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pubblicato il 11 febbraio 2014

I 10 comandamenti per i ciclisti (dal punto di vista degli automobilisti)

Obiettivo: tutelare proprio chi va in bicicletta

I 10 comandamenti per i ciclisti (dal punto di vista degli automobilisti)

Dopo aver pubblicato i 10 comandamenti per gli automobilisti dal punto di vista dei ciclisti, ci pare corretto mettere online anche i 10 comandamenti per i ciclisti dal punto di vista degli automobilisti. L’obiettivo di OmniAuto.it è molto semplice: tutelare proprio chi va in bici, utente debole della strada. E al contempo proteggere gli automobilisti stessi, che comunque possono incorrere in incidenti anche seri in caso di comportamento inadeguato di chi va in bici. Si tratta di 10 principi di buon senso che è bene condividere: un decalogo speculare per i ciclisti, perché esistono le mele marce fra chi guida un’auto (ponendo a rischio la vita di chi va in bici) e allo stesso modo ci sono persone che quando sono in sella si trasformano in pericoli pubblici. Per se stessi e per tutti gli altri utenti della strada: maleducazione e inciviltà non conoscono eccezioni.

1) Per legge, il ciclista non può stare in bici chiacchierando col cellulare in mano. Al di là della distrazione mentale, il fatto di non guidare con entrambe le mani implica che la risposta a un pericolo sarebbe molto più lenta.

2) Analogamente, è vietato stare in sella mentre si controllano gli Sms o le email, oppure per consultare la rubrica.

3) Guai a guidare la bici di notte senza luci. Così, il mezzo è assolutamente invisibile, peggio ancora se piove. Il Codice della strada prevede l’uso di luci.

4) Lì dove è vietato, non si può andare contromano in bici. A nulla conta che la strada sia larga, o che non ci siano macchine provenienti dal senso opposto.

5) In bici, non si deve circolare in stato di ebbrezza o alterato da droghe: ci si trasforma in “mine vaganti”, con multe identiche a chi va in macchina.

6) Articolo 182 comma 4 del Codice della strada: i ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In questo caso, sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza. Altrimenti il ciclista diventa un prepotente verso chi in quel momento è più debole di lui: il pedone.

7) Allo stesso modo, in bici non si può circolare sul marciapiede. Investendo un pedone, si ha una precisa responsabilità civile. E talvolta penale. Il pirata della strada in bici, certo.

8) Fuori città, il ciclista ha l’obbligo assoluto di indossare il giubbotto rifrangente durante le ore notturne e in galleria: occorre che quel gilet “restituisca” la luce, in modo da rendere visibile il ciclista.

9) Fuori città, tutti in fila indiana: è severamente vietato, per i ciclisti, procedere uno accanto all’altro. A meno che uno di essi sia minorenne (articolo 182 comma 2 del Codice della strada).

10) Sarà pure un’ovvietà, ma i semafori per le auto valgono anche per le bici. Idem in caso di strada deserta: col rosso, ci si ferma. Per evitare tensioni con gli altri utenti.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , sicurezza stradale


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