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pubblicato il 13 marzo 2014

Rca, il 6% degli automobilisti viaggia senza

I controlli della Polizia Stradale mostrano una forte evasione dell'assicurazione obbligatoria

Rca, il 6% degli automobilisti viaggia senza

Ventidue persone denunciate, 130 auto senza Rca: è questo il bilancio di un’operazione in ambito nazionale della Polizia stradale finalizzata al controllo delle assicurazioni. In tutta Italia, 415 pattuglie hanno setacciato le strade 6.000 veicoli: il 6% è risultato privo di copertura obbligatoria. L’attività di contrasto e repressione è tesa a mantenere alta la percezione di incisività degli organi della Polizia di Stato contro tutti quei comportamenti alla guida dei veicoli considerati particolarmente gravi per la società, come quello di circolare senza Rca. Ricordiamo che la multa per chi non ha la polizza è di 841 euro, più il sequestro del veicolo. Che sarà restituito entro 60 giorni se il proprietario paga la sanzione, le spese di custodia e un premio assicurativo di almeno sei mesi. La multa scende a un quarto della somma prevista se la copertura assicurazione è riattivata entro 30 giorni dalla scadenza; oppure se l'interessato entro 30 giorni dalla scadenza della contestazione rottama il mezzo. E si ha diritto a uno sconto del 30% se si paga entro cinque giorni.

ALTRI NUMERI RECENTI
Secondo una recente indagine, in Italia circolano 4 milioni di veicoli sprovvisti di copertura assicurativa, di cui 2,8 milioni sono auto. Sono più dell’8% del totale e il mancato incasso per le Compagnie sfiora i 2 miliardi di euro, ma il danno maggiore è per i conducenti onesti che con la loro polizza assorbono anche i costi diretti e indiretti imputabili ai furbetti dell’assicurazione. I dati sono il frutto di una proiezione dell’Automobile club d’Italia sulla base di una rilevazione condotta in collaborazione con il Comune di Roma, Polizia Roma Capitale e Ania (Assicurazioni). Incrociando in tempo reale i dati Pra (Pubblico registro automobilistico)-Ania dei 41.825 veicoli che nella settimana dal 24 al 30 ottobre 2012 hanno generato 190.391 passaggi registrati dalle telecamere nelle Zone a traffico limitato della capitale, è stato accertato che il 9% delle auto e il 15% dei motocicli in transito erano senza assicurazione, come il 17% degli autoveicoli promiscui, il 4% degli autocarri e il 2% di autobus e pullman. I controlli sono stati effettuati in 29 dei 41 varchi Ztl di Roma (Centro storico, Trastevere e San Lorenzo) e su 5 delle 16 corsie preferenziali presidiate da sistemi di telecontrollo. Sono mine vaganti, queste auto senza Rca, perché quando una macchina senza polizza obbligatoria vi tampona (o è responsabile in altro modo di un sinistro), dovrete rivolgervi al Fondo vittime della strada. Il che equivale a una trafila burocratica durissima. Fra l’altro, chi è consapevole di non avere la Rca “scherza col fuoco”, e potrebbe diventare un pirata della strada: causa un sinistro e poi scappa per il timore delle conseguenze dell’incidente.

LA BUONA FEDE NON CONTA
C’è anche chi viaggia senza Rca, ma a propria insaputa. A nulla vale addurre come scusa la buona fede, ossia il fatto di essere stati raggirati. In che modo? È il caso delle Compagnie fantasma: i truffatori “mischiamo le carte” di continuo. Può darsi che l'Assicurazione esista, abbia sede all'estero, ma non operi in Italia. Oppure è abilitata a operare nel nostro Paese, però unicamente nel ramo Vita e non in quello Rca. O, ancora, è sì autorizzata anche al ramo Rca solo da pochi giorni, e quindi non possono esistere polizze risalenti a settimane addietro. In questo modo, le bande vendono per pochi euro l'anno i tagliandi fasulli (facendo un bel bottino, specie al Sud), approfittando della crisi e del caro-Rca che spinge gli automobilisti a cercare tariffe ultra low cost. E infatti al centinaio di Compagnie fantasma esistenti dal 2003, se ne sono aggiunte parecchie altre di recente.

ALTRE TRUFFE IN ITALIA
In particolare, l’Ivass (l’Istituto che vigila sulle Assicurazioni) segnala una nuova ondata di Compagnie fantasma. C’è la Globins Ltd, Intermediazione di marketing tra Compagnie di assicurazioni e riassicurazioni. È una società che non rientra tra le imprese autorizzate o, comunque, abilitate all’esercizio dell’attività assicurativa sul territorio della Repubblica. Pertanto, l’eventuale stipula di polizze Rca recanti quell’intestazione comporta per i contraenti l’insussistenza della copertura assicurativa e per gli intermediari lo svolgimento di un’attività non consentita dalle vigenti disposizioni normative. Sulla polizza sono riportati i dati del seguente intermediario: “Broker Service Italia R. Giuffrida Nasonte”. Che non risulta iscritto nel Registro unico degli intermediari assicurativi italiani né nell’elenco degli intermediari dell’Unione europea. In precedenza, l’Ivass aveva reso noto che era stata segnalata la commercializzazione di una polizza intestata alla società L’Equite Iard, che non rientra tra le imprese autorizzate o, comunque, abilitate all’esercizio dell’attività assicurativa sul territorio della Repubblica. La suddetta denominazione sociale non deve essere confusa con quella di “L’Equite Assurances”, società con sede in Francia, abilitata all’esercizio dell’attività assicurativa in regime di libera prestazione di servizi in Italia, ma non nel ramo Rca. Occhio poi alla Direct Seguros S.A., società che non rientra tra le imprese autorizzate o, comunque, abilitate all’esercizio
dell’attività assicurativa sul territorio della Repubblica. La suddetta denominazione sociale è simile a quella della Compagnia assicurativa di diritto spagnolo Direct&Quixa Seguros Y Reaseguros S.A.U. (già Hilo Direct Seguros Y Reaseguros S.A.), abilitata a operare in Italia nel ramo Rca in regime di stabilimento (ossia con una sede stabile).

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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