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Retrospettive

pubblicato il 25 febbraio 2007

Volvo 760

la svedese degli anni '80

Volvo 760
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Correva il lontano febbraio 1982 quando la Volvo 760 GLE faceva la sua comparsa fra i commenti entusiasti di pubblico e giornalisti che la giudicarono elegante ed emozionante, una vettura atipica, ma indiscutibilmente una Volvo.

La 760 arrivò a chiusura di un periodo tormentato, tanto per il settore automobilistico nel suo complesso quanto per la Casa Svedese: la metà degli anni Settanta vide infatti la prima crisi petrolifera e le difficoltà finanziarie di Volvo, alle prese anche con i problemi qualitativi della nuova 240 e con la necessità di creare un'auto capace di conquistare un'ampia fascia di mercato. Tutto questo rispondendo ad esigenze sempre più pressanti di sicurezza e bassi consumi, in un contesto in cui non era affatto chiaro quale fosse il tipo di auto che la clientela desiderava. Per affrontare la situazione, la Casa formò un gruppo di lavoro il cui obiettivo era creare la Volvo degli anni Ottanta: affidabilità, connubio fra design e performance, efficienza dei consumi e bassa rumorosità furono le principali linee-guida individuate.

Dati questi parametri, dopo lunghe discussioni, il gruppo arrivò ad un accordo sull'aspetto della nuova auto che sarebbe dovuta essere più corta della 240/260, ma più larga nella parte posteriore, e più leggera di circa 100 kg; per quel che riguarda i motori sarebbero stati utilizzati i già esistenti 4 cilindri e V6, oltre al diesel 6 cilindri all'epoca in stato di prototipo. Ragioni di costi fecero sì che la maggior parte degli altri contenuti tecnici fosse ripresa dalla serie 200 con minime modifiche anche se non si scese a compromessi sulla carrozzeria, che doveva essere assolutamente nuova e originale. Vennero presentate molte proposte, svariate provenienti da fonti esterne a Volvo: la scelta non fu semplice e alla fine rimasero in lizza il disegno sostenuto dal reparto marketing e quello proposto dal dipartimento design. Il capo designer optò saggiamente per un compromesso: il risultato fu una berlina, ma con un'estesa sezione posteriore da giardinetta, una coda corta e tronca, squadrata come il vetro posteriore quasi verticale. I fianchi diritti davano una sensazione di spaziosità ed effettivamente l'abitacolo era molto confortevole.

In un mercato automobilistico invaso da forme morbide e sfumate, l'aspetto di scatola delle Volvo stava diventando una sorta di icona. Per la prima volta nella sua storia, Volvo testò le reazioni del pubblico prima di lanciare la nuova auto: i risultati non furono internamente positivi, ma negli U.S.A. - il principale mercato target - le risposte furono entusiaste e la 760 rispecchiò esattamente il gusto dei consumatori. Per questo si decise di portare avanti il progetto così com'era: esso entrò nella sua fase finale nel 1978, con il nuovo nome di "progetto 1155". Dopo 3 milioni di chilometri, nelle più estreme condizioni possibili di caldo e freddo, nel 1980 fu svelata la VCC, concept car che preparava il lancio ufficiale della nuova Volvo - rispetto alla quale era soltanto un po' più corta nel posteriore.

Inizialmente prevista per il Salone di Francoforte dell'autunno 1981, la presentazione della nuova 760 fu posticipata perché la qualità raggiunta non era adeguata agli standard Volvo. Il debutto arrivò nel febbraio 1982: la 760 era un'auto dalle linee audaci, totalmente nuove, confortevole e allo stesso tempo capace di regalare un grande piacere di guida. Tre i motori disponibili: un 4 cilindri turbo e un 2.8 V6 a benzina, oltre al turbodiesel 6 cilindri in linea D24 (costruito da Volkswagen secondo le specifiche Volvo) che faceva della 760 la diesel con la migliore accelerazione disponibile sul mercato. Come da sua abitudine, la Casa introdusse per primo il modello top di gamma, seguito gradualmente dalle altre versioni sia a quattro che a cinque porte.

Fu un successo sia in Svezia che nei mercati esteri. Un successo che costituì il fulcro di Volvo sia in termini di prodotto che di situazione economica, fornendo le basi per la sopravvivenza e la crescita della Casa. Senza la 760 non ci sarebbero state la 850, la S80 e così via. La 760 era pensata per durare tutti gli anni Ottanta, e così fu: dopo 221.309 esemplari (1.230.704 se si considera anche la 740), la 760 fu pensionata nell'autunno 1990 dalla 960. Una onorata carriera, che al Costruttore Volvo aveva garantito alti profitti e aggiunto prestigio per un intero decennio.

Autore: Silvia Morsiani

Tag: Retrospettive , Volvo


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