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pubblicato il 5 marzo 2014

Sicurezza stradale, emergenza buche e voragini

Nel 2013 il consumo di asfalto si è dimezzato, con riflessi negativi per la qualità delle strade

Sicurezza stradale, emergenza buche e voragini

Nel nostro Paese, il consumo di asfalto (conglomerato bituminoso) si è attestato a 21 milioni di tonnellate, meno della metà dei 44 milioni di tonnellate usati nel 2006 per la costruzione e la manutenzione stradale. Lo ha appena reso noto l'Associazione dei costruttori e manutentori delle strade (Siteb), che lancia l'allarme sulla sicurezza stradale a causa della ''scarsa manutenzione'', anche alla luce dell'emergenza maltempo delle scorse settimane e dell'emergenza buche, a partire da Roma. I dati dei consumi petroliferi relativi al 2013 indicano, rispetto al 2012, un nuovo calo nei consumi di bitume, pari al 5,7% (-1,8 milioni di tonnellate): attenzione, la soglia minima per avere una manutenzione accettabile, dice il SIteb, è di almeno 40 milioni di tonnellate di asfalto su base annua.

DEGRADO DELLE STRADE
''Il degrado delle nostre strade dipende da una serie di fattori, primo tra tutti l'assenza di una manutenzione programmata; si interviene solo per tamponare l'emergenza, con risultati effimeri, e alla lunga si spende di più senza risolvere i problemi'', lancia l’allarme il presidente del Siteb, Carlo Giavarini, che punta il dito anche contro i criteri di aggiudicazione delle gare d'appalto ''basati in prevalenza sul massimo ribasso. Potrebbero forse funzionare se si mettessero in atto controlli scrupolosi durante l'esecuzione dei lavori, ma ciò non avviene e ci si trova così costretti a continui ripristini di opere eseguite da poco tempo''. L’Italia possiede un patrimonio di 500.000 chilometri di strade principali extraurbane, cui si aggiungono le strade all’interno alle città e quelle secondarie o private, per un totale che supera gli 850.000 chilometri. Il dissesto, denuncia il Siteb, è dovuto alla mancanza di una seria e programmata manutenzione. In alcuni casi il degrado è in prevalenza di carattere superficiale, ma perlopiù è dovuto al collasso degli strati di base sottostanti. Anche le vendite di macchine e impianti per i lavori stradali sono diminuiti vistosamente: oggi sono un decimo rispetto ai numeri di 10 anni fa. La situazione migliore riguarda le autostrade, che rappresentano una porzione minore (circa 6.600 chilometri) di tutta la rete stradale italiana.

RATTOPPI ALLA BELL’E MEGLIO
“Il degrado delle nostre strade - spiega Carlo Giavarini, presidente Siteb - dipende da una serie di fattori, primo tra tutti l’assenza di una manutenzione programmata; si interviene solo per tamponare l’emergenza, con risultati effimeri e, alla lunga, si spende di più senza risolvere i problemi. Spesso, i lavori vengono eseguiti da soggetti che non possiedono adeguate qualifiche, con scarsi controlli da parte dell’amministrazione (per mancanza di risorse), e senza il necessario riscontro sui materiali utilizzati; ci si trova così costretti a continui ripristini di opere, eseguite anche da poco tempo, con evidenti danni economici per la collettività”. D’altronde, negli ultimi tre anni (2011-2013) il crollo delle vendite in Italia è stato anche superiore al 60% per finitrici e rulli, mentre negli ultimi 10 anni la diminuzione la contrazione del mercato ha toccato quota 90%. E nel resto d’Europa? Molti Paesi hanno intrapreso iniziative volte a rilanciare la manutenzione. Ultima in ordine di tempo è stata la Gran Bretagna, che ha varato un piano di 119,8 miliardi di euro (100 miliardi di sterline) per le infrastrutture, che si completerà in sette anni: alla manutenzione delle strade sono stati destinati, per ora, 5,15 miliardi, di cui 2,27 verranno spesi nel 2014. È previsto che questo programma di sviluppo stradale produrrà un incremento economico di oltre 22,5 miliardi, mentre i posti di lavoro creati nel 2014 nel settore delle costruzioni stradali saranno oltre 9.500.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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