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pubblicato il 14 febbraio 2014

Fiat-Chrysler: "Matrimonio d'amore", non d'interesse

Così ha detto oggi John Elkann, il presidente di Fiat, agli studenti nella sede della Banca Popolare di Sondrio

Fiat-Chrysler: "Matrimonio d'amore", non d'interesse
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"Fiat non ha fatto un'alleanza con Chrysler, ma si è sposata con Chrysler". Lo ha detto sorridendo John Elkann, il presidente di Fiat, che nel giorno di San Valentino ha parlato ai giovani studenti nella sede della Banca Popolare di Sondrio. "Sono contento perché Fiat è ancora più italiana e ha le forze che rendono la componente italiana del gruppo ancora più forte", ha aggiunto rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulla nascita della FCA. Stando al numero uno del Lingotto la componente italiana "si è molto sviluppata" ed "oggi quello che possiamo fare in Italia è molto di più di quello che potevamo fare prima". Intanto si è svolta oggi la manifestazione di protesta per la chiusra dello stabilimento ex-Fiat a Termini Imerese.

LE AUTO FIGLIE DEL MATRIMONIO
Nel suo discorso Elkann ha poi ricordato che Fiat Chrysler Automobiles è il settimo gruppo al mondo, "con una gamma completa dalla 500 fino ai grandi pick up americani, siamo presenti in tutti i mercati del mondo. Ora con i nostri marchi riusciamo a fare cose che non facevamo prima". C'è grande ottimismo quindi in casa Fiat e non solo per l'azienda, il giovane imprenditore si è detto fiducioso anche della ripresa economica italiana. A maggio il Gruppo presenterà il piano strategico di lungo termine e l'attesa è tanta. Avere il 100% di Chrysler permette a Fiat di mettere mano su 13 miliardi di dollari da investire in nuovi modelli. E' un matrimonio quindi che promette bene.

LA PROTESTA A TERMINI IMERESE (SICILIA)
Nello stesso giorno in cui John Elkann ha detto che "molti giovani non trovano lavoro perché stanno bene a casa" si è svolta a Termini Imerese la manifestazione di protesta per la chiusura dello stabilimento Fiat. A giugno, come già spiegato da OmniAuto.it, finisce la cassa integrazione per i 1.200 operai che dovevano essere riassorbiti da DR, ma che ancora sono senza lavoro per il futuro incerto dello stabilimento. Tutti sono scesi in piazza ed erano quasi cinquemila le persone davanti al Comune. "Ormai qui è crisi nera", ha detto uno dei cittadini partecipanti. "La reindustrializzazione di Termini Imerese è stata un fallimento, per stessa ammissione del ministero e dell'advisor Invitalia, bisogna ripartire da Palazzo Chigi", ha detto Enzo Comella, segretario provinciale della Uilm. "Tornare a lavorare per la Fiat sarebbe la soluzione migliore - dice Giovanni Scalia, ora in cassa integrazione -, ma ben vengano anche altre soluzioni. Vogliamo tornare a lavorare".

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Tag: Attualità , torino


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