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pubblicato il 24 febbraio 2014

Renzi per noi automobilisti: ecco le gatte da pelare

Rc auto, codice della strada, omicidio stradale, archivio unico… l'ex sindaco di Firenze ha tanto da lavorare anche in questo settore

Renzi per noi automobilisti: ecco le gatte da pelare

Assicurazioni auto: il disegno legge Rca è la prima di una serie di patate bollenti che si trova ad affrontare il Governo Renzi. Il ddl presentato dal Governo Letta prevede che gli automobilisti danneggiati, dopo un incidente, vengano indirizzati verso i carrozzieri convenzionati con le Assicurazioni. Questo, secondo Federcarrozzieri, lede il diritto alla libertà di scelta: l'automobilista non può scegliere se rivolgersi al carrozziere di fiducia, indipendente, o se farsi incanalare verso il carrozziere indipendente. Il ddl è nocivo, stando a Federcarrozzieri, per il libero mercato e per la concorrenza: i grandi Gruppi assicurativi costituiscono un "cartello", impedendo ai carrozzieri indipendenti di avere pari opportunità. E i presunti sconti sulle tariffe assicurative a favore degli automobilisti, previsti dal disegno di legge Rca, vengono compensati con una limitazione della libertà dell'automobilista. Il ministero dello Sviluppo economico del Governo Renzi premerà affinché quel disegno legge Rca diventi legge? Oppure ci sarà un cambiamento di rotta rispetto al Governo Letta? A questo e a numerosi altri interrogativi bisognerà dare una risposta.

IL PARERE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA
Fra l’altro, occorrerà vedere se e come il Governo Renzi terrà in considerazione il negativissimo parere della commissione Giustizia su quelle possibili norme Rca. Secondo la commissione, il risarcimento in forma specifica attribuisce all'assicuratore il potere di decidere le condizioni di mercato dell'autoriparazione; e la conseguente riduzione dei margini di impresa determinerebbe una riduzione degli standard qualitativi e di sicurezza delle riparazioni. Secondo il disegno di legge, l'Assicurazione può vietare la cessione del diritto al risarcimento del danno causato dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti: per la commissione, c’è una grave limitazione delle facoltà contrattuali degli assicurati (espressamente riconosciute dal Codice civile) e l’attribuzione di maggiore forza contrattuale all'assicuratore.

LA RIFORMA DEL CODICE
Da valutare la posizione del Governo Renzi sulla possibile riforma del Codice della strada. Eravamo rimasti al sottosegretario ai Trasporti Erasmo D'Angelis, che mirava a un Codice più snello e leggibile: "Abbiamo l'obbligo di aumentare la sicurezza stradale in una Paese tra i più indisciplinati del mondo e con più vittime. Ma prima, arriverà un decreto ministeriale che chiarirà molti aspetti e soprattutto potenzierà l'offerta di ciclabilità, settore importante e in crescita: negli ultimi due anni, dopo 50 anni, l'acquisto delle biciclette ha superato l'acquisto delle automobili, segnale che gli italiani sono più avanti della politica". Al di là degli annunci, nulla è stato fatto… Idem per il possibile nuovo reato di omicidio stradale. Solo nel 2013, sono stati addirittura 973 gli episodi di guidatori in fuga dopo un sinistro, osservati dall’Osservatorio il Centauro-Asaps: 114 persone uccise, 1.168 quelle ferite. In almeno un caso su tre, la causa del sinistro è l’alcol (o la droga). Oggi, la “proporzionalità” della pena non pare rispettata e le pene effettive decise dai giudici per chi uccide in auto sono intorno ai due anni (per l’omicidio colposo, ossia per imprudenza): ecco perché c’è chi mira a introdurre l'omicidio stradale, chi si avvicina a quello doloso, commesso volontariamente. Il nuovo reato prevederebbe, se mai arrivasse, una pena da 8 a 18 anni per chi causa gravi incidenti in stato alterato da droghe o alcol, l'arresto in flagranza di reato, e il ritiro definitivo della patente (“ergastolo della licenza di guida”).

ARCHIVIO UNICO
Non ultimo, ecco il guaio dell’archivio unico. Adesso, abbiamo due registri: la Motorizzazione civile e il Pubblico registro automobilistico (Pra, ovvero l’Aci). Ma la legge di Stabilità prevede l’unificazione di quei due archivi, a patto che arrivino alcuni regolamenti ministeriali: faranno capolino con il Governo Renzi? Con un unico registro "si eliminerebbero tutte le inutili duplicazioni strutturali e procedurali che oggi fanno gravare su automobilisti, imprese e operatori del settore il fardello dei doppi costi, sia di natura fiscale che documentale e la duplicazione di oltre 50 milioni di documenti cartacei da produrre e consegnare ai due uffici pubblici (Motorizzazione e Pra)", ha spiegato Ottorino Pignoloni, segretario nazionale Unasca Studi di consulenza automobilistica. Non resta che attendere.

[Foto: Laboratorio fotografico Chigi]

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada


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