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pubblicato il 13 marzo 2014

"Gratta e sosta" per le strisce blu: i Comuni barano

Il Codice della strada non prevede multe se si supera il tempo pagato per la sosta

"Gratta e sosta" per le strisce blu: i Comuni barano

Scoppia la polemica del “Gratta e sosta” delle strisce blu. Per chi ne compra uno, e sfora il tempo pagato con il tagliando, il Codice della strada non prevede nessuna multa; il Comune ha diritto ad avere dall’automobilista un’integrazione del pagamento, maggiorata di eventuali penalità da determinare con regolamenti comunali. Questa è una regola nota da anni, e anche ribadita da una circolare del ministero dei Trasporti risalente addirittura dal 2010 (parere numero 25783): “La sanzione di cui all’articolo 7 comma 15 del Codice della strada si applica nel caso in cui la sosta sia vietata ovvero limitata nel tempo regolamentata secondo la categoria dei veicoli. Qualora la sosta sia consentita senza limitazioni di tempo, ancorché assoggettata a pagamento, non ricorrono le condizioni per l’applicazione di quella sanzione. Se la sosta viene effettuata omettendo l’acquisto del ticket orario, deve essere necessariamente applicata la sanzione del Codice della strada”. E questo è pacifico: se non paghi, c’è il verbale normale. “Se invece - dice la circolare - viene acquistato il ticket, ma la sosta si prolunga oltre l’orario di competenza, allora non si applicano sanzioni. Ma si dà corso al recupero delle ulteriori somme dovute, maggiorate dalle eventuali penali stabilite da apposito regolamento comunale”. Lo dice l’articolo 17 comma 132 della legge 127/1997.

UNA MULTA SENZA GIUSTIFICAZIONE
Ma c’è di più. La circolare dice: “A parere di questo ufficio, in caso di omessa corresponsione delle ulteriori somme dovute, l’ipotesi di applicare la sanzione di cui all’articolo 7 comma 15 del Codice della strada, non è giuridicamente giustificabile”. Il motivo? “L’eventuale evasione tariffaria non configura violazione alle norme del Codice, bensì una inadempienza contrattuale, da perseguire secondo le procedure a tutela del diritto patrimoniale dell’ente proprietario o concessionario”. Ma allora, perché tutti i Comuni si ostinano imperterriti ad appioppare multe da Codice della strada che non sono valide? La questione è molto delicata e complessa, come OmniAuto.it aveva denunciato già tempo fa. E va oltre il semplice “Gratta e sosta”, coinvolgendo argomenti ancora più scottanti, riguardanti il Codice della strada: la cartellonistica che avvisa della presenza degli autovelox, la segnaletica che annuncia la presenza delle Zone a traffico limitato, l’installazione di telecamere ovunque, il Grande Fratello che controlla la velocità anche su strade urbane non a scorrimento veloce; e la creazione di strisce blu ovunque, perfino in periferia, con un profluvio di aree di rilevanza urbanistica (requisito indispensabile per le aree di sosta a pagamento).

MA SI PUO' FARE RICORSO?
Tornando al “Gratta e sosta” con il tempo sforato sulle strisce blu, è possibile fare ricorso in caso di multa irregolare basata sul Codice della strada? Secondo il Codacons, sì. Avete tempo 60 giorni se ricorrete al Prefetto, competente per il luogo dove è avvenuta l’infrazione: chi perde, però, paga il doppio. In teoria, ci sarebbe anche il ricorso al Giudice di pace, ma occorre pagare un tassa di una quarantina di euro: il gioco non vale la candela. E anche questa è una norma molto discutibile, che va a ledere il diritto alla difesa del cittadino. A tutto vantaggio dei Comuni...

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , parcheggio , multe


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