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pubblicato il 18 marzo 2014

Federauto a Renzi: "Questi incentivi dateli ad altri"

I concessionari italiani scrivono al Premier affinché intervenga in modo sistematico per risollevare il settore

Federauto a Renzi: "Questi incentivi dateli ad altri"

Matteo Renzi è la nuova "speranza" del settore auto. Ancora una volta, come in passato, Federauto ha scritto al governo affinché intervenga per risolvere in maniera sistematica la crisi del settore. Sebbene le immatricolazioni in Europa siano cresciute è presto per parlare di ripresa. "E' prematuro presentare questi dati con toni trionfalistici - ha detto il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi - ad oggi registriamo solo un lieve recupero che non migliora le condizioni di sostenibilità". Secondo la federazione che rappresenta i concessionari in Italia Renzi deve studiare "ben altro per rilanciare un settore devastato dalla crisi e dalle scelte dei precedenti Governi". Per questo Federauto gli ha sottoposto delle proposte "per salvare un settore vitale per l’economia italiana". Cominciamo dagli incentivi: quelli varati dal governo Monti, come Federauto ha detto più volte, sono inutili. L'unico effetto che hanno avuto è "di bruciare risorse dello Stato senza ottenere alcunché: Le consigliamo di bloccare i fondi 2014-2015 e destinare le risorse ad altri". Per accedere agli incentivi auto varati dal governo Monti, lo ricordiamo, bisogna che l'auto desiderata sia elettrica, ibrida, a metano, a biometano, a GPL, a biocombustibili oppure ad idrogeno, quindi niente benzina o diesel. Inoltre i privati possono accedere agli incentivi solo se sono interessati all'acquisto di un'auto con emissioni non superiori a 95gr/km e ci sono altre condizioni, anche per le imprese.

Nella lettera inviata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi dal presidente Filippo Pavan Bernacchi e da tutti i presidenti delle associazioni di marca di autovetture, veicoli commerciali, industriali e autobus commercializzati in Italia, ci sono le proposte portate a conoscenza anche dei Ministri Padoan (Economia), Guidi (Sviluppo Economico) e Lupi (Trasporti). "La nostra sfida quotidiana - c'è scritto - è quella di non rassegnarci e di continuare ad impegnarci ogni giorno per reggere la crisi ma, senza risposte concrete del Governo, questo non potrà bastare". L'ultimo appello riguarda l'efficacia del "tavolo di lavoro" già costituito. Occorre che "il Governo, come in altri Paesi europei, mantenga il focus strategico sul settore automotive" con un'analisi finalmente a tutto tondo e che riguardi anche il tema "dell'inadeguatezza del sistema di norme che, lungi dal garantire un equilibrato svolgimento delle relazioni contrattuali fra case auto e concessionari, non offre, ad esempio, alcuna tutela per gli investimenti effettuati in caso di interruzione del rapporto contrattuale".

[Foto: laboratorio fotografico Chigi]

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Tag: Attualità , roma


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