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pubblicato il 18 febbraio 2014

A Milano si pensa di estendere l'Area C

Alcuni referendari vogliono limitare la circolazione delle auto fino alla circonvallazione esterna

A Milano si pensa di estendere l'Area C

Nelle nostre città le regole anti-smog contro le auto diventano sempre più stringenti e severe: l'automobilista si deve destreggiare fra blocchi totale o parziali alla circolazione e Zone a traffico limitato. In questa direzione va la richiesta dei referendari di Milano che indendono estendere l'Area C (la Cerchia dei Bastioni a pagamento, 5 euro per l’ingresso delle macchine): questo potrebbe essere l'inizio di un percorso cittadino anti-auto lungo tutto lo Stivale, tant’è che la stessa Roma sta pensando a una sorta di Area C, così com’era previsto nel programma elettorale dell'attuale sindaco Ignazio Marino. I promotori dei referendum per l’ambiente e la qualità della vita a Milano hanno rivolto un appello al sindaco Giuliano Pisapia per il rispetto dell’esito della consultazione del giugno 2011, che chiedeva la graduale estensione dell’Area C fino alla cerchia ferroviaria. Tra i primi firmatari rappresentanti di associazioni ambientaliste, della ricerca, della cultura e dello spettacolo e delle professioni.

SIAMO A METÀ MANDATO
Secondo Edoardo Croci, Marco Cappato e Enrico Fedrighini, rispettivamente presidente, segretario e portavoce di Milanosimuove, comitato promotore dei cinque referendum per l’ambiente e la qualità della vita a Milano, l'amministrazione Pisapia, avendo superato metà mandato, debba “ora andare avanti con l’attuazione dei referendum, e in primo luogo con l’allargamento dell’Area C, o si rischia di perdere l’occasione dell’Expo per realizzare la trasformazione sostenibile di Milano. Abbiamo ottenuto un risultato importante con la trasformazione di Ecopass in Area C, ma i benefici vanno estesi oltre il centro. È anche il momento di sottoporre a tariffa i motorini a 2 tempi e di eliminare le distorsioni a favore dei camion. Solo le risorse economiche aggiuntive derivanti dall’allargamento, stimate in 150 milioni di euro all’anno, possono consentire gli investimenti necessari per rilanciare il trasporto pubblico, la mobilità ciclabile, la pedonalità e ridurre tasse e tariffe”.

DIVERSI OBIETTIVI
Nell’appello, si chiede che l’amministrazione della città di Milano prosegua e rafforzi il processo avviato senza ambiguità e pertanto realizzi un piano per il graduale allargamento dell’area soggetta a tariffa alla cerchia ferroviaria, come chiesto dal referendum, da rendere operativo entro gennaio 2015 (con la creazione di una seconda area esterna all’attuale a tariffa inferiore). I referendari puntano all’elimininazione delle “misure incoerenti con la promozione della mobilità sostenibile”; mirano a una penalizzazione dei veicoli maggiormente responsabili delle emissioni inquinanti, applicando tariffe più elevate per i veicoli per trasporto merci e sottoponendo a pedaggio i motorini a 2 tempi. “Nonostante il referendum del 2011 - dicono i referendari - chiedesse la graduale estensione di Area C alla cosiddetta cerchia ferroviaria (oltre la circonvallazione esterna delle 90/91) e la pedonalizzazione della cerchia dei Navigli, nulla è stato fatto, né programmato a tale fine, preferendo rinviare a future e incerte scelte pianificatorie. Se l’applicazione del pedaggio urbano rimanesse limitato all’attuale perimetro, i suoi effetti sulla riduzione del traffico sarebbero destinati a essere erosi”. Da Pisapia, per ora, nessuna reazione.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , milano , area c


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