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pubblicato il 10 marzo 2014

Malaysia Airlines, l'auto elettrica dietro l'ipotesi di terrorismo

A bordo dell'aereo caduto in mare c'erano 20 tecnici specializzati. Le autorità di Kuala Lumpur e l'FBI indagano

Malaysia Airlines, l'auto elettrica dietro l'ipotesi di terrorismo

L'auto elettrica e le nuove tecnologie legate alla mobilità potrebbero essere connesse al drammatico incidente del volo MH370 della Malaysia Airlines che sabato scorso è scomparso dai radar mentre volava da Kuala Lumpur a Pechino con 239 persone a bordo. Venti passeggeri erano dipendenti della compagnia Freescale Semiconductor di Austin, Texas, ovvero ingegneri specializzati in ricerca sull'energia pulita. Alcuni giornali stranieri - tra cui beforeitsnews.com - ipotizzano che l'aereo sarebbe stato dirottato e fatto esplodere per ragioni legate alla presenza di questi esperti. E' solo una supposizione, di certo c'è che 12 passeggeri della Freescale Semiconductor erano cittadini malesi ed otto cinesi. Le autorità di Kuala Lumpur stanno indagando, ed anche l'FBI. Intanto sono stati ritrovati dei frammenti in mare forse appartenenti al Boeing 777 della Malaysia Airlines, che potrebbe essere esploso quando volava a 11mila metri di quota. L'ipotesi di terrorismo è rafforzata da due elementi: uno riguarda la tipologia di frammenti rinvenuti in mare e l'altro l'identità di due passeggeri che viaggiavano con passaporti rubati. Se l'aereo fosse solo precipitato i frammenti rinvenuti nelle acque tra la Malaysia ed il Vietnam sarebbero stati più composti e meno sparsi; in secondo luogo gli investigatori avrebbero i filmati che mostrano i due sospetti salire a bordo con i documenti falsi appartenenti all'italiano Luigi Maraldi (37 anni) e all'austriaco Christian Kozel (30 anni). Ad entrambi erano stati rubati i passaporti durante una vacanza in Thailandia e questi documenti erano stati aggiunti all'elenco creato dopo l'11 settembre per migliorare la sicurezza. Stando alla ricostruzione del Guardian questi due uomini viaggiavano insieme, perché avevano biglietti con numerazione consecutiva acquistati lo stesso giorno (il 6 marzo) e nessuno dei due - sebbene l'aereo fosse diretto a Pechino - aveva il visto per la Cina.

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Tag: Attualità , auto elettrica


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