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pubblicato il 20 febbraio 2014

Quanto guadagnano le case automobilistiche?

Più di 16.000 euro a macchina se ti chiami Porsche. Poco meno per Ferrari, mentre molti marchi generalisti vendono in perdita

Quanto guadagnano le case automobilistiche?
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Ne vogliono vendere 50.000 all'anno, di Porsche Macan. "E allora?!", direte voi. Beh, diciamo che è un numero che fa riflettere, quello dichiarato in occasione della presentazione del nuovo "baby" SUV di Stoccarda. Il perché lo si intuisce pensando che l'auto più venduta d'Europa, la Volkswagen Golf, nel 2013 ha venduto 500.000 macchine: un'auto di nicchia come la Macan su scala mondiale farà un decimo di quel volume, il che vuol dire guadagnare dei bei soldi. Quanti lo vedremo fra poco, ma il bello è che potranno essere investiti nello sviluppo di sportive come la Cayman o la 911, alla faccia di chi storce il naso davanti a una Porsche Suv, magari con motore diesel. Questa strategia, seguita da anni dal marchio tedesco, è un po' il modello di business che anche Sergio Marchionne vuole trasferire sul gruppo FCA (Fiat-Chrysler), facendo più auto "premium" e meno auto "generaliste". Come le prossime Alfa Romeo. O come le Maserati. Ma davvero l'auto di lusso è l'uovo di Colombo? Facciamo un po' di conti…

PIÙ UN’AUTO È CARA, PIÙ CI SI GUADAGNA
Secondo una ricerca del Car Institute dell'università tedesca di Duisburg-Essen, relativa al 2013, Porsche guadagna in media più di 16.500 euro su ogni auto venduta. Non c'è nessun altro marchio che riesca a fare meglio. Al secondo posto si piazzano Ferrari (appena stata incoronata come il marchio più forte del mondo) e Maserati, che considerate nell'insieme su ogni macchina consegnata hanno un utile di 15.000 euro (trovate la classifica delle altre case automobilistiche in fondo all’articolo). Questo significa che in un anno, prevedendo di vendere 50.000 Porsche Macan, il marchio tedesco del gruppo Volkswagen conta di mettersi in tasca 800 milioni di euro. Senza contare gli utili provenienti dagli altri modelli, "di volume" e di nicchia: il Suv Cayenne (con 80.000 unità nel 2013 è stata la Porsche più venduta), la berlina Panamera e le sportive Boxster, Cayman e 911 (la 918 Spyder fa categoria a sé). Il marchio Porsche, comunque, resta un costruttore di vetture premium esclusive, con una quota di mercato mondiale ormai prossima allo 0,25% (160.000 auto consegnate nel 2013, +15% rispetto al 2012, record annuale storico): praticamente, su 1.000 auto nel mondo, circa 3 sono delle Porsche.

UN’ECONOMIA (ITALIANA) DA SOGNO
Il “caso” Macan (al pari del fenomeno Range Rover Evoque), insomma, è l’espressione di un tipo di economia di cui si parla molto, che riguarda l’Europa e in particolare l’Italia. E cioè quella che punta sul valore aggiunto, sul know how, per sopravvivere con la qualità ai cambiamenti di scenario di mercato globale dove i Paesi emergenti sono imbattibili in termini di quantità elevate e riduzione dei costi. Nel settore dei beni di lusso, infatti, vale la legge di mercato per cui a un prodotto di nicchia viene associato il prezzo di acquisto più elevato. A volte anche indipendentemente dalla reale pregiatezza o dal valore del bene: è quel che succede quando la curva della domanda viene definita “rigida” o “anelastica”, che fa sì che il prezzo elevato diventi, sinonimo di esclusività, in combinazione con la rarità garantita dai bassi numeri di vendita. L’Italia sulla carta ha il tessuto industriale perfetto per questo tipo di economia, che esalterebbe anche l’artigianato, il settore dell’agroalimentare e del turismo. Nel mondo dell’auto i primi segnali arrivano dal rilancio del marchio Maserati, che punta a vendere nel 2015 proprio 50.000 vetture, come la produzione annuale della Porsche Macan, permettendo al neonato gruppo FCA Fiat-Chrysler di fare margini con modelli di nicchia e iniziare a realizzare modelli come la nuova Alfa Romeo Giulia, ma "con le spalle coperte".

LA CLASSIFICA DI CHI FA PIÙ SOLDI
La lista dei marchi automobilistici “buoni e cattivi” stilata dall’università di Duisburg-Esse, posiziona i tre principali brand tedeschi premium dietro ai già citati marchi Porsche e Ferrari-Maserati. Per ogni auto venduta, infatti, Audi guadagna in media più di 3.800 euro, generando un Ebit (voce di bilancio relativa all’utile prima di pagare tasse e interessi) del 10,5%, su ogni vettura. BMW è subito dietro, con un guadagno di quasi 3.500 euro (Ebit 9,8%), mentre Mercedes supera di poco i 2.000 euro (4,9% di Ebit). Ma non c’è proprio speranza per i marchi generalisti? Toyota, in realtà, non se la passa così male: il primo costruttore al mondo in termini di volumi (10 milioni di auto prodotte nel 2013) si mette in tasca circa 1.800 euro su ogni auto che vende (Ebit 9%), con a ruota Hyundai (poco più di 1.000 euro | 9,3%) e un altro brand coreano, Kia (circa 900 euro | 7,6%). Ci sono poi i giapponesi di Nissan (oltre 800 euro | 5,6%) e Honda e per Honda (più di 750 euro | 4,0%), mentre Chrysler - computata separatamente da Fiat - guadagna quasi 770 euro per ogni vettura venduta (Ebit 3,7%). Restando negli USA, Ford Motor Company (intesa come la sola divisione americana del gruppo, filiale europea esclusa) supera i 700 euro di margine unitario (3,7% di Ebit); General Motors fa segnare rispettivamente (poco più di 600 euro | 5,2%). Fra quelli che invece ci perdono nel vendere automobili c’è Fiat, con 130 euro di disavanzo per ogni auto immatricolata e -1% di Ebit (nel 2012 la perdita era di quasi 400 euro a macchina). Nel gruppo Volkswagen è Seat a registrare “segni meno” (più di 150 euro di perdita su ogni veicolo | - 1,4% di Ebit). A seguire il gruppo PSA Peugeot-Citroen (circa -350 euro | -3,9%), il marchio Opel (circa -400 euro | -2,9%), Renault (circa - 450 euro | - 3,1%), Ford (quasi -850 euro | - 5,7%). Per completezza, riportiamo anche gli Ebit di Ferrari-Maserati (+11,9%) e di Porsche (+18,4%): un marchio al top, che nella sua storia ha prodotto veicoli umili come il trattore diesel Junior, fino a vetture su misura come la 928 S Viersitzer realizzata per Ferry Porsche, oltre che vetture da corsa di ogni categoria. Nelle immagini della fotogallery ne trovate alcune, esposte nello stabilimento di Lipsia dove è stata appena presentata la Macan.

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Tag: Mercato , Porsche , produzione


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