANCORA VIVO
Il CJ-5 esce di produzione nel 1983 dopo oltre 600.000 unità prodotte, un numero straordinario considerato che l'antesignana CJ-3 in tutte le sue varianti non ha superato quota 300.000 nei quindici anni di commercializzazione (1946-1969). Un record in buona parte dovuto alla versione Renegade che, come accennato rimarrà ancora in vita nella gamma CJ con la “7” fino al 1986 per poi essere proposto anche su modelli successivi, come Wrangler (1991-1992) e Cherokee Liberty (2002-2007). Una variante che ha creato un'immagine mitologica del modello e del marchio che ha contribuito al successo di allora e dei decenni successivi. E forse anche di quelle futuro.

Si ringrazia per la consulenza il Registro Italiano Storico Jeep, Historic Branch di Jeepers Generation Association

Scheda Versione

Jeep Renegade
Nome
Renegade
Anno
2014
Tipo
Normale
Segmento
utilitarie
Carrozzeria
SUV e Crossover
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Stefano Panzeri

Tag: Retrospettive , Jeep , auto americane


Listino Jeep Renegade

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.6 E-TorQ EVO 110CV Sport anteriore benzina 110 1.6 5 € 20.900

LISTINO

1.6 E-TorQ EVO 110CV Longitude anteriore benzina 110 1.6 5 € 23.000

LISTINO

1.4 MAir 140cv Longitude anteriore benzina 140 1.4 5 € 24.500

LISTINO

1.6 MJet 105cv Business anteriore diesel 105 1.6 5 € 25.500

LISTINO

1.6 MJet 120cv Longitude anteriore diesel 120 1.6 5 € 25.500

LISTINO

2.0 MJet 120cv Sport 4WD 4x4 diesel 120 2 5 € 25.600

LISTINO

1.4 MAir 140cv Limited anteriore benzina 140 1.4 5 € 26.100

LISTINO

1.4 MAir DDCT 140cv Longitude anteriore benzina 140 1.4 5 € 26.300

LISTINO

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