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pubblicato il 19 febbraio 2014

Reato di omicidio stradale, ora tocca a Renzi

Il suo potrebbe essere l'esecutivo che cambierà il Codice della strada

Reato di omicidio stradale, ora tocca a Renzi

È dal 2011 che si parla del nuovo possibile reato di omicidio stradale, ma in tre anni non si sono fatti passi avanti, nonostante le numerose promesse dei politici che si sono succeduti al Governo. E così, adesso, la palla passa al futuro premier, Matteo Renzi, che più volte si è espresso a favore del miglioramento della sicurezza stradale in Italia: non resta che attendere di capire il suo orientamento in merito all’omicidio stradale. Attualmente, l'articolo 589 del Codice penale, collegato al Codice della strada, parla di omicidio colposo (dovuto a imperizia, imprudenza), con pene da 2 a 10 anni per chi causa gravi incidenti in stato alterato da droghe o alcol. Grosso modo come il furto pluriaggravato (per esempio, il borseggio in un autobus). La “proporzionalità” della pena non pare rispettata e le pene effettive decise dai giudici per chi uccide in auto sono intorno ai due anni: ecco perché c’è chi mira a introdurre l'omicidio stradale, chi si avvicina a quello doloso, commesso volontariamente. Il nuovo reato prevederebbe, se mai arrivasse, una pena da 8 a 18 anni per chi causa gravi incidenti in stato alterato da droghe o alcol, l'arresto in flagranza di reato, e il ritiro definitivo della patente (“ergastolo della licenza di guida”).

QUESTIONE SPINOSA
Che Renzi, se diverrà premier, debba risolvere la questione spinosa dell’omicidio stradale è un dato di fatto. A inizio anno, il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, aveva promesso che, entro fine gennaio 2014, avrebbe portato in Consiglio dei ministri un pacchetto di norme sulla giustizia, comprendente l’introduzione del reato di omicidio stradale. Non se n’è fatto nulla, perché ci sono parecchie resistenza in Parlamento. A febbraio, il ministro ha ricevuto presso il suo ufficio in via Arenula il presidente della Aifvs (Associazione italiana familiari e vittime della strada) Giuseppa Cassaniti: obiettivo dell’incontro, le misure contro i pirati della strada. Il ministro della Giustizia ha convenuto con le Vittime: attualmente le pene per i criminali stradali si attestano sempre al minimo della pena e non sono congrue rispetto alla entità del danno arrecato alle vittime, non consentendo alcuna riconciliazione ed espiazione effettiva. Così si è impegnata a portare al Consiglio dei ministri la proposta di riforma dell’omicidio colposo stradale. Secondo la Cancellieri, occorre un intervento legislativo d’urgenza che non introduca una fattispecie autonoma di reato doloso, ma inasprisca le pene dell’omicidio colposo e selezioni le violazioni del Codice della strada in cui possa ravvisarsi azzardo e temerarietà con consapevolezza della pericolosità della condotta. Quindi, non un omicidio stradale volontario, ma un omicidio colposo aggravato dall’alcol o dalla droga. Come si vede, un “garbuglio” molto difficile da districare: che intenzioni avrà il ministro della Giustizia del futuro Governo Renzi?

IL GUAIO DEI PIRATI
Fra l’altro, il futuro premier dovrà fronteggiare il grosso problema della pirateria stradale, fenomeno in crescita in Italia, per arginare il quale si punta all’omicidio stradale. Solo nel 2013, sono stati addirittura 973 gli episodi di guidatori in fuga dopo un sinistro, osservati dall’Osservatorio il Centauro-Asaps: 114 persone uccise, 1.168 quelle ferite. In almeno un caso su tre, la causa del sinistro è l’alcol (ola droga), ma la statistica sarebbe molto più pesante se tutti i pirati fossero acciuffati, e se l’alcoltest fosse eseguito nell’immediatezza dell’incidente (invece, il pirata viene sottoposto a esame dopo ore dal sinistro, quando viene catturato, e così l’organismo ha il tempo di assorbire l’alcol). Forse, la soluzione può venire da un nuovo reato, che dissuada gli automobilisti dal bere alcolici prima di mettersi al volante: la parola a Matteo Renzi.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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