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pubblicato il 20 febbraio 2014

PSA: la famiglia Peugeot divide il controllo con lo Stato ed i cinesi

L'accordo verrà ufficializzato il 26 marzo, quando arriverà a Parigi il presidente cinese Xi Jinping

PSA: la famiglia Peugeot divide il controllo con lo Stato ed i cinesi

Dopo più di due secoli dalla fondazione di Peugeot, il gruppo PSA Peugeot-Citroen non è più controllato dalla famiglia francese. La svolta storica è stata comunicata oggi ed è stata molto sofferta per Thierry Peugeot che a differenza di suo cugino Robert sperava di evitarla. Invece ha vinto Robert che, appoggiato dalle Banche, ha ottenuto dal consiglio di amministrazione l'aumento di capitale di tre miliardi di euro per far entrare in PSA Peugeot-Citroen due nuovi soci: la casa auto cinese Dongfeng e lo Stato francese. La quota della famiglia Peugeot è così scesa dal 25,4% al 14% del capitale ponendosi allo stesso livello di Dongfeng e dello Stato. La scelta è stata presa per rilanciare il Gruppo nato negli anni '70 dalla fusione di Peugeot SA con Citroen SA. Una rinascita che passa per la Cina e che alcuni battezzano "il Leone a tre teste". Per la prima volta il consiglio di sorveglianza non sarà presieduto da un Peugeot e nel ruolo operativo di presidente del direttorio c'è Carlos Tavares, ex Renault. Per domani sono attesi i dettagli della ricapitalizzazione e verranno resi noti i risultati 2013 del costruttore.

LA RINASCITA DALL'ORIENTE
La decisione di ricapitalizzare la società non è ovviamente accaduta all'improvviso. Da due anni circa PSA, a corto di liquidità, era alla ricerca di un partner e tra le varie ipotesi c'è stata anche quella di Fiat, impegnata però nella fusione con l'americana Chrysler. Alla fine PSA ha chiuso l'accordo con la Dongfeng Motor Corporation, una delle più grandi aziende cinesi produttrici di auto insieme a Chang'an Motors, FAW Group e SAIC Motor, con cui PSA collabora da circa vent'anni con una produzione congiunta nel 2013 pari a 557mila auto. Il rilancio della società passa quindi per l'Oriente, tanto che l'accordo sarà firmato il 26 marzo a Parigi quando arriverà in Francia il presidente cinese Xi Jinping.

IL TERZO LEONE
Accanto a Peugeot e a Dongfeng c'è lo Stato francese, il terzo Leone nel capitale di PSA che già da anni segue e appoggia l'attività del produttore di auto. Il ministro francese delle Attività Produttive, Arnaud Montebourg, ha definito la scelta del governo di entrare nella società come "una decisione di patriottismo economico e industriale. E' lo Stato che ha garantito la resistenza di PSA in un periodo di calo del mercato europeo dell'auto". In questo accordo lo Stato francese ha investito quanto Dongfeng: 800 milioni di euro. Il portavoce del Governo francese, Najat Belkacem, ha detto che questa "è la dimostrazione della capacità di mantenere l'attività e l'occupazione in un'industria che è il fiore all'occhiello della Francia". Non solo, il ministro dell'Economia, Pierre Moscovici, ha annunciato che questo investimento "strategico" permetterà di "rafforzare l'ancoraggio in Francia di Psa". Il settore auto in Francia, ha aggiunto, "rappresenta 400mila posti di lavoro diretti e due milioni di posti di lavoro indiretti".

GLI OBIETTIVI DELLA NUOVA PSA
Domani saranno resi noti i dettagli dell'accordo, ma già trapelano numeri ambiziosi. Le auto prodotte in Francia dovrebbero passare dalle attuali 930mila unità annue ad un milione nel 2016, con un investimento di 1,5 miliardi di euro. All'estero si guarda alla Cina e al Sud-Est asiatico, dove grazie alla collaborazione di Dongfeng di dovrebbero risparmiare 400 milioni di euro all'anno fino al 2020. Il piano prodotti prevede il lancio fino a tre nuovi modelli all'anno per Peugeot, Citroen e la cinese JV. L'alleanza con General Motors in Europa è stata confermata e stando alle stime di PSA servirà a fruttare 1,2 miliardi di euro fino al 2018. Inatnto alla Borsa di Parigi il titolo Peugeot ha perso il 2,1%.

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Tag: Mercato , dall'estero


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